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»Messaggio pubblicato mercoledì 16 novembre 2005 alle 08:47
Nome:
Hoot
Città:
Ft.Bragg  
Nazione:
USA  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
...visto quanti bravi schiavetti che ho...continuate così "alleati"...cullatevi nella vostra idea di libertà...liberi da me non lo siete mai stati e mai lo sarete...
 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 19:15
Nome:
biochip
Città:
xxx  
Nazione:
xxx  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
E quindi i lavoratori italiani dovrebbero rincorrere i livelli di produttività cinese...
Quindi la maggior competitività passa attraverso l’abbattimento del costo del lavoro...
E non attraverso massicci investimenti in formazione e ricerca...
Mi dispiace ma non mi convincete proprio!
E mi sa che non convincete neanche i mercati internazionali.
Termino qui perchè sono stanco ma comunque vi invito a riflettere su una cosa: provate a trasferire i ragionamenti di Demetrio alla situazione italiana ed alle profonde differenze di sviluppo tra nord e sud.
Applicando tali ragionamenti potrete ottenere una perfetta legittimazione delle istanze secessioniste della lega nord ed affermare l’indiscutibile primato della cultura del nord est sul resto dell’italia.
Se l’idea vi piace avete di che divertirvi.
Ciao.
 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 18:41
Nome:
Demetrio
Città:
Morigerati (SA)  
Nazione:
ITALIA  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
Leggendo alcuni precedenti messaggi: se in Italia non c’è lavoro la colpa è anche dei sindacati. Il lavoratore italiano pretende troppo (ed è superpagato) rispetto ai colleghi dei paesi esteri. Ecco quindi che le aziende preferiscono trasferire gli stabilimenti nei paesi dell’est a costi vantaggiosi. E’ questa una delle basilari leggi del mercato. Volete mettere, ancora, i lavoratori cinesi, che quasi a costo zero, hanno una rendita di produttività eccellente ? Altro che lavoratori italiani che tra pause caffe, letture di giornali, scioperi e quant’altro rendono meno... molto meno... e le aziende si adeguano...
...per non rimanere fuori mercato i lavoratori dovrebbero adeguarsi agli standard cinesi !!!


 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 18:24
Nome:
Emanuele
Città:
T.O.  
Nazione:
Ialia  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
secondo me non ci siete mai stati in Russia e nei paesi satelliti all’epoca del comunismo: avete una visione distorta della realtà !
Ma è giusto ricordare... M dice bene quando afferma "sopravvivevano": esatto ! Ma non "vivevano"... erano schiavi delle idee e dovevano sottostare ai regimi totalitari comunisti. Abituati male dallo stato sovietico, con l’arrivo delle libertà (anche di mercato e di lavoro) si sono trovati spiazzati e quindi non in grado di reggere.
Lo sapete che in Bulgaria ancora girano con i carretti trainati dai ciuchi ?
QUESTO E’ IL PROGRESSO CHE HANNO OFFERTO I COMPAGNI COMUNISTI.
Inoltre: lo sapete che dovete tutto agli americani (anche la vostra libertà ?).
Altrimenti a quest’ora eravate tutti a zappare le cipolle per i nipoti del Fuhrer !!!
 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 17:45
Nome:
biochip
Città:
xxx  
Nazione:
xxx  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
Per dovere di correttezza rispondo anche a Flavio di cui condivido l’assunto iniziale "non esiste una guerra buona ed una cattiva".
La guerra è in ogni caso il peggio che l’essere umano riesca a produrre.
Tuttavia c’è differenza tra due eserciti che si scontrano combattendosi nella maniera più feroce ed un esercito che assedia una città e la bombarda con il fosforo.
In quella città c’erano bande di terroristi armati sino ai denti ma c’erano pure migliaia e migliaia di civili inermi, indifesi ed incolpevoli.
Che si sono beccati il fosforo.
Non fa onore alla più forte nazione al mondo usare tali sistemi, tra l’altro vietati a livello internazionale e classificati come armi di distruzione di massa.
E aggiungo pure che è profondamente stupido.
Quelle immagini hanno oramai fatto il giro del mondo, penetrando negli angoli più remoti e inevitabilmente cosa hanno prodotto in chi le ha viste? Sdegno, rabbia, odio, risentimento.
E’ così che il fondamentalismo si nutre e fa proseliti, è così che le ferite diventano croniche e non rimarginabili.
E questa mi sembra la cosa più assurda: usare gli stessi sistemi del nemico sanguinario che si sta combattendo appunto perchè sanguinario.
Ma forse anche questo è, come le bombe intelligenti che colpiscono i villaggi, solo un danno collaterale.
 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 17:33
Nome:
biochip
Città:
xxx  
Nazione:
xxx  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
Mi sa che ti sbagli su un punto, i paesi ex-comunisti che nominavi in precedenza hanno retto finchè c’è stato il comunismo.
Aperti poi all’economia di mercato sono stati fagocitati ed oggi costituiscono il territorio dove le industrie europee vanno a localizzare le proprie linee produttive per i bassissimi livelli salariali presenti, dismettendo nel contempo i propri stabilimenti in patria e lasciando operai ed impiegati senza lavoro (e senza futuro visto che nessuno li assumerà più).
Mi sa che vi siete un po’ fossilizzati su concetti quali comunismo e fascismo e non avete ancora capito che il quadro di riferimento intanto è cambiato.
Comunismo e fascismo appartengono alla storia passata, il denaro ha oramai vinto la sua battaglia e la globalizzazione è sicuramente il tratto più evidente del cambiamento in atto.
Chi ha occhi per vedere potrà anche immaginare come andrà a finire, i segnali del futuro prossimo cominciano a rendersi visibili in maniera chiara.
Ricordati comunque che il denaro funziona ed evolve secondo proprie regole, che nulla hanno a che vedere con concetti quali etica, morale o giustizia e dunque rifletti su cosa accadrà quando nazioni come la nostra non riusciranno più a competere sui mercati o quando le fonti energetiche di tipo tradizionale saranno prossime all’esaurimento.
Altro che Cossutta!
 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 17:28
Nome:
M
Città:
M  
Nazione:
Italia  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
Emanuele caro documentati anche tu prima di parlare! In Russia, durante il comunismo, lo stato passava tutto, ma nel senso che dava a tutti la possibilità di andare all’università, di avere una buona preparazione atletica ecc. e tutti lavoravano e sopravvivevano.
Ora, con la caduta del comunismo, devono pagare anche l’aria che respirano e lavoro non ce n’è ma la voglia si!
 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 17:06
Nome:
Emanuele
Città:
Torre Orsaia  
Nazione:
Italia  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
Meno male che sono esistite forze come Gladio: hanno evitato che l’Italia diventasse un pianeta satellite della Russia come Bulgaria, Romania, Cecoslovacchia ecc.
Avete visto 50 anni di comunismo in questi paesi come li hanno ridotti? Miseria e povertà (e nessuna voglia di lavorare... tanto passa tutto lo stato...)
 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 17:00
Nome:
biochip
Città:
xxx  
Nazione:
xxx  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
Ciao a tutti,
vedo che ho ricevuto 2 risposte al precedente messaggio e questo dimostra a chi aveva criticato in precedenza questo spazio, che qui si parla anche di cose serie e non futili (vista che questa era l’accusa...).
Cominciamo da Aurelio.
Ti confesso che la storia degli italiani che andavano in Russia a fare fortuna e che poi non sono più tornati, non la sapevo. Non posso dirti altro se non che mi documenterò sull’argomento poichè, effettivamente, la cosa risulterebbe alquanto singolare.
Per quello che concerne l’affare Mitrokin, ti ricordo che il clima politico di quegli anni annoverava come normali tali tipologie di avvenimenti.
In quegli stessi anni avvengono sul nostro territorio diversi avvenimenti.
Innanzitutto il golpe militare progettato ma non realizzato che va sotto il nome di Piano Solo.
Il piano Solo prevedeva un’azione di tipo militare che doveva essere attuata "solo dai carabinieri" (da qui il nome di Piano Solo), comandati dal gen. Giovanni De Lorenzo, che tra il 1955 e il 1962 era stato ai vertici del SIFAR, il servizio segreto delle Forze Armate. Un piano che prevedeva l’arresto e la deportazione di uomini politici di sinistra e sindacalisti, l’occupazione delle prefetture, di sedi di partito, della RAI, delle redazioni di alcuni giornali, oltre che l’acquisizione del potere da parte dei militari. Se attuato, il Piano Solo avrebbe condotto ad un vero colpo di stato.
E qualche anno dopo, nel 1970, avviene il cosidetto "Golpe Borghese".
Tutto ha inizio nella tarda serata del 7 dicembre quando gruppi di militanti dell’estrema destra si riuniscono in alcuni luoghi della capitale: nel quartiere di Montesacro, nei cantieri del costruttore Remo Orlandini, legato al SID di Vito Miceli; in pieno centro storico, nella sede di Avanguardia nazionale; attorno all’Università; in una palestra non distante dalla stazione Termini. Alle porte di Roma si è concentrata intanto anche una colonna armata di guardie forestali, mentre un gruppo di neofascisti è già penetrato nell’armeria del ministero dell’Interno. Il quartier generale del Golpe si è sistemato nel quartiere Nomentano. Ne fanno parte: il principe Junio Valerio Borghese, ex comandante della X Mas, vero capo del complotto; il generale a riposo dell’Aeronautica Giuseppe Casero; il maggiore della polizia Salvatore Pecorella. Il piano prevede, oltre all’occupazione dei ministeri della Difesa e dell’Interno, della sede della RAI (da dove Borghese leggerà un proclama alla nazione), degli impianti telefonici e quelli di telecomunicazione, anche la mobilitazione totale dell’Esercito. Tutto, insomma è pronto, comprese le liste delle personalità politiche e sindacali da arrestare. Eppure il Golpe Borghese fallisce. Lo stesso principe nero riceve una telefonata da un misterioso generale (l’inchiesta della magistratura non chiarirà mai hi fosse) che ordina la sospensione del tentativo insurrezionale.
Tutti a casa.
E poi c’è Gladio.
Che è l’evento più inquietante.
Gladio è il nome dato in Italia ad una struttura segreta, collegata con la Nato e istituita nel dopoguerra con la denominazione "Stay Behind" (stare indietro), che aveva il compito di attivare una resistenza armata in caso di invasione sovietica. L’esistenza di questa struttura segreta venne scoperta nel 1990 e successivamente confermata pubblicamente, nel febbraio del 1991, dall’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Secondo quanto riferito in quell’anno dall’ex primo ministro italiano, la Gladio "Stay Behind" sarebbe stata composta da 622 membri civili i quali avevano il compito di svolgere operazioni dentro il territorio nazionale riguardanti attività informative a carattere difensivo e sotto le direttive della Nato. Quella che racconta Antonino Arconte nel suo memoriale, invece, è tutta un’altra storia. Accanto alla cosiddetta Gladio "civile", infatti, sarebbe stata istituita nel nostro Paese una struttura armata dei servizi segreti militari, tenuta per 50 anni nascosta, che avrebbe operato al di là dei confini italiani attraverso un’attività regolata da direttive nazionali e non dalla Nato.
Come puoi ben vedere la storia offre parecchi spunti di riflessione.
Non continuo perchè la faccenda si farebbe lunga ma ti ricordo che c’è stata anche una certa Loggia P2 la cui tessera n° 1816 apparteneva ad un certo Silvio Berlusconi.
Ma questa è un’altra storia.
Ciao.
 
»Messaggio pubblicato martedì 15 novembre 2005 alle 16:11
Nome:
M
Città:
M  
Nazione:
Italia  
Sito web: non disponibile Indirizzo Ip: xxxxxx
Grazie ancora!
Vi inviterei tutti per un pezzo di torta.....ma mia mamma non me l’ha preparata!
 





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