La vidi per la prima
volta a Sanremo, febbraio 1996. Caschetto corvino, stivali di pelle, un
miscuglio di grinta e dolcezza...io, dal basso dei miei teneri 15 anni,
me ne innamorai.
In
"dueparole" trovai me stessa, senza limiti...la grande forza
interiore alternata alla paura e alla voglia di esprimere, o rivelare,
una fragilità profonda...il bisogno di sperare nell'esistenza della
felicità, l'attaccamento ad oggetti stupidi, ricordi del passato, nei
quali ritrovare l'infinito, il coraggio di ribellarsi...
Poi
sono arrivati "confusa e felice", "mediamente
isterica", "stato di necessità"...ogni volta una
rivelazione! Mai uguale, mai banale. Penso che sia questa una delle cose
che ammiro più in lei: la capacità di esprimersi intensamente, di
riuscire a rimanere fedele a se stessa mutando di continuo, passando
repentinamente da un'espressione e un'immagine forte ad un pensiero, una
frase, un gesto estremamente dolce e "soffice".
Pur
essendo anni che ascolto alcune sue "poesie" sono ancora
capace di emozionarmi, di capire nuove cose ogni volta che le ascolto, o
semplicemente penso alle parole del testo.
Non
so se oggi come oggi possa ancora valere, visto l'enorme successo che ha
avuto dopo l'ultimo Sanremo e la conseguente
"commercializzazione", ma penso che Carmen, e il suo modo di
fare musica, non possano essere apprezzati a metà e, dal mio punto di
vista, coloro che, perchè sentita alla radio, cantano "Narciso na
na na na na na" si ritengono conoscitori di Carmen sminuiscono la
sua complessità e profondità.
Anche
se mi chiedo ancora adesso di chi sia stata l'idea di mixare
"parole di burro" e soprattutto perchè Carmen abbia permesso
una cosa del genere... l'unica triste risposta che mi so dare, ma alla
quale non voglio e non posso credere, è che forse si arriva ad un punto
in cui la qualità degli affezionati viene sopraffatta dalla quantità,
soprattutto se quest'ultima vuol dire "soldi".
Ma
continuo ad amarla.
Risposta
per tutte le "Simonetta":
Due parole" è un album particolare, un po' spoglio musicalmente e commercialmente parlando, sincero.
Sicuramente sei tra coloro che hanno incominciato ad apprezzarla da
questo album. Con "Stato di necessità" ha fatto il salto di qualità a livello di vendite ed è umano che tutti quelli come te e me che la conoscono ed apprezzano da diversi anni si sentano un po' derubati di ciò che era per pochi, forse siamo un po' gelosi di lei. Credo che Carmen con i prossimi album debba comunque accontentare un po' tutti, vecchi e nuovi. Non per questo perderà il suo modo particolare di fare musica e di scrivere testi, perché, in fondo è questo modo particolare e spontaneo che l'ha portata pian piano al successo di oggi.
Anna:
Caro Tony,
sono Anna, una grande ammiratrice di Carmen Consoli, ho trovato il tuo indirizzo per caso navigando su Internet alla ricerca di materiale su Carmen; così mi sono soffermata a leggere qualcosina, volevo soltanto dirti che apprezzo molto il tuo sito e che Carmen mi dà le stesse emozioni che da a te, soprattutto dopo aver perso il mio migliore amico "Vinicio". Non so se hai seguito i media: nell'estate del 2000 ha perso la vita nel Camping "Le Giare" , a lui piaceva molto, diciamo pure che l'adorava.... e forse inconsciamente Carmen gli ha dedicato una canzone…"L'ultimo Bacio". Ogni volta che l'ascolto mi viene in mente quella tragedia del 10 settembre 2000, nella canzone Carmen parla di "un'ingrata tempesta" e di lacrime mentre piove…piove, non so perché ma piango puntualmente!!!
Ed
ora spazio ai saluti