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Sapri: al «Da Vinci», «Teste Mozze» di Franco Maldonato diventa libro di testo
Sapri: al «Da Vinci», «Teste Mozze» di Franco Maldonato diventa libro di testo

IIS "Leonardo da Vinci" Sapri- Il Dirigente Limongi: «Una lettura che può guidare i ragazzi verso il rafforzamento della propria coscienza di Italiani ed Europei»
Nel luglio del 1851, un uomo politico inglese decide di interrogare il Ministro degli Esteri della Regina Vittoria sulla scomparsa di un deputato del Regno delle Due Sicilie. I sospetti si concentrano su un prete di Sapri, che aveva già servito gli interessi di Casa Borbone. L’ambasciatore del governo napoletano a Londra, messo a parte della iniziativa del parlamentare inglese, cerca di bloccare la discussione dell’interpellanza, mettendo in moto la “macchina del fango” e, quando questa si inceppa, eccitando la complicità di autorevolissimi uomini politici, come Disraeli, e di giornalisti già da tempo a libro-paga di Ferdinando II di Borbone.
È questo l’avvincente intreccio del romanzo storico di Franco Maldonato, «Teste mozze». Un romanzo che rimette al centro vicende e personaggi del Risorgimento, da Metternich a Palmerston, Mazzini, Garibaldi e Cavour.
«Un romanzo storico – lo ha definito il prof. Corrado Limongi, dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo Da Vinci” di Sapri – in cui la vicenda di Costabile Carducci, patriota del Risorgimento meridionale e cilentano (l’unico Risorgimento totalmente repubblicano), si inscrive nel panorama nazionale ed europeo dell’Ottocento, attraverso un racconto in cui Maldonato descrive fatti minuziosi dentro scenari universali, non solo storico-politici ma anche morali».
Romanzo tanto significativo e “utile” da spingere lo stesso prof. Limongi a proporne l’adozione quale libro di testo ai ragazzi della quarta classe del suo istituto.
«La ritengo una lettura – ha continuato Limongi – che può far nascere nelle nuove generazioni, soprattutto meridionali, la sensibilità verso un passato che non passa, verso il nostro passato di sudditi del Regno borbonico, in un cammino, drammatico e denso di contraddizioni, alla ricerca della propria coscienza di italiani ed europei».
Certo, resta il dubbio che i ragazzi di oggi che seguono ben altre avventure infarcite di vampiri e licantropi si appassionino a una storia lontana da loro. Non ha però dubbi l’autore, l’avvocato Franco Maldonato: «Questo romanzo parla di loro, dei ragazzi. Quando il protagonista chiede a Totò Gallotti, un ventenne di Sapri che lo supplicava di accoglierlo fra le  sue schiere, per quale ragione avesse sposato la causa della rivoluzione, Totò risponde: “Perché ognuno di noi deve vivere non per sé, ma per gli altri. Lo scopo della vita non è quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé stessi e gli altri migliori”. Anche se racconta fatti del passato, il libro si rivolge ai giovani di oggi, per farli sensibili ad una nuova trascendenza, e in tal modo tentare di superare il ripiegamento egoico che sta uccidendo le nostre società».
(Antonio Cavallaro)


Franco Maldonato

Inserito da Golfonetwork mercoledì 24 maggio 2017 alle 12:08


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Commento di: Utente non registrato - Ip: 151.77.85xxx - da: Italia. Scritto domenica 28 maggio 2017 alle 02:37
Caro prof. Pisani come diceva martin Lutero "signori se volete diventare adulti cominciate a leggere la Bibbia da soli e non fatevela leggere da altri" purtroppo ho notato che la Federico 2 la Bibbia ancora una volta la ha letta lei per voi raccontandovi quello che le faceva comodo per manipolarvi mentalmente e rendervi un cittadino non scomodo a quella elite si fa per dire intellettuale che sicuramente andate a sevire. Lo dico per il vostro bene aprite gli occhi e cominciate a liberarvi di quei falsi miti e luoghi comuni che vi tengono incatenato mentalmente. Non dimenticate che gente come Pisacane a Sapri furono sponsorizzati da A Lemmi il padre della p1.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 79.41.35xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 26 maggio 2017 alle 21:15
Napoli era la Germania di oggi !?
Dalla Storia economica e sociale, studiata all'Università Federico II ho appreso che tanta gente di giorno restava chiusa nei bassi e di notte usciva nuda per cercare cibi nella spazzatura per nutrirsi.
A me, la svolta è andata bene, nonostante i Filadelfi.
A te sarà andata male, visto il livore esternato.
Datti un volto e non nasconderti, diversamente non sei credibile.
prof. Nicola Pisani

Commento di: Utente non registrato - Ip: 93.67.224xxx - da: Italia. Scritto venerdì 26 maggio 2017 alle 11:56
Concordo nella maniera più assoluta con l'utente 151.77.85. Ancora oggi volete farci credere che ignobili personaggi come il carducci abbiano contribuito alla crescita del mezzogiorno, quando in realtà hanno solo devastato le nostre identità la nostra cultura, e mi permetta professore, la nostra dignità. Mi creda documentiamoci bene, non sostenga chi ha troncato per sempre le radici della nostra esistenza.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 151.77.85xxx - da: Italia. Scritto giovedì 25 maggio 2017 alle 22:56
Egregio prof. Pisani ho notato che lei ha dato dell'ignorante al precedente intervento, ma lei per essere cosi' preparato sara' stato presso gli archivi di via Lepanto a Roma o a Londra al Kew Gardens di Londra (o forse sa neanche di cosa parlo) comunque se ha consultato i documenti tanto di cappello ma se no si ripassi bene chi erano i Filadelfi a cui apparteneva C.Caducci o il De Luca (stupri, usura, ecc.) Certa gente appartiene a quella scuola dogmatica che ha sfornato gente incapace di ragionare.Si ricordi Francesco 2 aveva due lauree il padre aveva tolto ai ricchi e dato ai poveri il nonno controllava le commesse di produzione di S.Leucio, ma quali sovrani poi saranno in grado di fare tanto, Napoli era la Germania di oggi, ma forse a lei fa piu' piacere vederla nelle condizioni attuali. Invece di fare i sapienti dei miei stivali imparate a studiare perche' al momento avete perso solo tempo.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 82.61.44xxx - da: Sapri. Scritto giovedì 25 maggio 2017 alle 15:14
La citazione di Alessandro D'Avenia:
"L'ignoranza è la cosa più comoda che conosca dopo il divano di casa mia" aiuta a non dar peso a certe sconcezze veicolate da gente senza nome.
La Storia, nel bene e nel male, è quella che è e non quella che ad ognuno di noi sarebbe piaciuta.
La Costituzione è altra cosa dello Statuto Albertino e la Repubblica è diversa dalla Monarchia.
I nostalgici dell'ancien règime, obtorto collo, ne prendano cosienza.
prof. Nicola Pisani

Commento di: Utente non registrato - Ip: 151.77.12xxx - da: Italia. Scritto mercoledì 24 maggio 2017 alle 23:46
Siete complici dei liberali e dei giacobini, che hanno distrutto la cultura di queste terre e favorito l' emigrazione, personaggi squallidi e corrotti come c.carducci(il suo nome non va neanche scritto con la lettera grande) insieme a de luca canonico filadelfo schiavo dei liberali massoni inglesi che hanno cancellato 3200 anni di storia Napolitana, aiutate a distruggere le nostre terre e la nostra cultura così i nostri giovani andranno ad arricchire il nord europa....Finitela di truccare i libri di storia.....

Commento di: Utente non registrato - Ip: 82.55.134xxx - da: Sapri. Scritto mercoledì 24 maggio 2017 alle 20:43
Il passato che dovrà passare!
La Scuola, se si prefigge di fare cultura e non erudizione, deve far crescere i ragazzi per la loro apertura al sociale.
"Teste Mozze" di Franco Maldonato sul risorgimento cilentano ben si presta per tale finalità.
L'iniziativa, che poteva essere anticipata, sarà di stimolo per i giovani a fare propria la brezza arrivata dalla Francia: "basta col passato".
Sapri, nata il 1 gennaio 1810, nei suoi primi cento anni di esistenza, è rimasta sotto il dominio di un pugno di famiglie, a partire da tale Vincenzo Peluso.
La gente, tenuta sempre sottomessa, ha pacificamente assecondato la conservazione, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Senza un sussulto di orgoglio collettivo, che porti al riscatto dal passato di servaggio, la Comunità non avrà più futuro.
Felicitazioni al dirigente Corrado e all'Avv. Franco per il coraggio mostrato in un contesto chiuso e in un momento particolare.
prof. Nicola Pisani





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