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L´angolo del Nonimestre Costituzionale (1820-21): La Stampa
L´angolo del Nonimestre Costituzionale (1820-21): La Stampa



Grazie alla Costituzione promulgata, durante quel breve periodo (6.7.1820 - 24.3.1821), solo a Napoli nacquero 33 giornali tra quotidiani, periodici e fogli. Altre città dove si pubblicarono giornali furono Palermo (10), Catania (1) e Messina (8).
Precedentemente la stampa era sotto il controllo della monarchia e tutto ciò che usciva a stampa, se non clandestina, doveva essere pubblicato con approvazione dell'autorità.
Tra i neonati giornali napoletani si segnalano:
-) L'Amico della Costituzione, il quotidiano più diffuso, cominciò a pubblicarsi dal 17 luglio 1820. L'ultima copia apparve il 5 marzo 1821. Vi collaborò Pietro Colletta;
-) L'Indipendente, giornale politico letterario. Si pubblicò dal 1° ottobre 1820 al 1° marzo 1821;
-) Annali del patriottismo, giornale politico letterale. Ebbe vita dal 28 luglio al 28 ottobre 1820;
-) L'Indipendente, giornale politico letterario e commerciale;
-) Giornale degli amici della Patria;
-) L'Amico della posterità.
Tutti propagandarono la libertà e le idee costituzionali.

L'Amico della Costituzione dal 1° ottobre cominciò a pubblicare i dibattiti e le proposte di legge del neo parlamento. La domenica, assieme alle discussioni sui scottanti temi costituzionali, venivano ricostruiti avvenimenti storico-politici che, a partire dal Decennio francese, avevano contribuito a cambiare la fisionomia del regno.
In quei giorni i numerosi articoli sulle eventuali modifiche alla Costituzione, Costituzione da adeguare alle esigenze della Nazione napoletana, assunsero anche toni di accesa polemica. Si temeva che i mutamenti alterassero, nella sostanza, il testo della Carta privandola di caratteristiche quali la unicameralità o libertà di stampa.
L'Amico della Costituzione era contrario ad una seconda Camera. Considerava ciò un attentato alla Costituzione perché essendovi due Camere, di cui una nominata dal re, la sovranità non sarebbe stata più della sola Nazione, ma anche della corona. Tra gli argomenti a favore di una sola camera elencava "una maggiore speditezza delle risoluzioni". Sulla composizione numerica dell'Assemblea legislativa il giornale preferiva un ristretto numero di rappresentanti perché "il piccol numero de' deputati rende più facile l'espressione della volontà generale e la rende più sicura ponendola nelle mani degli uomini più distinti della Nazione. […] Il fine della rappresentanza nazionale non è riposto nella proporzione tra il numero de' rappresentanti e quello dei rappresentati, ma nella libera elezione del popolo"
Tra gli argomenti che quella stampa trattò diffusamente fu il timore che i ministri sfuggissero ad eventuali abusi amministrativi nascondendosi dietro il re, perciò, quella più politicizzata, auspicava che al sovrano fossero attribuite prerogative non troppo estese.
Altro tema per il quale i giornali si preoccuparono fu il timore della libertà di stampa, ampiamente garantita nella Costituzione, a seguito della nomina di una "Giunta della libertà".
In proposito gli Annali del patriottismo scrissero: "Noi crediamo che in ogni governo liberale, anzi ragionevole, la libertà di stampa non debba avere altri limiti che quelli della responsabilità personale, le ragioni che ci determinano non sono di giurisprudenza o di astrusa metafisica bensì della più facile intelligenza. Se la stampa va soggetta a censori, siamo certi che il governo potrà e vorrà comprarli ed in conseguenza qualunque piccola restrizione distruggerà interamente la nobile prerogativa di esporre liberamente i propri pensieri. Diciamo la cosa come và: noi vogliamo scrivere contro tutti gli abusi e contro tutte le persone che non attendessero al proprio dovere."
In quel periodo, breve ma intenso, certamente, la stampa rappresentò una vibrante ed appassionata testimonianza storica.
(Ferruccio Policicchio)



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Inserito da Golfonetwork giovedì 22 ottobre 2020 alle 20:02


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Commento di: Utente non registrato - Ip: 82.59.244.xxx - da: Sapri. Scritto domenica 25 ottobre 2020 alle 18:30
Sono perfettamente in accordo sul fatto che corrotti come Costabile Carducci, pagati dalle massonerie abbiano contribuito a svendere la bassa Italia mettendola nelle mani di quei poteri che ancor oggi la tengono schiacciata, non dimentichiamo che Napoli era una capitale europea tra le piu' esaltanti mentre oggi sig Policicchio cosa e' diventata Napoli nelle mani dei discendenti di Tore e Crescenz capo della camorra con cui Garibaldi si alleo' avendo paura di non essere gradito dai napoletani, mi viene una domanda spontanea, ma anche la camorra contribui' alla unificazione? Se e' cosi e' da rivedere tutto il sistema.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 5.171.241.1xxx - da: Italia. Scritto sabato 24 ottobre 2020 alle 22:05
Oggi la stampa nazionale è in mano a lobbies e poteri forti. Il pensiero unico vuole regnare sovrano. Le testate indipendenti cercano di resistere (senza finanziamenti) in un mondo alla rovescia.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 87.11.84xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 23 ottobre 2020 alle 20:04
Suppongo che "l'orfano" saprese si riferisce a Giuseppe Del Re (1806-1864).
Alla sua "lieta novella", però, non aggiunge, perchè non sa, o perchè fa finta di non sapere, che la rivista Iride, nata nel 1834, per la "magnanimità" di Ferdinando II venne chiuso nove anni più tardi in quanto ritenuto troppo politicizzato.
(Ferruccio Policicchio)

Commento di: Utente non registrato - Ip: 158.148.21xxx - da: Italia. Scritto venerdì 23 ottobre 2020 alle 18:44
Giustamente sig.Policicchio, con la scusa delle costituzioni, delle liberta' di matrice liberale e gli stessi alberi della liberta' che issavano i massoni liberali simbolo dell' anticristo e del satanismo si facevano girare giornali che istigavano alla distruzione di una societa' dai valori cattolici.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 151.73.23xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 23 ottobre 2020 alle 11:37
Guarda caso nel 1834 girava a Napoli un giornale edito da Giuseppe del Re,cognato di Costabile Carducci, chiamato l'Iride, questo nome non dice niente? Giornale altamente di matrice liberal-massonica, iride=occhio che tutto vede, questi erano i giornali che portavano la libertà? Mi fa piacere come vengono girate le frittate per prendere in giro il popolo facendogli credere certe storie. Mah! Poveri noi.





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