Alta Velocità: un´ipotesi sul perchè di un nuovo tracciato
Alta Velocità: un´ipotesi sul perchè di un nuovo tracciato
Dal 1905, anno in cui gran parte delle strade ferrate italiane divennero statali e fino alla promulgazione della legge 210/1984 (privatizzazione), le FS hanno rappresentato una forza granitica, persino temuta dal Duce, e soprattutto una grande famiglia. E quando una grande forza la si vuole indebolire bisogna frammentarla, farla a pezzettini. Ciò che un tempo rappresentava una unica Azienda oggi è composta da una quarantina di Società. Il trasporto, per fare un esempio, è stato diviso in Regionale, Nazionale, Cargo e, da qualche anno Alta Velocità e Trasporto Alternativo (quest'ultimo è un termine elegante per non dire esterno alle società ferroviarie). Ovviamente anche il personale, sia di macchina che viaggiante, si è frammentato in regionale e nazionale come se fossero cinque diverse ferrovie. È scomparso il vecchio "Compartimento" che, grosso modo, gestiva gli impianti ferroviari della Regione con sede nel capoluogo di regione, con qualche eccezione. Tra le eccezioni vi era il Compartimento di Reggio Calabria che, oltre alla linea Jonica e alle dorsali est-ovest, gestiva la linea Tirrenica oltre il confine della Calabria, da Castrocucco a San Nicola Varco, presso Battipaglia, per oltre 100 km: nel breve tratto della Basilicata e, per 107 km, in Campania. Gli uffici ex compartimentali, pur essendo stati ristrutturati, non persero le funzioni e le stesse competenze, anche oltre regione, che, per le molteplici e diverse trasformazioni avvenute, saperli definire ci sarebbe da fare acrobazie mentali. Essi erano: 1) L'Ufficio Impianti Elettrici, curava la segnaletica per la sicurezza dei treni, la linea aerea dove il locomotore assorbe energia per trainare le vetture, la linea alta tensione (oggi Terna); 2) L'Ufficio Lavori, curava l'armamento, ossia la strada ferrata e quanto ad essa afferisce, gallerie, muri di contenimento ecc.; 3) L'Ufficio Movimento a cui apparteneva il personale delle stazioni;
Il D.L. detto "Rilancio", approvato dal Parlamento lo scorso 12 gennaio, ha stanziato 40 milioni di € per le linee: - Salerno - Reggio Calabria; - Taranto - Metaponto - Potenza - Battipaglia; - Genova - Ventimiglia. Dei detti 40 milioni poco meno di 20 sono stati assegnati alla linea Salerno - Reggio Calabria. Metà per la regione Campania e metà per la Calabria. Una ghiotta "torta" da non spartire e amministrare. Ora, se oltre alla parziale riforma delle FS consideriamo:
a) che il tracciato della regione Campania è interamente nuovo e totalmente realizzato all'interno del proprio territorio regionale. Da Battipaglia va verso l'interno nel Vallo di Diano; b) che passa in Basilicata, tocca Lagonegro e percorrendo, grosso modo, la valle del fiume Noce, a Praia si ricongiunge allo storico tracciato; c) che in nessun punto, nella parte campana, il nuovo tracciato coincide con quello storico realizzato, alla fine dell'Ottocento, sul Tirreno, il quale si allontana dal mare solo nel Cilento per l'alta costa; d) che il tracciato calabrese, da Scalea abbandona l'attuale linea, tocca Tarsia e Cosenza, poi scende e, attraverso il corso del fiume Savuto, nelle vicinanze di Amantea/Nocera T. riprende e segue il tracciato storico; tutto lascia facilmente pensare, e ne saremmo comprensibilmente giustificati, che si sia generato un conflitto di competenza, un conflitto di "interesse a voler fare, a volere amministrare". Ossia a voler gestire l'intera "torta" Reggio Calabria se si fosse toccato il tracciato già esistente, e a non mollare, Napoli, la propria parte di "torta" per cui si è realizzato un nuovo tracciato in territorio campano. Tale conflitto, quindi, potrebbe essere la causa che ha fatto allontanare l'alta velocità dallo storico tracciato Eboli - Castrocucco. (Ferruccio Policicchio)
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Inserito da Golfonetwork domenica 5 settembre 2021 alle 18:29
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