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Josè Ortega «incontra» gli studenti del golfo di Policastro
Decaologo per la democrazia: Josè Ortega 'incontra' gli studenti del golfo di Policastro
Ortega incontra gli studenti del Golfo di Policastro. Dopo esser rimasto in mostra per due mesi a Palazzo Sant’Agostino (sede della Provincia di Salerno) ed incontrato il favore del pubblico, soprattutto giovanile, degli istituti superiori salernitani, delle associazioni culturali, il Decalogo per la Democrazia arriva a Sapri.
Mercoledì 15 marzo alle ore 16.00, presso l’Auditorium 'G. Cesarino' di Sapri, si terra` l’apertura dell'esposizione. All'inaugurazione parteciperanno i sindaci di Sapri e San Giovanni a Piro, Antonio Gentile e Ferdinando Palazzo, il consigliere provinciale delegato al Turismo e promozione Pasquale Sorrentino e il consigliere regionale Andrea Volpe. Sono previsti i saluti dei dirigenti scolastici Maria De Biase, Franca Principe e Corrado Limongi. Concludera` i lavori l’assessore regionale al turismo Felice Casucci.
La mostra, a cura di Franco Maldonato, direttore del Polo Museale di San Giovanni a Piro, raccoglie i dieci ‘cartelli’ che Jose´ Ortega consegno` ai suoi conterranei quale auspicio e, al contempo, ammonimento per l’avvento della monarchia costituzionale dopo la triste parentesi franchista e testimonia il fascino e il valore universale della poetica civile del Pinto`r.
L’esposizione rimarra` aperta al pubblico fino al 29 marzo 2023, con ingresso gratuito.
(Luigi Martino)



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Inserito da Golfonetwork lunedì 13 marzo 2023 alle 17:12 commenti( 0 ) -

Volley A2: Cave del Sole Lagonegro - Agnelli Tipiesse Bergamo 1-3
MARSICOVETERE. Alla fine conta l'esperienza nei momenti cruciali, ed è quella che mette sotto rete Bergamo, corsara al palasport di Villa d'Agri contro una Cave del Sole Lagonegro grintosa e coriacea nel tener testa al sestetto di coach Morato. Una sconfitta indolore per i biancorossi lucani; infatti, grazie al KO subìto da Reggio Emilia (penultima in classifica), i lucani restano al terz'ultimo posto a quota 24 con un punto di vantaggio sugli emiliani. Ora per il sestetto di coach Lorizio inizieranno tre finali. L'obiettivo è di staccare Reggio Emilia e lasciarla ad almeno 3 punti per evitare, in questo modo, le forche caudine del play-out retrocessione.
Nel primo set Bergamo sempre avanti con l'allungo al 16-21. A questo punto Lagonegro sul turno di battuta di Wagner piazza un parziale di 6-0 conducendo i suoi sul 23-21. La prima palla set viene annullata da Padura Diaz; quindi una lunga serie di tira e molla con la Cave del Sole che ha altre sette occasioni per aggiudicarsi il parziale. Alla fine, però, sono i bergamaschi a chiudere, dopo 43 minuti sul 33-35.
Secondo set combattuto solo nelle prime battute poi Bergamo prende il largo sul 15-19 e Lagonegro non riesce più a rimettersi in corsa. Nel terzo arriva la reazione dei padroni di casa che conducono sempre e riescono a vincere il set. La situazione si ribalta nel quarto con Bergamo che conduce dal 9-12 e incrementa il vantaggio fino alla fine vincendo 19-25.
Secondo set in equilibrio fino al 7 pari, quando Padura sale in cattedra con due aces di fila: 7-10. Ma i biancorossi non mollano ed agguantano il pari sul 14-14 grazie al servizio vincente di Izzo. Padura va nuovamente al servizio e mette in difficoltà la ricezione dei padroni di casa, già abbastanza deficitaria nel primo parziale. Bergamo va a +4 (15-19) ed incrementa con Held che attacca sul 16-21 e mette la parola fine sul secondo set. Alla Cave del Sole stavolta non riesce la rimonta e Bergamo va sul 2-0.
Coach Lorizio striglia i suoi ragazzi e l'effetto positivo si vede. Lagonegro va sul 7-3 e riesce a tener testa alle velleità di rimonta di Held e compagni. Una pipe di Urbanowicz porta la Cave del Sole sul 13-9. Il polacco è protagonista anche nelle fasi successive con un mani e fuori e la diagonale del 18-12. Quindi l'ace di Izzo. Bergamo, però, recupera un break e si porta sul 23-17. Cominetti manda out e si arriva al set-point per i biancorossi, che chiudono vittoriosamente sul 25-19.
Galvanizzata dall'aver rimesso il match in carreggiata, Lagonegro prova a far sentire il fiato sul collo all'Agnelli Tipiesse. Gli ospiti trovano, però, il vantaggio sul 7-9, complice anche l'asta toccata da Urbanowicz. Il polacco si fa perdonare con un mani out (10-12), Bergamo con Copelli allunga sul 12-15 e poi 12-16. Un distacco che sostanzialmente viene mantenuto fino alla fine, con Cargioli e compagni che si impongono 20-25 portandosi a casa i 3 punti.
(Vito Sansone)

Cave del Sole Lagonegro vs Agnelli Tipiesse Bergamo 1-3
(33-35, 19-25, 25-19, 20-25)

43', 30', 27', 28' tot 2h 08'

Cave del Sole Lagonegro: Boscardini 5, Biasotto Man, Izzo 7, El Moudden (L), Panciocco 12, Biasotto Morgan, Mastrangelo, Bonola 5, Wagner 18, Di Carlo (L), Armenante 5, Urbanowicz 12. All. Lorizio

Agnelli Tipiessse Bergamo: Copelli 12, Held 23, Catone, Lavorato, Cargioli 11, Cominetti 8, Toscani (L), Pahor, Baldi 2, Mazzon, Cioffi, Padura 19, De Luca, Jovanovic 4. All. Morato

Lagonegro: 9 muri, 4 Ace, 13 Errori in battuta, 47% Attacco, 52% (28%)Ricezione

Bergamo: 9 muri, 6 Ace, 18 Errori in battuta, 53%Attacco, 46% (25%) Ricezione

Arbitri: Gasparro e Vecchione

Interviste di Vito Sansone a Pino Lorizio (coach Cave del Sole Lagonegro)
e Nicola Carlomagno (presidente Cave del Sole Lagonegro)

www.telearcobaleno1.it




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Inserito da Golfonetwork lunedì 13 marzo 2023 alle 16:56 commenti( 0 ) -

La ricorrenza storica: Joe Petrosino, l´assassinio



Un uomo alto e robusto, rubicondo e sbarbato, con le mani piene, le dita grosse e corte, i capelli cortissimi quasi da farlo apparire calvo a prima vista, fu barbaramente assassinato a Palermo la sera del 12 marzo 1909, intorno alle ore 21, con tre colpi di rivoltella calibro nove.
Calzava scarpe nere, indossava un vestito nero, cravatta marrone e soprabito grigio scuro. Nel taschino del gilé, legato al secondo occhiello, aveva un orologio con catena d'oro. Vicino al cadavere c'era l'ombrello e il duro cappello. Le poche persone presenti, prese dal panico, si dileguarono, ma, poco dopo, alcuni più coraggiosi e curiosi si avvicinarono all'uomo disteso per terra, già cadavere, all'estremità della piazza Marina; centro del movimento commerciale, finanziario e giudiziario cittadino; popolato al mattino, ma di sera con poche persone. Tra loro vi erano un marinaio della regia nave "Calabria" e un tenente medico il quale, nel dubbio che il colpito fosse ancora vivo, per esaminarlo attentamente lo girò dalla posizione in cui si trovava. Ma avendone constatata la morte lo affidò alla custodia del marinaio che nel frattempo aveva recuperato una rivoltella poco lontana.
Non tardarono ad arrivare polizia e Giudice istruttore, cav. Cosentino, il quale agli astanti domandò se qualcuno lo conoscesse. Ovviamente le risposte furono negative e dopo le sommarie constatazioni sul corpo, ordinò la perquisizione. Non si impiegò molto tempo a capire che si trattava di Giuseppe Petrosino, il noto e famoso poliziotto italo-americano che si trovava a Palermo dal 28 febbraio.
Sul cadavere vennero riscontrate tre ferite: una alle spalle penetrante in cavità senza foro di uscita; una seconda al collo nella regione posteriore con il foro d'entrata nella regione anteriore e la terza strisciante la tempia destra. Le prime due ne causarono la morte, principalmente la prima, quella alle spalle.
Quel giorno era uscito dall'hotel alle 9 per espletare delle pratiche e nel pomeriggio si era recato a due appuntamenti: uno verso le 15 e l'altro alle 16,30. Alle 20, come al solito, cenò al "caffè Loreto" e, dopo il pasto, si allontanò dal locale verso l'estremità della piazza, nell'oscurità, dove terminava il binario del tram. Lì si consumò il delitto, colpito alle spalle mentre era inerme. La rivoltella ritrovata a terra, con un colpo esploso, apparteneva a uno degli assassini; la sua fu rinvenuta nella valigia.
Addosso gli trovarono una carta di riconoscimento rilasciata dal Console Generale degli Stati Uniti; un foglio di riconoscimento rilasciato dal nostro Ministero degli Interni, a firma del Comm. Leonardi, in cui si pregavano Prefetti e Questori del Regno a fornire al Petrosino le informazioni che occorressero per adempiere al mandato affidatogli dalla polizia americana; una lettera di presentazione, che non ebbe tempo a presentare, scritta da L. Bonanno il 2 febbraio 1909, per il sindaco di Palermo e senatore del Regno, Comm. Di Martino; una lettera per il Cav. Enrico Ghilardi commissario del porto di Palermo e altre lettere per altrettante autorità locali.
Sir Bishop - Console statunitense a Palermo e suo interlocutore privilegiato col quale si incontrava quasi giornalmente - dichiarò: "Abbiamo avuto frequenti discussioni. Io lo esortavo a farsi scortare dai carabinieri, eguale esortazione ebbe da un suo agente".
Infatti addosso gli fu anche rinvenuto un biglietto su cui era scritto: "Abbiatevi riguardi, siate cauto, non andate solo perché costì non siete in mezzo ad amici e non ci siamo noi per difendervi", e rimase vittima dei malavitosi per aver avuto troppo coraggio.
Gli Statunitensi sentirono la morte del "loro" eroe come una forte offesa proprio mentre i loro falegnami stavano costruendo baracche per calabresi e siciliani colpiti da un tremendo terremoto alla fine del 1908 (28 dicembre), e mentre i terremotati, tra le rovine, ancora mangiavano le razioni militari americane.
Le indagini conclusero che l'assassinio fu compiuto da "La Mano Nera" per ordine di persone che dal Petrosino erano state espulse da New York e tradito da persone che aveva come confidenti. Da alcuni, invece, si disse che "La Mano Nera" non esisteva, che era una invenzione del Petrosino per giustificare insuccessi. Purtroppo è doloroso, ma dobbiamo avere il coraggio di ammettere che alcuni dei nostri connazionali, sul suolo americano, produssero quella vasta e mostruosa congiura del delitto e il disgraziato dovette provare la verità delle sue asserzioni morendo, come oggi, 114 anni fa!
(Ferruccio Policicchio)



Trafiletto della morte apparsa sul Corriere della Sera
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Inserito da Golfonetwork domenica 12 marzo 2023 alle 15:27 commenti( 0 ) -

Vibonati: Sabato 18 Marzo «Oltre l´8 Marzo Nessuna più»



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Inserito da Golfonetwork sabato 11 marzo 2023 alle 21:36 commenti( 0 ) -

A Torre Orsaia il primo evento dedicato alla microchippatura dei cani

Appuntamento domenica 26 marzo in Piazza Lorenzo Padulo
Una domenica all'insegna degli amici pelosetti ed anche degli umani. Il 26 marzo 2023, a partire dalle ore 10, in piazza Lorenzo Padulo a Torre Orsaia si svolgerà la "Giornata a 6 zampe". L'evento, il primo dedicato alla microchippatura dei nostri amici a quattro zampe, è stato ideato ed organizzato dal NOGRA - Guardia Rurale Ausiliaria, con il patrocinio del Comune di Torre Orsaia.
La manifestazione è aperta ai cani di tutte le taglie e l'iscrizione è gratuita.
Si partirà alle ore 9 quando, al quartier generale, ci sarà l'accoglienza e l'iscrizione.
Alle 10:30 verranno installati e registrati, sempre gratuitamente, i microchips. A seguire la benedizione di cani ed umani da parte del parroco di Torre Orsaia, don Antonio Marotta.
Subito dopo, in programma una dimostrazione dell'Unità cinofila NOGRA, e ancora la sfilata ed infine la premiazione, con tante sorprese.
"Se lo ami, lo chippi", questo il leit-motiv dell'evento.
«Una volta qualcuno mi ha detto: "Un cane ti insegnerà l'amore incondizionato. Se puoi averlo nella tua vita, le cose non andranno poi così male". - racconta la coordinatrice di zona del NOGRA, Valentina Pepe - Solo chi ha avuto la fortuna di vivere con un cane può capire l'amore, la forza che un amico a 4 zampe può dare. Non è solo un cane, è famiglia. Dedichiamo questa giornata all'essere speciale che ha salvato me e tanti come me. Ricambieremo il suo amore, chippandolo. Difatti lo slogan della manifestazione è "Se lo ami, lo chippi"».
«È doveroso ricordare che l'applicazione del microchip è previsto dalla Legge Regionale n°3 dell'11 Aprile 2019 ed è quindi obbligatorio ed ha come obiettivo il contrasto al randagismo - sottolinea il responsabile provinciale salernitano di Nogra Guardia Rurale Ausiliaria Angelo Cautillo - Una volta applicato il dispositivo è possibile identificare l'animale ed il relativo proprietario, favorendo il ritrovamento degli animali smarriti e il loro censimento. Si tratta di un gesto di civiltà, oltre che di rispetto per gli animali con i quali viviamo a contatto quotidianamente. La Guardia Rurale Ausiliaria, associazione di G.P.G. Zoofile, guarda con attenzione al fenomeno del randagismo ed alla condizione degli animali che popolano il nostro territorio e quindi, ritiene fondamentale promuovere vere e proprie attività di sensibilizzazione, insieme agli Enti preposti. Oggi, tutto questo è stato possibile grazie ai volontari di Torre Orsaia che rappresento fieramente: un gruppo di ragazzi volenterosi e pieni di idee per il loro territorio. Un ringraziamento particolare al sindaco di Torre Orsaia Pietro Vicino che ci ha dato la possibilità di proporre questo evento a servizio di questa comunità e ai dottori veterinari dell'ASL per aver subito accettato l'invito».
Per info e modulo di iscrizione si può telefonare ai seguenti numeri:
3450211615 - 3394863623 oppure tramite e-mail scrivendo a nogratorreorsaia_sa@libero.it
(Vito Sansone)


Inserito da Golfonetwork sabato 11 marzo 2023 alle 21:30 commenti( 0 ) -

L´opinione:Cilento,Valdiano,golfo di Policastro,una scommessa persa
L' opinione
Cilento, Valdiano, golfo di Policastro, una scommessa persa
di Pasquale Scaldaferri

Quando nel 2006, una schiera di sani visionari promosse l'ambizioso ed esaltante progetto della "Grande Lucania", sapientemente elaborato dal procuratore della Corte dei Conti, Raffaele de Dominicis -cilentano doc- con il supporto di giuristi e studiosi, di cui facevano parte tra le altre personalità il cassazionista, Franco Maldonato, il già dirigente amministrativo del Polo liceale di Sapri, Luciano Ignacchiti, l'imprenditore turistico, Nicola Rosa e soprattutto il coraggioso, libero e indomito popolo del Cilento, golfo di Policastro e Vallo di Diano, le maggiori resistenze furono registrate proprio nell'ultima enclave della provincia salernitana.
Partendo da Vallo della Lucania (nomen omen), fino alla propaggine estrema del territorio ai confini con Acquafredda di Maratea, i penosi comportamenti di una classe dirigente succuba del bolscevico salernitano, che godeva e continua a godere anche delle orgiastiche attenzioni di alcune paranoiche strutture di destra, bollarono tout court l'avveniristico movimento culturale e sociale del magistrato de Dominicis.
Anzi ci fu chi, come l'allora vicepresidente cooptato della Regione Campania e braccio destro di Bassolino, dal suo scranno di Palazzo Santa Lucia proferì un'espressione infelice e maldestra, paventando che saremmo passati "dal castello al vascio".
Di quale fantomatico castello parlasse non fu mai chiarito, ma le persone serie, laboriose, pervicacemente legate all'amata terra, scoprirono sulla propria pelle quanto fosse devastante la politica-politicante locale, provinciale e regionale al punto da sprofondare, stavolta sì, in un putrido e nauseabondo "vascio".
In qualità di portavoce nazionale della "Grande Lucania", seguii tutti gli appuntamenti che l'ideologo de Dominicis e il segretario generale Ignacchiti organizzarono nell'entroterra cilentano o lungo la fascia costiera.
Incontri, conferenze, forum, giornate di studio che videro la partecipazione di una moltitudine di cittadini, pronti a riappropriarsi della propria identità.
Insomma, uscire dal limbo di una provincia di Salerno sterminata e onnivora, che diffondeva nell'area della Magna Grecia solo briciole e povertà, altresì spezzare definitivamente le opprimenti catene di una regione-matrigna.
Pur gettando sempre il cuore oltre l'ostacolo, la "Grande Lucania" fu stroncata proprio a ridosso del traguardo, in cui il popolo sovrano avrebbe trionfato.
Il referendum di separazione dalla Campania e aggregazione alla Basilicata non fu mai indetto, poiché i parlamentini cittadini -ad eccezione di rarissimi esempi di sindaci indipendenti e consiglieri comunali onesti e competenti-preferirono soggiacere ai diktat del governo centrale votato al "napolicentrismo", piuttosto che rispettare la Costituzione e far scegliere liberamente l'elettorato.
Una scelta antidemocratica che l'intero territorio continuerà a pagare senza soluzione di continuità. Ma quella opzione sciagurata e scellerata di non deliberare per la consultazione popolare, non potrà mai sopprimere l' Idea che una squadra di persone, scevra di sofismi e pregiudizi, partorì all'alba del XXI secolo e che il coacervo di portaborse, salamelecchi, replicanti, parvenu, tromboni sfiatati, pifferai impenitenti, intese artatamente soffocare per perseverare nelle consuete piroette con il cappello in mano, come fece 200 anni prima il massone Giuseppe Bonaparte, fondatore del Grande Oriente partenopeo, che con un tratto di penna d'oca cancellò quelle terre dalla Lucania per annetterle al Regno di Napoli.
(Pasquale Scaldaferri)


Pasquale Scaldaferri



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Inserito da Golfonetwork venerdì 10 marzo 2023 alle 13:53 commenti( 6 ) -

Ilaria Parlanti a Roccagloriosa per i 10 anni dell´associazione Effetto Donna
Ilaria Parlanti a Roccagloriosa per i 10 anni dell’associazione Effetto Donna: «Non abbiate timore, fate di tutto per i vostri sogni»
Ilaria Parlanti, scrittrice e attivista toscana per i diritti della disabilità, è stata ospite, ieri, a Roccagloriosa, per festeggiare i dieci anni di attività dell’associazione culturale onlus "Effetto Donna" e per celebrare la Giornata internazionale della Donna. La giovane autrice ha presentato il suo libro “La verità delle cose negate”, Arsenio Editore, nella suggestiva cornice del Convento di San Mercurio, alla presenza di un pubblico curioso ed attento. Ad accompagnare l’evento le note e le voci del duo musicale Emanuele Montesano e Joseph Bruno, e un flash mob realizzato dalle studentesse della scuola media di Roccagloriosa sulle note di Freedom di Beyoncé.
Era l’8 marzo 2013 quando l’associazione culturale Effetto Donna muoveva timidamente i primi passi. «In questa stessa data dieci anni fa è cominciata la nostra avventura con un evento organizzato in una delle sale di un ristorante di Acquavena - spiega l’associazione - Da dieci anni siamo attivi sul territorio di Roccagloriosa e Acquavena con le innumerevoli iniziative che toccano le tematiche femminili per la valorizzazione del ruolo della donna nella nostra società. La famiglia, i bambini, gli adolescenti, la violenza di genere, la valorizzazione del territorio, l'inquinamento, la cultura sono gli argomenti che ci stanno a cuore e costituiscono il fulcro delle nostre manifestazioni. Abbiamo cominciato come una sfida, per gioco, tutti pensavano che sarebbe durata poco ed invece abbiamo dimostrato di essere più forti di tutti nella volontà di voler portare a termine i nostri obiettivi, unite, coerenti ed entusiaste».
Ilaria Parlanti, oggi affermata autrice, è stata una delle prime concorrenti del Premio Letterario Roccagloriosa 2014-2015. Aveva 17 anni ed era già autrice di raccolte di poesia e vincitrice di concorsi. Ed è stata premiata anche a Roccagloriosa. A dialogare con la scrittrice, la giornalista e socia, Marianna Vallone, che ha ripercorso in un'intervista le tappe più significative della vita di Ilaria Parlanti, il suo rapporto con la scrittura, la disabilità, l’accettazione di se stessi, il lavoro per il cinema e il futuro che l’attende tra successi e impegno.
«Ho la sindrome di Jarcho Levin, una patologia genetica rara di cui ho avuto diagnosi certa solo poco tempo fa. Nel mio primo romanzo racconto la storia di Isabella, un giovane chirurgo affetto dalla mia stessa patologia. - spiega la scrittrice - Ad un certo punto della mia vita ho deciso che era importante far conoscere la mia storia. Ho capito che la mia storia poteva diventare un mezzo di riflessione per gli altri. Sono andata a prendermi tutti i miei sogni, è questo il messaggio che voglio dare: amatevi senza giudizi, siate le persone che volete essere».
Nel romanzo racconta di Isabella, un giovane medico vertebrale tormentato dal passato. Quando scopre che l’ospedale Saint Victor di Parigi è stato chiuso e non esiste più, avverte l’esigenza di comprare un quaderno e, in un modo frenetico e convulso, inizia a scrivere e ricordare ogni dettaglio del luogo che ha da sempre segnato la sua vita. «Ilaria è una donna super tosta e consapevole di aver messo in campo tutte le sue energie, superando ostacoli anche fisici, per trasformare la passione per la scrittura in un'opera concreta, siamo orgogliose e onorate di averla avuta nostra ospite», ha concluso l’associazione.
(Marianna Vallone)



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Inserito da Golfonetwork giovedì 9 marzo 2023 alle 18:25 commenti( 0 ) -

Accademia del Cilento e Confesercenti-G.di Policastro insieme per il territorio
Stipulata a Sapri una convenzione tra le due associazioni con al centrola cultura e le PMI.
Un patto a difesa della cultura e delle piccole e medie imprese del Cilento, aperto agli enti ed alle comunità locali. È il senso della convenzione stipulata a Sapri tra Confesercenti territoriale Sapri-Golfo di Policastro e la società cooperativa Accademia del Cilento.
Due gli obiettivi fondamentali dell'accordo sottoscritto dai presidenti delle associazioni, Gina Molinaro e Cesare Siboni: promuovere e sostenere la cultura, la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale del comprensorio cilentano attraverso la creazione di eventi ed iniziative che pongano al centro il patrimonio culturale territoriale; favorire ed incoraggiare le iniziative delle piccole-medio imprese nei settori del commercio locale attingendo alle risorse che vengono messe in campo dalla Comunità Europea, dal Governo centrale e dalle Fondazioni per fronteggiare la crisi occupazionale e non solo.
«Questa convenzione suggella un rapporto di proficua collaborazione avviato già da tempo con AdC - sottolinea Gina Molinaro - Con la firma odierna andiamo a mettere a punto una programmazione che riguarda l'intero comprensorio a favore delle attività storico-culturali ed artistiche e per fare in modo che i commercianti e gli imprenditori del territorio possano beneficiarne. Sappiamo quanto sia importante creare progettualità a sostegno di tutte quelle imprese che risentono, soprattutto in questo periodo, di una carenza di presenze turistiche. Dobbiamo creare occasioni per portare movimento in questo territorio e dare un valore aggiunto alle nostre PMI».
«Non penso che tutti i cilentani capiscano il significato del termine "collaborazione" - aggiunge Cesare Siboni - Vuol dire partire dal basso: lavorare con le istituzioni, le associazioni, i commercianti, i privati perché hanno tutti l'interesse a che si sviluppi un turismo culturale. Mancano la preparazione, l'interesse e la visione, ampia, di poter trarre un profitto non solo economico da quello che è Arte. La cultura è il vero petrolio italiano. Questa collaborazione con Confesercenti può far capire a chi vive giorno per giorno il territorio che esiste un'altra via per arrivare a questo risultato».
(Vito Sansone)



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Inserito da Golfonetwork giovedì 9 marzo 2023 alle 18:07 commenti( 0 ) -

IdM Campania: Punti Nascita Ospedali Sapri, Vallo della Lucania, Polla

All’Ill.mo Sig. Ministro della Salute Prof. Orazio Schillaci
E p.c. All’Ill.mo Sig. Sottosegretario di Stato On. Marcello Gemmato

Prot. 05/23 Oggetto: Punti Nascita Ospedali Sapri, Vallo della Lucania, Polla

Ill.mo Sig. Ministro, Com’è noto, il cosiddetto “Decreto Balduzzi” prevede la chiusura dei punti nascita dei reparti ospedalieri che non raggiungano i 500 parti annuali; tuttavia, tenuto conto che i Presidi ospedalieri di Sapri, Vallo della Lucania e Polla, in provincia di Salerno, servono un territorio molto vasto e complesso dal punto di vista orografico, l’Italia del Meridione Campania chiede all’Ill.mo Sig. Ministro di intervenire con una ulteriore deroga in base a quanto previsto dal Protocollo Metodologico elaborato dal CPNN per la valutazione delle richieste del mantenimento in attività dei punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orografiche difficili (art.1 D.M. 11/11/2015) avuto riguardo per le aree interne del Golfo di Policastro e del Vallo di Diano, in uno con la certificata difficoltà di collegamento con i centri più vicini. Come ben risaputo, la sorveglianza della mortalità perinatale a cura del servizio tecnico scientifico di statistica dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato che la Campania e il Mezzogiorno d’Italia hanno il triste primato delle morti da parto; infatti, i dati regionali permettono di osservare forti differenze interregionali, con rapporti da 2 a 7 volte il dato nazionale. I valori più bassi sono stati registrati al Nord e in Toscana (dato minimo di 6 morti per 100.000 nati vivi) e quelli più elevati al Sud: in Campania (circa 13 morti per 100mila nati vivi) nel Lazio (12,68 morti per 100.000 nati vivi), e in Sicilia (11,77 morti per 100.000 nati vivi). Tra il 2006 e 2012, la Campania ha mostrato il tasso più alto di morti materne in Italia, con 49 morti e con tasso di 13 casi ogni 100 mila. In Italia, tra il 2008 e il 2012 sono stati individuati 277 morti materne, ossia 9,18 casi per 100mila nati vivi, il 60% in più rispetto ai soli certificati di morte dai quali si evince un 3,5 decessi per 100mila nati vivi. Si dice morte materna quando il tragico evento si consuma durante la gravidanza o entro 42 gg dal suo termine, per ogni causa collegata o peggiorata dalla gravidanza, ma non per fatti accidentali e casuali. Altri 106 decessi si sono verificati dal 2013 al 2017, di cui 58 in rapporto a cause ostetriche della gravidanza, parto e puerperio, da interventi, omissioni, trattamenti non appropriati, oppure da un intreccio di eventi collegati o meno alle cause precedenti sopravvenute in corso d'opera (cosiddette morti materne dirette), e 39 legate a condizioni già esistenti accentuate dalla gravidanza (cosiddette morti indirette). Da quanto si apprende dai dati del servizio tecnico scientifico di statistica dell’Istituto Superiore di Sanità, probabilmente 41 di queste 106 mamme morte potevano essere salvate se l'organizzazione assistenziale fosse stata più confacente. Pertanto, se dovessero venire a mancare i punti nascita di Vallo della Lucania, Sapri e Polla, oppure anche uno solo tra essi, potrebbero verificarsi le condizioni per una organizzazione assistenziale non confacente tale da poter determinare eventi tragici per le madri e per i nascituri, preso atto delle condizioni orografiche difficili e delle distanze delle aree interne del Golfo di Policastro e del Vallo di Diano dai rispettivi ospedali di Vallo della Lucania, Sapri e Polla. L’Italia del Meridione Campania chiede inoltre all’Ill.mo Sig. Ministro di promuovere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri una rivisitazione del Decreto Balduzzi, al fine di mettere in discussione il criterio del numero dei parti, che oggi non ha fondamento, considerato il progressivo basso indice di natalità in Italia che infatti sulla base dello scenario di previsione “mediano” ed una attesa decrescita della popolazione residente, nel prossimo decennio passerà da 59,2 milioni al 1° gennaio 2021 (punto base delle previsioni) a 57,9 milioni nel 2030, con un tasso di variazione medio annuo pari al -2,5‰. Nel medio termine la diminuzione della popolazione risulterà più accentuata: da 57,9 milioni a 54,2 milioni tra il 2030 e il 2050 tasso di variazione medio annuo pari al -3,3‰ (fonte ISTAT). L’Italia del Meridione Campania propone per i punti nascita relativi agli Ospedali di Sapri, Vallo della Lucania e Polla, di attribuire in capo al Dipartimento di Ostetricia/Ginecologia dell’Asl di Salerno, un’unica struttura con turnazione del personale in servizio e strumentazione tecnica già a diposizione dei presidi ospedalieri succitati, così come risulterebbe funzionale in altre aziende sanitarie locali. L’Italia del Meridione Campania, invocando l’art.32 e l’art.5 della Costituzione, nel restare in attesa di riscontro, auspica che si possano evitare ingiuste disparità tra territori appartenenti alla stessa Regione Campania, che pur avendo le medesime condizioni di difficoltà, riguardo al numero dei parti annuali, sono destinatari di provvedimenti differenti e magari più favorevoli. In attesa di riscontro alla presente, si inviano distinti e riverenti saluti.
IL SEGRETARIO REGIONALE IdM CAMPANIA
Gianfrancesco Caputo

Inserito da Golfonetwork giovedì 9 marzo 2023 alle 17:48 commenti( 0 ) -

La ricorrenza storica: Joe Petrosino, il saluto alla famiglia



Giuseppe Petrosino s'imbarcò, sul piroscafo "Duca di Genova", il 9 febbraio 1909 a New York e giunse a Genova il 20 seguente. Da Genova proseguì in treno per Roma da dove spedì, al fratello Vincenzo, una missiva in questi termini concepita: "Roma-Italia 21 febbraio 1909. Carissimo fratello, credo ti sorprendi quando sentite che io mi trovo in Roma per affare secreto, non fate sapere niente a nessuno che in poco tempo ti vengo a trovare. Quando io vengo ti avviso con telegramma. Da nuovo ti ripeto di non far sapere niente a nessuno, nemmeno a tua moglie. Ti saluto caramente uniti ai tuoi figli e tua moglie. Saluto il fratello Michele con famiglia tuo aff.mo fratello Giuseppe. Sono arrivato oggi a Roma".
A Roma sostò qualche giorno e venne casualmente riconosciuto da un giornalista che conobbe a New York il quale gli fece visitare diversi monumenti, fra cui la Basilica di S. Pietro.
Il fratello Vincenzo mantenne scrupolosamente il segreto, ma già da qualche giorno si seppe ugualmente in Padula dell'arrivo del poliziotto in Italia per notizia data dal giornale "Il Pungolo".
La mattina del 26 febbraio, sempre al fratello Vincenzo, fu recapitato un telegramma col quale Joe annunziava il suo arrivo a Padula col treno delle 13.55 dello stesso giorno.
Si recarono a riceverlo alla stazione oltre ai due fratelli Vincenzo e Michele, barbiere il primo, sarto il secondo; il cugino Gaetano Arato, muratore che, non riconoscendolo (Joe era partito all'età di 13 anni nel 1873) si mostrò verso di lui diffidente fino a quando non gli fu presentato dai fratelli.
Si era fermato a Napoli ed aveva alloggiato all'hotel "Lourdes" e pare che da Napoli a Padula abbia viaggiato con un tal Volantino, un ex Capitano dei Regi Carabinieri di Montesano.
Insieme a lui a Padula, dal treno, scesero altri due che non lo riconobbero anche se diversi viaggiatori, durante la sosta in stazione, si sporsero dai finestrini guardandolo con curiosa insistenza.
A Padula si mostrò irritato quando seppe che "Il Pungolo" aveva già dato notizia del suo arrivo. Si trattenne in famiglia fino alle ore sette del giorno seguente promettendo che sarebbe tornato dopo qualche mese. Comprò un biglietto per Sicignano e ai parenti che gli domandarono dove fosse diretto rispose: "Forse vado a Messina". Durante la sua permanenza a Padula non volle assolutamente dire a nessuno lo scopo della sua venuta in Italia, e nemmeno volle parlare del suo viaggio. Varcò lo stretto e venne ucciso, barbaramente a Palermo, il 12 marzo.
(Ferruccio Policicchio)


Joe Petrosino

Inserito da Golfonetwork giovedì 9 marzo 2023 alle 12:23 commenti( 0 ) -

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