San Giovanni a Piro- Dopo sette ore di lavoro, iniziate questa mattina alle 4.30 e terminate alle 11.30, è stato recuperato il corpo privo di vita del giovane escursionista francese Simon Gautier. Dalle prime informazioni trapelate, secondo l'opinione di alcuni speleologi e soccorritori, sembrerebbe che il giovane sia caduto per due volte nel tentativo di rialzarsi e comunque in una posizione distante dal suo zaino e cellulare. La salma, attualmente, si trova presso la sala mortuaria dell'ospedale Immacolata di Sapri in attesa dell'autopsia che sarà eseguita dal medico legale Adamo Maiese. Il riconoscimento è stato effettuato dal padre di Simon mentre la madre ha preferito non vedere il figlio deceduto. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato intanto sottoposto a TAC che ha svelato, al momento, una forte emorragia interna, causata dalle fratture alle gambe che hanno reciso l'arteria femorale. Quindi, in tal caso, la morte di Simon è giunta nel giro di 45 minuti dalla caduta nel burrone dopo uno stato di coma. Ma la conferma a tale ipotesi potrà giungere solo dall'esame autoptico. Intanto la Procura di Vallo della Lucania ha aperto un'inchiesta in merito alla tempestività della macchina dei soccorsi. Un plauso, comunque, nonostante il finale tragico, va a tutta la comunità di San Giovanni a Piro e del Golfo di Policastro, in modo particolare ai soccorritori volontari e tutte le forze dell'ordine e di protezione civile che in questi giorni hanno lavorato per individuare l'esatta posizione di Simon. La stampa nazionale francese, intanto, attacca l'Italia per non aver recepito una direttiva europea (in scadenza obbligatoria per i paesi aderenti entro il 2020) che istituisce un sistema efficace di geolocalizzazione di tutti i telefoni cellulari in caso di emergenze.
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