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“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello” -Dante Alighieri, canto VI, Purgatorio- Una mia disavventura di ieri presso l’Ufficio Postale di Sapri, mi ha riportato alle sudate carte degli studi passati, alla Divina Commedia e allo Stato di diritto. Per le lunghe file agli sportelli, le regole sarebbero al fianco dei cittadini svantaggiati: art. 2 comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 gennaio 1996, inerente la “Carta della qualità del servizio pubblico postale”, che recita: “ l’Ente Poste Italiane (EPI) promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli”. Ed invece, la normativa di legge, che andrebbe maggiormente pubblicizzata, viene disattesa dagli operatori di turno, giustificandosi con il riferimento all’assenza di cartelli predisposti “ad hoc” nei locali degli uffici postali. La gloria di colui che tutto muove ( S i n d a c o ), nella Città della Spigolatrice non risplende, con gli evidenti sacrifici per le fasce socialmente più deboli. Sindaci di altre Comunità, per analoghi disservizi, hanno ottenuto, investendo della problematica le Prefetture. L’App Ufficio Postale di poste Italiane, in un prossimo futuro, consentirà di prenotare a distanza il proprio turno agli sportelli, ma quanti hanno dimestichezze con smartphone e tablet ? Una S.P.A. ( EPI ) con finalità lucrative, che non attua le tecniche delle pubbliche relazioni e delle relazioni umane per incentivare servizi e profitto, indigna ed incita a prenderne le distanze. (prof. Nicola Pisani)
 Nicola Pisani
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