Santa Marina- Mamma Biagina Grippo sospettava che ci fosse «qualcosa di particolare» nella personalità di suo figlio Francesco che gli insegnanti, i pediatri, i medici non erano riusciti a individuare. Circa tre anni fa, quando suo figlio, il secondogenito, aveva 11 anni, è finalmente riuscita a dare un nome alla sua condizione: la sindrome di Asperger. Tra i disturbi dello spettro autistico, è quello più frequentemente non diagnosticato. Lei, nota giornalista del Golfo di Policastro, per poter aiutare suo figlio e non arrendersi alle difficoltà della vita,si è anche iscritta all’Università: sta frequentando il secondo anno del corso di Scienze dell’educazione e della formazione: «Voglio sapere tutto quello che è possibile per capire meglio mio figlio e sostenere chi è in questa situazione. Non solo i bambini, ma anche i loro genitori. La condizione di Francesco poteva essere riconosciuta fin dalla Scuola Materna, con screening più attenti: sarebbe stato più semplice intervenire, cominciando presto». Tutto è iniziato quando Biagina ha notato che Francesco, un bimbo particolarmente vivace, che fino ai cinque anni ha sempre continuato a dormire in modo irregolare e ad avere frequenti risvegli di notte, non la guardava negli occhi. «La pediatra diceva che era tutto normale. Aveva escluso l’autismo, perché di solito si pensa che riguardi i bambini che non parlano, che hanno problemi di deambulazione, che sono soggetti ad attacchi di ira. Ma generalizzare è un grave errore: ogni bambino, proprio come ogni forma di autismo, è diverso dall’altro». Alla scuola elementare, Biagina ha scoperto la dislessia del figlio, un disturbo che può essere associato all’autismo. «Mi dicevano che era svogliato, ma lui piangeva dopo avere letto due pagine. Allo stesso tempo, era bravissimo in matematica. Poteva essere scambiato per un bambino maleducato, perché era brutalmente sincero. E non gli piaceva il contatto fisico: non voleva essere abbracciato né da me, né dagli amici». Con il passare del tempo, quando Francesco compie 11 anni, gli viene una improvvisa crisi epilettica. I sospetti di Biagina, mai seriamente valutati da nessuno specialista, vengono confermati da un film, Adam, su un ingegnere quasi trentenne con la sindrome di Asperger. Da allora, mamma Biagina non si ferma più: riesce finalmente a ottenere una diagnosi, grazie alla psichiatra Virginia Cantalupo, inizia a cercare ogni soluzione per aiutare Francesco. Si iscrive a un corso sull’autismo e riesce a ottenere chiarimenti fondamentali: «Dovrebbero farlo tutti, dagli insegnanti, ai genitori, ai pediatri». E, a 49 anni, si iscrive all’Università: «Con un titolo in mano sarà più facile riuscire a fare la mia parte. Per Francesco, ma anche per tutti gli altri». Il figlio di Biagina, oggi quattordicenne, frequenta l'istituto alberghiero ed il suo sogno è quello di diventare cuoco. La storia di mamma Biagina, fino a qualche settimana fa non conosciuta dalla popolazione del Golfo di Policastro (esclusi ovviamente i parenti e gli amici più stretti), per volontà della stessa Biagina viene resa pubblica su internet e poi, grazie ad un articolo sul quotidiano Repubblica scritto dal giornalista Vincenzo Rubano viene portata a conoscenza dell'opinione pubblica nazionale. Mamma Biagina, inoltre, in diretta televisiva, ha raccontato la sua storia di vita vissuta venerdi 4 maggio nel programma "La vita in diretta" di Rai 1 condotto da Marco Liorni.
Biagina Grippo e Marco Liorni (Fare clic sull'immagine per ingrandire)
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Inserito da Golfonetwork domenica 6 maggio 2018 alle 13:55
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