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Edilizia scolastica e Pnrr, erogate poche risorse

EDILIZIA SCOLASTICA E PNRR, EROGATO APPENA L’1% DELLE RISORSE, FERMO UN INTERVENTO SU TRE
Appello del presidente di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi al neoministro all’Istruzione e al merito, Giuseppe Valditara: “No a soluzioni tampone per velocizzare i lavori: il nuovo Governo si concentri su soluzioni strutturali e definitive”
Federcepicostruzioni lancia un allarme sull’utilizzo dei fondi europei destinati, nell’ambito del programma Next Generation Eu/Pnrr, all’edilizia scolastica: ad oggi il Ministero dell’Istruzione ha autorizzato appena il 19% degli interventi, erogato appena l’1% delle risorse e dei 30.040 interventi autorizzati soltanto 19.015, meno di due su tre, sono stati conclusi.
Il processo di gestione delle risorse finanziarie destinate all’edilizia scolastica prevede che il Ministero dell’Istruzione individui gli ambiti di intervento e assegni le risorse attraverso avvisi pubblici aperti agli enti locali proprietari degli immobili che ospitano le scuole, che sono quindi responsabili della selezione, della progettazione e della realizzazione degli interventi.
Una volta chiuso l’avviso, a seguito di valutazione e graduatoria, i singoli interventi sono infine autorizzati dal Ministero e gli enti locali possono così avviare i cantieri.
L’erogazione delle risorse e l’iter di realizzazione degli interventi procedono quindi secondo diversi step, ben definiti e verificati di volta in volta.
“Il quadro purtroppo è estremamente preoccupante – commenta il presidente di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi – anche alla luce dei rigidi cronoprogrammi imposti dall’Unione europea. Apprendiamo della volontà di procedere, segnatamente per l’area metropolitana di Napoli, destinataria di finanziamenti per circa 178 milioni, per lotti indipendenti in cui avviare procedure di affidamento con accordi quadro finalizzati ad individuare un unico operato economico di durata triennale. Ben venga qualsiasi soluzione che consenta di accelerare i tempi e non perdere queste opportunità – aggiunge il presidente Lombardi – ma è necessario ed urgente intervenire su tutte quelle situazioni e problematiche che ancora oggi frenano ogni intervento e ogni investimento. Occorre, lo impone del resto un ulteriore obiettivo strategico pure imposto dall’Unione europea nel Pnrr, fino ad oggi non adeguatamente considerato, un programma organico e strutturale di riforme che consenta di velocizzare le procedure, semplificare e sburocratizzare”.
“Queste soluzioni tampone – dichiara ancora il presidente Lombardi – sono purtroppo destinate a lasciare inalterati i veri problemi del Paese, che risiedono proprio nella pachidermica struttura burocratica, che rallenta lavori e investimenti. Occorre coraggio per incidere su queste problematiche e rendere finalmente l’Italia un paese efficiente e competitivo, al passo con i tempi e con l’Europa”.
Federcepicostruzioni chiederà inoltre un tavolo di confronto con il neoministro per garantire il massimo supporto nella pianificazione e realizzazione degli interventi. “Vogliamo proporre – conclude Lombardi – un’idea innovativa di scuola, che trasformi gli edifici scolastici in veri e propri punti di aggregazione, ritrovo, confronto e tempo libero. Aprendosi anche a capitali privati, è possibile immaginare scuole aperte tutto il giorno e tutto l’anno, in cui i ragazzi possano ritrovarsi per formarsi e studiare, ma anche per recuperare, approfondire, confrontarsi e svagarsi con i propri coetanei. Immaginiamo scuole che diventino veri e propri centri sociali, riferimenti per i giovani, le comunità, i quartieri: risorse per tutto il territorio, aperte tutto l’anno”.
Roma/Salerno, 23 ottobre 2022
(Federcepicostruzioni - Ufficio Stampa Remo Ferrara)



Inserito da Golfonetwork domenica 23 ottobre 2022 alle 20:13 -

Barbacci (CISL Scuola): buon lavoro al nuovo ministro dell´istruzione

Barbacci (CISL Scuola): buon lavoro al nuovo ministro dell’istruzione. La scuola che il Paese merita è quella che promuove unità e coesione.
Giuseppe Valditara è il 45° ministro dell’istruzione, comprendendo nell’elenco anche i ministri che guidarono il MIUR (con l’accorpamento di istruzione, università e ricerca) e tenendo conto che due di loro (Segni e Misasi) ebbero l’incarico due volte. Il primo augurio da rivolgere al nuovo ministro è dunque quello di poter rimanere in carica un po’ più dei 20 mesi che rappresentano la durata media di un mandato ministeriale a viale Trastevere. Il secondo, più che un augurio è un auspicio: che sia possibile, nel quadro di un riconosciuto valore del dialogo sociale e delle relazioni sindacali, sviluppare un proficuo confronto sulle tante questioni su cui il mondo della scuola attende risposte efficaci non più rinviabili, così come sulle tante che meritano un profondo ripensamento, visti gli esiti fallimentari di politiche cariche di ambizione ma povere di visione, oltre che di buon senso e concretezza, di cui si sono resi protagonisti, da oltre un decennio, governi e maggioranze di ogni colore. La CISL Scuola, come ha sempre fatto con tutti i ministri, non farà mancare la propria disponibilità a rapportarsi in modo aperto, leale e costruttivo.
Alla nomina del nuovo ministro si accompagna una nuova denominazione del Ministero, che sarà d’ora in avanti dell’Istruzione e del merito. Si tratta ora di capire il significato e il senso di un’aggiunta che non può certo considerarsi casuale o soltanto estetica, e quali intenzioni vuole esprimere. Perché se è chiaro che l’istruzione costituisce uno dei compiti che la Costituzione affida alla scuola, sul concetto di merito ci piacerebbe che il riferimento fosse all’art. 34 della Costituzione stessa, laddove sancisce il diritto per i meritevoli di raggiungere i più alti gradi degli studi “anche se privi di mezzi”. Ci piacerebbe un po’ meno se l’aggiunta fosse dettata da suggestioni diverse, quelle di una “meritocrazia” malintesa che tanti danni ha già prodotto e potrebbe ancora produrre se legata a modelli, scolastici e non solo, in cui concorrenza e competizione prevalgono sul senso di appartenenza a una comunità di persone tutte meritevoli di vedersi riconoscere pari opportunità. Il merito che ci piace, insomma, è diverso da quello che tante volte, come ci ricordava Luigino Bruni al nostro congresso di Riccione nel marzo scorso, finisce per diventare - in una società e in una scuola fortemente influenzata dalle condizioni di contesto - una giustificazione delle disuguaglianze. Noi crediamo che tutto il paese meriti una scuola di qualità, che favorisca la riduzione dei divari territoriali e non corra il rischio di accentuarli, promuovendo ovunque crescita personale, unità e coesione, con particolare attenzione e impegno in quelle aree dove più acuti sono i disagi socio economici e più alti i tassi di dispersione e di abbandono.
Al di là delle opinioni personali di ciascuno, è comunque un bene che l’Italia abbia da oggi un governo nel pieno delle sue funzioni, che giudicheremo sui fatti e col quale da subito chiederemo di confrontarci, a partire da quella che consideriamo in questo momento prioritaria, ossia una conclusione positiva e in tempi rapidi del negoziato sul rinnovo del contratto. Tutte le forze politiche, anche quelle che oggi sono maggioranza, hanno riconosciuto in campagna elettorale l’urgenza di restituire al lavoro del personale scolastico e alla sua retribuzione una più giusta dignità. Ora attendiamo scelte coerenti.
Roma, 22 ottobre 2022
(Ivana Barbacci, segretaria generale CISL Scuola)

Inserito da Golfonetwork sabato 22 ottobre 2022 alle 13:51 -

Napoli, Poliziotta violentata. Il Coisp: non accetteremo sconti di pena

Poliziotta violentata. Il Coisp: non accetteremo sconti di pena o attenuanti per questo animale.
Napoli - Risveglio bruttissimo questa mattina nella città partenopea, dove poco dopo la mezzanotte si è consumato uno stupro con lesioni gravissime ai danni di una poliziotta in servizio presso un Ufficio della locale Questura.
Dura la condanna del Segretario generale di Napoli del Sindacato di Polizia Coisp Giuseppe Raimondi, che così commenta: "Spero che l'autore di questo brutale reato marcisca in galera. Atti del genere sono gravissimi nei confronti di  qualsiasi donna; questa notte c'è stato un attacco alla donna ed allo Stato, essendo la vittima un poliziotto che si è anche qualificata al suo aggressore. La Polizia di Stato in generale, purtroppo, sta vivendo periodi bui a livello di tutela giacché, come ormai da tutti risaputo, la legislazione italiana è troppo garantista rispetto a chi, come questo extracomunitario, si macchia di tali atroci delitti.  Sicuramente si invocheranno l'infermità mentale, il disagio sociale, l'essere persona sotto effetto di alcol o sostanze  stupefacenti, e potremmo aggiungere altro, il tutto per ottenere l'impunità. Pare che questo delinquente avesse già precedenti per reati simili e che, anziché soggiornare in carcere o essere espulso circolava apertamente e tranquillamente nella nostra città, libero di agire indisturbato continuando a compiere gesti vili  ed efferati quali quello di stanotte. Sono vicino alla collega ed ai suoi familiari che stanno vivendo questo angosciante e  drammatico momento".
Fa eco a queste dichiarazioni Antonella Bufano, responsabile Regionale Coisp per le Pari Opportunità - "Questa è la violenza a tutte le donne della Polizia di Stato, un atroce delitto che stiamo vivendo, a fianco ad una nostra sorella, in modo parimenti angosciante. Non ci sono parole atte ad una tale circostanza né tantomeno giustificazioni per il gesto tanto vile compiuto da questo "animale", anche se il paragone rischia certamente di offendere gli animali veri e propri i quali,  non si sono mai macchiati di tali efferatezze.  Da rappresentante di una Istituzione mi sento di dire che il carcere italiano sarebbe ben poca cosa per un essere spregevole quale questo criminale, dovrebbe piuttosto marcire nelle galere del suo Paese di provenienza, dove sicuramente la cultura, l'ambiente e le tutele previste sono certamente più abituate a reprimere reati violenti e privi di dignità come questi... e senza sconti. Alla collega - continua la sindacalista - rivolgo il mio sostegno in toto: in questa brutta e dolorosa vicenda non sei sola, io come donna e come poliziotta combatterò al tuo fianco affinché fatti del genere non accadano mai più".
(L'addetto Stampa Luigi Fusco)


Bufano Antonella (Segretario generale Coisp)

Inserito da Golfonetwork giovedì 20 ottobre 2022 alle 13:23 -

Agricoltura, Pierro (Lega): sbloccare i pagamenti compensativi di sostegno

Napoli 18 ott. – “Alla luce delle difficoltà che attraversano gli operatori agricoli della nostra regione, si rende necessario mettere in atto ogni sforzo rivolto a liquidare il prima possibile contributi eventualmente assegnati con le domande di sostegno presentate per indennità compensativa; premio unico; pagamento per il benessere animale; pagamento per l’adozione o il mantenimento delle pratiche e dei metodi di produzione biologica; pagamento per impegni silvo-ambientali. La rapida corresponsione di questi contributi, da erogare nella maggiore percentuale possibile, sono certo che consentirà a tante aziende agricole della nostra regione di alleviare la sofferenza economica in cui purtroppo si ritrovano determinate da un lato dall’aumento dei prezzi delle materie prime (carburanti, energia elettrica, fertilizzanti, mangimi, etc.) e, dall’altra, dai cambiamenti climatici che quest’anno, per la forte siccità registrata, hanno messo in ginocchio tutti i comparti del settore agricolo, di per sé già in crisi, in special modo nelle aree interne già caratterizzate da consolidati svantaggi naturali”.
A dichiararlo è il  consigliere regionale della Lega Attilio Pierro, componente della Commissione Agricoltura, caccia e Pesca della regione Campania che ha inviato una richiesta scritta all’assessore al ramo Nicola Caputo. 
(Giancarlo Borriello - Lega Campania - Il Portavoce)


Attilio Pierro

Inserito da Golfonetwork martedì 18 ottobre 2022 alle 18:45 -

SS369 Appulo Forturina, comunicato Anas

CAMPANIA, ANAS: AVANZANO I LAVORI DI MANUTENZIONE PROGRAMMATA SUI VIADOTTI DELLA SS369 “APPULO FORTORINA”, A SAN BARTOLOMEO IN GALDO (BN)
per l’esecuzione di attività sulle pile del viadotto, dal 18 al 21 ottobre, interdizioni al transito per fasce orarie, condivise con il Comune 
 

Napoli, 17 ottobre 2022
Sulla strada statale 369 “Appula-Fortorina” avanza l’intervento di manutenzione programmata sui viadotti situati nel territorio comunale di San Bartolomeo in Galdo (BN).
Nel dettaglio, per poter eseguire alcune attività in corrispondenza delle pile del viadotto situato al km 12,600, a partire da domani, martedì 18 ottobre, e fino a venerdì 21 ottobre si renderanno necessarie interdizioni al transito della tratta stradale – in entrambi i sensi di marcia – limitate esclusivamente alla fascia oraria compresa tra le 9.00 e le 12.00; tali orari sono stati precedentemente condivisi da Anas con il Comune.  
Restano confermati i percorsi alternativi, differenti per la circolazione leggera e pesante, già individuati in occasione di precedenti chiusure al transito e segnalati in loco.
Nel contempo, sempre per la SS369 “Appulo Fortorina”, Anas ha consegnato all’impresa titolare dell’appalto il secondo stralcio dei lavori di manutenzione programmata per l’adeguamento e l’installazione di nuove barriere di sicurezza stradale in tratti saltuari compresi tra il km 7,200 e il km 53,000, per un investimento complessivo di 1 milione di euro; le relative attività prenderanno concreto avvio su strada entro i primi giorni del prossimo mese di novembre.
In parallelo, proseguono secondo programma il lavori relativi al primo stralcio, anch’essi per un investimento complessivo di un ulteriore milione di euro.
Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri
(Anas)


Inserito da Golfonetwork lunedì 17 ottobre 2022 alle 12:03 -

Napoli: «I pianisti della Mozart»

Nell'ambito di Piano City Napoli, il Complesso Monastico di Santa Maria in Gerusalemme domenica 16 ottobre, ore 11,00, ha ospitato l'evento "I pianisti della Mozart". La musica nel cuore di Napoli antica.

Nell'ambito di Piano City Napoli, 2022, un festival diffuso nella città di Napoli, aperto a ogni genere musicale, tutti però solo ed esclusivamente al pianoforte, che si è svolto dal 13 al 16 ottobre 2022, il Complesso Monastico di Santa Maria in Gerusalemme, domenica 16 ottobre ha ospitato l'evento "I pianisti della Mozart".
Occorre rimarcare che Piano City Napoli 2022, organizzato dal Comune di Napoli e dall'Associazione NapoliPiano nell'ambito del progetto "Napoli città della Musica", ha posto in atto oltre 100 eventi distribuiti in diciassette location pubbliche diffuse per la città, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, tranne i principali che sono stati a prenotazione obbligatoria.
Il Festival era aperto a tutti i generi musicali dalla classica al jazz, dalla contemporanea al rock e al pop, tutti solo ed esclusivamente al pianoforte con la partecipazione di concertisti professionisti, appassionati e studenti.
Torniamo a: "I pianisti della Mozart".
Il programma, In collaborazione con l'Associazione "L'Atrio delle trentatrè onlus", è stato a cura di Antonello Cannavale e si sono avvicendati al pianoforte gli allievi dell' Accademia Filarmonica Parthenope "W.A. Mozart" APS: Gennaro Rosano, Giovanni De Luca, Claudia Di Mauro, Emanuela Crispino, Giulia Santangelo, Clara Todisco, Alessandra Piscopo, Giuseppe D'Aiuto, Mauro D'Aiuto, Sharon Martino, Mariafrancesca Russo, Antonio Montagna, Marco Iavarone, Gabriele Salzano, Maria Pescatore, Serena Forte, Giovanni Russo, Giuseppe Ferrari, Gabriele Sacco, Anna Chiara Maiello, Matteo Maria Maiello, Ludovica Siciliano, Martina Mottola, Maria Rita Manno, Paola Esposito, Rita Lanero, Antonio Perna, Antonio Corcione, Francesca Bandiera. A cura di Massimo Siciliano. Benché la bellezza meteorologica della giornata abbia attirato tanti napoletani in giro, occorre dire che la sala era piena e "traboccava" al di fuori, di persone coinvolte ed interessate. D'altra parte come non comprendere anche l'entusiasmo e la gioia di veder suonare uno dei propri giovani innamorati della musica? La tensione dei più piccoli, quali Mauro D'Aiuto e Giuseppe D'Aiuto era tangibile. Suonare in pubblico, porsi alla prova, non è cosa facile e le mani dei giovani musicisti erano attente, così come la mente, a inseguire le note, a volte davvero complesse, degli spartiti o la memoria di queste che avevano il compito di tradurre in melodia. Porsi al confronto con gli altri allievi è anche essenziale per misurarsi e intanto far tremare l'animo dei genitori che li seguono giornalmente nelle loro ore di studio che, occorre non dimenticare, si sommano a quelle degli studi regolari e, necessariamente, si sottraggono a quelle del gioco o di altre attività che i ragazzi più grandi devono lasciare se vogliono suonare al meglio.
In questi tempi così difficili per tutti, la gioia di vedere questi interpreti dare il meglio di sé nell'arte non è cosa da poco.
Il finale di serata ha regalato ai presenti le interpretazioni della giovane Maestra Michela Francesca Cirillo e del Maestro Antonio Corcione che hanno concluso in bellezza la mattinata musicale nel silenzio attento della sala.
La chiesa e il monastero di Santa Maria di Gerusalemme (detti anche "delle trentatrè") si trovano in Via dei Pisanelli 10, nel cuore della vecchia Napoli.
Il monastero fu costruito nel XIV secolo ed era detto "delle trentatré" perché questo era il numero delle suore dell'ordine delle Cappuccinelle che fondarono il complesso con Maria Lorenza Longo la quale non solo fondò l'ordine delle monache (che non dovevano superare il numero di 33) ma anche l'Ospedale degli Incurabili tuttora attivo, laddove furono presenti anche San Gaetano da Thiene, SantAlfonso Maria dè Liguori, San Camillo de Lellis, Padre Ludovico da Casoria e lo stesso San Giuseppe Moscati. Le monache clarisse delle trentatré creano ancora oggi dei bambinelli in cera, secondo una lunga tradizione che dal 1700 portano avanti.
L'incontro, come gli altri di Napoli city, ha avuto anche il merito di essere d'auspicio per una migliore conoscenza della città di Napoli, nei luoghi spesso più frequentati dai turisti che dai napoletani stessi.
Ci si augura un felice futuro musicale per tutti i giovani che in questa mattina autunnale hanno accarezzato con amore i tasti del pianoforte messo a loro disposizione.
(Bianca Fasano)



 

Inserito da Golfonetwork lunedì 17 ottobre 2022 alle 11:54 -

Lega Campania: «Fontana è garanzia di equilibrio, serietà e competenza»

Camera, Gruppo Lega Campania - «Fontana è garanzia di equilibrio, serietà e competenza»

Napoli 14 ott - Buon lavoro al presidente della Camera Lorenzo Fontana, garanzia di equilibrio, serietà e competenza. Per la Campania si inaugura un nuovo percorso di collaborazione istituzionale nel rispetto di quei valori che da sempre difendiamo quali famiglia, lavoro, dignità e tutela dei soggetti fragili. Come primo gruppo di opposizione in Consiglio regionale siamo pronti a fare la nostra parte, nell'interesse di tutti i cittadini campani.
Così una nota i consiglieri regionali della Lega in Campania.
(Giancarlo Borriello)


Inserito da Golfonetwork venerdì 14 ottobre 2022 alle 20:14 -

I giovani e le baby gang: «Indignarsi non basta»

In queste ore, a commento dei dati ufficiali relativi ai giovani che appartengono alle cosiddette “baby gang”, si è scatenato un interesse altissimo da parte dei Media e della Società Civile.
Ma cosa troviamo sui giornali, di fatto? Racconti di vita: come si riuniscono, dove si incontrano; chi sono i bersagli, quali le vittime preferite. E cosa emerge, osservando i tratti comuni alle singole storie, così come quelli invece profondamente differenti tra loro? Che il fenomeno è assolutamente trasversale: non appartiene solo ai ceti più umili, “bassi”, a ragazzi stranieri - come si poteva pensare - bensì, anche alle cosiddette “famiglie bene”, come dimostrano alcuni fermi eccellenti.
La cronaca anche più antica – pensiamo al caso Colasanti-Lopez, il delitto del Circeo – ci ricorda che non c’è distinzione di classe sociale quando il gruppo si fa branco.
Dopo le attività di osservatorio, dunque, ci aspettiamo quelle di laboratorio.
Sul filo, oggi, corre veloce la richiesta: “Che consigli possiamo dare alle famiglie che hanno un problema di questo tipo al proprio interno”? Perché è chiaro che tutto il nucleo si configuri come famiglia fragile, a quel punto, con un problema; e che, quindi, debba essere aiutata.
Personalmente, ritengo che i ragazzi, gli adolescenti, i bambini siano lo specchio degli adulti di cui sono circondati. Non mi riferisco, in questo caso, alla cerchia stretta all’interno della casa, ma alla società intesa in senso ampio. Se guardiamo quali modelli abbiano questi ragazzi, non resta spazio per meravigliarci se poi si riuniscono in dinamiche di guerra tra bande. Basti pensare alle cosiddette “dinamiche da stadio”, negli aspetti che meno di tutti attengono ai principi dello sport. Se lo sport diventa il teatro della violenza – e non il baluardo del fare insieme, non la scialuppa della legalità – che messaggio inviamo ai nostri ragazzi? Mandiamo i bambini a fare sport, da piccoli, non solo perché è salutare, ma anche perché riteniamo che sia la strada per insegnar loro il rispetto delle regole e dei valori.
E guardiamo anche alle Istituzioni. Che modello trasmettono, ad esempio nelle stesse sedi parlamentari? Grida, zuffe, insulti, aggressioni verbali e fisiche. Senatori allontanati dall’aula con la forza, Onorevoli sollevati di peso e trascinati lontano dall’avversario (politico). Dobbiamo augurarci, in questi casi, che i nostri giovani non siano interessati al “dibattito” parlamentare, perché quale messaggio arriverebbe loro?
Quando i ragazzi assistono a tutto questo, cosa stiamo facendo? Stiamo esprimendo modelli educativi. Mentre non forniamo loro alcuna alternativa, possibile né virtuosa. La pratica attiva dello sport ha un costo importante, i centri sociali e culturali non sono così curati e propositivi dal punto di vista dei contenuti, vietiamo ai bambini di giocare negli spazi comuni, cortili, spiagge e prati. Quindi i ragazzi non hanno luoghi in cui vivere un proprio spazio. E anche a scuola, l’inclusione, l’educazione di genere e alla pro-socialità sono in una fase solo embrionale.
E, allora, dove si trova la Famiglia, in tutto questo? Si trova al centro di un grosso problema. Perché la Famiglia deve essere perfetta: la Società no.
E, dunque, la Famiglia deve svolgere un doppio mandato: quello di educare i figli, ma anche quello di tutelarli da ciò che il mondo degli adulti spesso trasmette loro. E, cosa succede, invece? Succede che la famiglia diventa “sbagliata”. Perché non è riuscita a fare muro, in maniera invalicabile, contro quell’ondata di violenza presente ovunque.
Cosa ha risposto la Società Civile fino ad ora?
Ciò che è sotto gli occhi di tutti è che i genitori vengono ritenuti i diretti responsabili delle “malefatte” del figlio minore. Quindi pagano i danni da lui commessi come se ne fossero gli artefici. Non solo: dopo che ha pagato tali danni, la famiglia viene ritenuta inidonea perché non ha saputo educare e controllare il figlio. Sottoposta ad una lunga valutazione e ad una sequela di test – ad opera dell’ormai ben nota Filiera Psichiatrica – risulta inidonea. E il bambino, sentenziato, diagnosticato irrecuperabile, passa dalle dinamiche violente delle baby gang a quelle delle strutture ad alto contenimento.
A cosa serviranno i dati forniti alla collettività in questi giorni, dunque? Temo che tale fotografia numerica del fenomeno servirà solo a creare nuove misure autoritative. A puntare il dito contro le famiglie e contro i ragazzi.
Famiglie inidonee e incapaci, bambini e ragazzi collocati in strutture extra-familiari in cui – le statistiche vanno utilizzate sempre, allora – non vengono di certo salvati. Perché sono luoghi che amplificano il percorso di ribellione, non compreso ma nel caso sedato. E in cui la risposta è solo una: “questo ragazzo va mandato in Psichiatria”.
Le Famiglie, invece, possono essere aiutate. E non con un mero assegno economico, come secondo recenti proposte. Vanno aiutate con interventi, progetti, sostegni e soluzioni. Aiutate come nucleo, nel ritrovare la propria unicità. Questa è la tutela delle Famiglie, questa è la tutela dei Minori.
Aiutiamo le Famiglie a casa loro.
(Vincenza Palmieri)


Inserito da Golfonetwork venerdì 14 ottobre 2022 alle 12:55 -

Missionaria italiana ad ACS: ad Haiti attacchi a chiese e istituzioni

Il piccolo Paese delle Antille sta vivendo una situazione senza precedenti. Con il ruolo di presidente vacante dall'assassinio di Jovenel Moïse, avvenuto nel luglio 2021, e senza una data fissata per le nuove elezioni, la lotta per il governo della nazione e la mancanza di una leadership hanno scatenato proteste, caos e violenza estrema nelle strade di un Paese già afflitto da povertà e disastri naturali.
«È una lotta terribile. La città è nelle mani delle bande. La gente muore di fame. Le scuole sono chiuse. Non ci sono posti di lavoro. Gli ospedali stanno chiudendo perché non hanno carburante per i generatori di corrente. È impossibile vivere in queste condizioni», così suor Marcella Catozza, della Fraternità Francescana Missionaria, descrive la drammatica situazione in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS). Per la religiosa, arrivata ad Haiti nel 2006, la cosa più dolorosa è l'indifferenza del mondo. «La cosa peggiore è che nessuno parli di te. Nessuno sa cosa stia succedendo. Non sono interessati a ciò che stiamo soffrendo in questo Paese. Anche la Chiesa è sotto attacco», aggiunge. Il 25 giugno 2022 suor Luisa dell’Orto, religiosa italiana che si trovava ad Haiti da 20 anni, è stata assassinata. «Per me era più di un'amica. Quando ho sentito la notizia, sono caduta in ginocchio dal dolore per la terribile perdita», ricorda.
Due settimane dopo, la cattedrale della capitale haitiana è stata attaccata. «Hanno dato fuoco alla cattedrale e hanno cercato di uccidere i pompieri arrivati per spegnere le fiamme. Poi con un camion hanno cercato di distruggere le pareti». Ma gli attacchi e gli assalti agli edifici e alle organizzazioni religiose si sono verificati non solo nella capitale Port-au-Prince, ma anche in altre parti del Paese. «A Port-de-Paix o a Les Cayes, e in altre città, hanno assaltato gli edifici della Caritas, portando via tutto quello che c'era, tutti i beni umanitari e i servizi. Hanno distrutto gli uffici dei dipendenti». 
Suor Marcella è in Italia da agosto, dove si trovava in visita al momento degli attentati. Ora l’intensificazione degli attacchi le impedisce di tornare ad Haiti e questo la colma di dolore: «Mi hanno chiesto di non tornare indietro, che era meglio aspettare un po', tra l'altro perché sono passati due mesi dall'uccisione di Suor Luisa. Non vogliono un'altra sorella martire in questo Paese, quindi mi hanno fatto aspettare. È molto difficile per un missionario stare fuori dal proprio Paese, ma sono certa che il Signore mi sta chiedendo di farlo».
Secondo la religiosa, la situazione è indescrivibile, sta peggiorando di giorno in giorno e ha colpito anche la sua missione, un orfanotrofio presente in uno dei quartieri più pericolosi del mondo. «Circa un mese fa hanno dato fuoco alla cappella della nostra missione. Tutto è bruciato. Non abbiamo un altare, non abbiamo banchi... non c'è più nulla. Il Santissimo Sacramento è al sicuro, quando esco lo tengo in un posto più sicuro e ringrazio Dio che sia lì». Suor Marcella è l'unica religiosa della missione. Il quartiere è sorto 20 anni fa sulla discarica della capitale e oggi vi abitano più di 100.000 persone, stipate in baracche di lamiere, senza acqua né elettricità.
«Da un anno non posso andare a Messa la mattina perché le bande chiudono il quartiere e non posso andare in chiesa. È un dolore, un dolore enorme. Sembra che nessuno al mondo sia interessato a ciò che sta accadendo ad Haiti. Naturalmente, ci sono molti altri problemi nel mondo, soprattutto in Europa. Ciò che sta accadendo in Ucraina e in Russia viene visto con grande timore, ma non si devono dimenticare altre popolazioni del mondo - come quella di Haiti - che stanno vivendo una situazione di guerra, non per qualche anno, ma per tutta la vita. Per favore, preghiamo per Haiti. Chiediamo al Signore di proteggere tutti gli haitiani e di dare pace a questo popolo. Chiedo preghiere per i miei ragazzi. Sono 150. Il più giovane ha due mesi, il più anziano 18 anni. Per come è ridotta Haiti oggi, non c'è futuro per questi bambini. Preghiamo e chiediamo a Dio che il bene che Egli ha preparato per loro si realizzi e che i desideri che questi bambini portano nel cuore possano essere esauditi», conclude la missionaria italiana.
Nel corso del 2021 ACS ad Haiti ha sostenuto 77 progetti. La fondazione continuerà a informare circa la drammatica situazione del Paese attraverso la testimonianza dei project partners, anche se il contesto di estrema violenza suggerisce a molti, per motivi di sicurezza, di non effettuare dichiarazioni pubbliche.
(ACS Italia)

Inserito da Golfonetwork venerdì 14 ottobre 2022 alle 12:49 -

Lingua Napoletana: tutela, ambiguità e criticità

A cura dell'Accademia Napoletana

Napoli, 12 ottobre 2022
Da qualche tempo a questa parte è palese l’interesse per il Napoletano e non solo a Napoli: sono nate e continuano a nascere numerose iniziative, anche sui social media, purtroppo a volte “arrangiate” e non con valenza scientifica, con l'intento di “salvare” e divulgare l’idioma di Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani e della celeberrima canzone napoletana. Con una legge della Regione Campania, già da qualche anno, è stato costituito un comitato scientifico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano, presieduto dallo scrittore Maurizio De Giovanni.
Il 10 ottobre scorso è la data di inizio di una serie di incontri circa il Napoletano nella sede dell'Istituto Français di Napoli, inziativa presentata al pubblico e alla stampa il 3 ottobre.
A proposito di queste recenti attività che avrebbero lo scopo di valorizzare l'idioma Napoletano si riporta il parere del prof. Massimiliano Verde, Presidente dell'Accademia Napoletana, per la tutela della lingua e cultura napolitane, interlocutore UNESCO per il decennio internazionale delle lingue autoctone 2022-2032, autore del primo corso di livello europeo di lingua e cultura napoletane ai sensi del QCER (Quadro Comune di Riferimento per la Conoscenza delle Lingue), patrocinato dal Comune di Napoli e svoltosi nel 2017, nonché di iniziative altamente culturali e didattiche a Napoli, in Europa (Grecia, Spagna, Germania) e nel continente americano. Il prof. Verde ha dichiarato: “È, in primo luogo, per un adeguato insegnamento del Napoletano, fondamentale tenere conto dei lasciti dei più alti studiosi di questa lingua, come i professori Carlo Iandolo e Raffaele Bracale dei quali sono stato allievo e amico, e battersi per l'introduzione del Napoletano stesso nei programmi scolastici degli istituti d'istruzione e scuole pubbliche almeno nella città di Napoli.
In secondo luogo, ritengo quanto meno contraddittorio ed anzi, molto dannoso, l'accostamento diretto od indiretto allo studio dell'idioma napoletano, di enti culturali come l'Accademia della Crusca che hanno altri compiti e funzioni, (tutela della lingua italiana) in particolare ad esempio con la presenza di suoi esponenti nel comitato regionale campano per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano, quanto ancor più nella "promozione" di dizionari e, per così dire "presidii" a corsi che si vorrebbero anche presentare come fortemente "identitari" come quello che si sta realizzando all'Istituto Francese di Napoli”.
Il lavoro accademico del prof. Verde per la valorizzazione del Napoletano è stato oggetto di discussione accademica, proprio in questi giorni, nel corso di una conferenza internazionale a cura della professoressa María Luisa Trejo Sirvent, evidenziando il contributo di Verde nella prestigiosa pubblicazione, dal titolo “Investigación Humanística. Temas y enfoques emergentes", edita dall'Università Autonoma del Chiapas, in Messico. E proprio sulla scorta di esperienze e realtà internazionali simili con cui Verde collabora da anni, è fondamentale che venga evidenziata la criticità verso la tutela del Napoletano di certe operazioni che appaiono non corrette ed appunto contraddittorie e pertanto rischiose per la stessa identità linguistico-culturale napoletana.
“Sembra, infatti”- così come asserisce ancora il prof. Verde - “che ci sia in atto un tentativo, sulla scorta di opere cinematografiche (fictions, soap operas, films, ecc.) ed artistiche in genere che riguardano Napoli, molto discutibili, di riproporre in salsa moderna, vecchi modelli culturali e strumentali di tipo lombrosiano, quanto meno folclorico ed in ogni caso molto superficiali e privi di reale contenuto pedagogico, quanto al patrimonio socio-linguistico napoletano”, tentativi che il prof. Verde stesso ha già denunciato, in cooperazione con l'associazione UANM (Unione Azzurra nel Mondo) e di antropologi, esperti sociolinguisti e giuristi internazionali, anche al Comitato della Regione Campania per la tutela del patrimonio linguistico napoletano, senza però, purtroppo, ad oggi, alcun riscontro. Tale inazione ha condotto il prof. Verde e i suoi collaboratori a rivolgersi nel 2021 al Consiglio d'Europa (dal 2018 anche all'UNESCO), in occasione delle giornate europee del patrimonio e del European Day of Languages (EDL)- Giornate Europee delle Lingue rilevando l'assenza di misure istituzionali concrete per salvaguardare e insegnare l'idioma napoletano e soprattutto difendere la dignità sociale dei suoi parlanti troppo spesso non rispettata dai mass- media e dal sistema culturale italiani.
(Mariangela Petruzzelli)


Inserito da Golfonetwork mercoledì 12 ottobre 2022 alle 21:06 -

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