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Ci sono 3996 News in 400 pagine e voi siete nella pagina numero 131

I giovani e le baby gang: «Indignarsi non basta»

In queste ore, a commento dei dati ufficiali relativi ai giovani che appartengono alle cosiddette “baby gang”, si è scatenato un interesse altissimo da parte dei Media e della Società Civile.
Ma cosa troviamo sui giornali, di fatto? Racconti di vita: come si riuniscono, dove si incontrano; chi sono i bersagli, quali le vittime preferite. E cosa emerge, osservando i tratti comuni alle singole storie, così come quelli invece profondamente differenti tra loro? Che il fenomeno è assolutamente trasversale: non appartiene solo ai ceti più umili, “bassi”, a ragazzi stranieri - come si poteva pensare - bensì, anche alle cosiddette “famiglie bene”, come dimostrano alcuni fermi eccellenti.
La cronaca anche più antica – pensiamo al caso Colasanti-Lopez, il delitto del Circeo – ci ricorda che non c’è distinzione di classe sociale quando il gruppo si fa branco.
Dopo le attività di osservatorio, dunque, ci aspettiamo quelle di laboratorio.
Sul filo, oggi, corre veloce la richiesta: “Che consigli possiamo dare alle famiglie che hanno un problema di questo tipo al proprio interno”? Perché è chiaro che tutto il nucleo si configuri come famiglia fragile, a quel punto, con un problema; e che, quindi, debba essere aiutata.
Personalmente, ritengo che i ragazzi, gli adolescenti, i bambini siano lo specchio degli adulti di cui sono circondati. Non mi riferisco, in questo caso, alla cerchia stretta all’interno della casa, ma alla società intesa in senso ampio. Se guardiamo quali modelli abbiano questi ragazzi, non resta spazio per meravigliarci se poi si riuniscono in dinamiche di guerra tra bande. Basti pensare alle cosiddette “dinamiche da stadio”, negli aspetti che meno di tutti attengono ai principi dello sport. Se lo sport diventa il teatro della violenza – e non il baluardo del fare insieme, non la scialuppa della legalità – che messaggio inviamo ai nostri ragazzi? Mandiamo i bambini a fare sport, da piccoli, non solo perché è salutare, ma anche perché riteniamo che sia la strada per insegnar loro il rispetto delle regole e dei valori.
E guardiamo anche alle Istituzioni. Che modello trasmettono, ad esempio nelle stesse sedi parlamentari? Grida, zuffe, insulti, aggressioni verbali e fisiche. Senatori allontanati dall’aula con la forza, Onorevoli sollevati di peso e trascinati lontano dall’avversario (politico). Dobbiamo augurarci, in questi casi, che i nostri giovani non siano interessati al “dibattito” parlamentare, perché quale messaggio arriverebbe loro?
Quando i ragazzi assistono a tutto questo, cosa stiamo facendo? Stiamo esprimendo modelli educativi. Mentre non forniamo loro alcuna alternativa, possibile né virtuosa. La pratica attiva dello sport ha un costo importante, i centri sociali e culturali non sono così curati e propositivi dal punto di vista dei contenuti, vietiamo ai bambini di giocare negli spazi comuni, cortili, spiagge e prati. Quindi i ragazzi non hanno luoghi in cui vivere un proprio spazio. E anche a scuola, l’inclusione, l’educazione di genere e alla pro-socialità sono in una fase solo embrionale.
E, allora, dove si trova la Famiglia, in tutto questo? Si trova al centro di un grosso problema. Perché la Famiglia deve essere perfetta: la Società no.
E, dunque, la Famiglia deve svolgere un doppio mandato: quello di educare i figli, ma anche quello di tutelarli da ciò che il mondo degli adulti spesso trasmette loro. E, cosa succede, invece? Succede che la famiglia diventa “sbagliata”. Perché non è riuscita a fare muro, in maniera invalicabile, contro quell’ondata di violenza presente ovunque.
Cosa ha risposto la Società Civile fino ad ora?
Ciò che è sotto gli occhi di tutti è che i genitori vengono ritenuti i diretti responsabili delle “malefatte” del figlio minore. Quindi pagano i danni da lui commessi come se ne fossero gli artefici. Non solo: dopo che ha pagato tali danni, la famiglia viene ritenuta inidonea perché non ha saputo educare e controllare il figlio. Sottoposta ad una lunga valutazione e ad una sequela di test – ad opera dell’ormai ben nota Filiera Psichiatrica – risulta inidonea. E il bambino, sentenziato, diagnosticato irrecuperabile, passa dalle dinamiche violente delle baby gang a quelle delle strutture ad alto contenimento.
A cosa serviranno i dati forniti alla collettività in questi giorni, dunque? Temo che tale fotografia numerica del fenomeno servirà solo a creare nuove misure autoritative. A puntare il dito contro le famiglie e contro i ragazzi.
Famiglie inidonee e incapaci, bambini e ragazzi collocati in strutture extra-familiari in cui – le statistiche vanno utilizzate sempre, allora – non vengono di certo salvati. Perché sono luoghi che amplificano il percorso di ribellione, non compreso ma nel caso sedato. E in cui la risposta è solo una: “questo ragazzo va mandato in Psichiatria”.
Le Famiglie, invece, possono essere aiutate. E non con un mero assegno economico, come secondo recenti proposte. Vanno aiutate con interventi, progetti, sostegni e soluzioni. Aiutate come nucleo, nel ritrovare la propria unicità. Questa è la tutela delle Famiglie, questa è la tutela dei Minori.
Aiutiamo le Famiglie a casa loro.
(Vincenza Palmieri)


Inserito da Golfonetwork venerdì 14 ottobre 2022 alle 12:55 -

Missionaria italiana ad ACS: ad Haiti attacchi a chiese e istituzioni

Il piccolo Paese delle Antille sta vivendo una situazione senza precedenti. Con il ruolo di presidente vacante dall'assassinio di Jovenel Moïse, avvenuto nel luglio 2021, e senza una data fissata per le nuove elezioni, la lotta per il governo della nazione e la mancanza di una leadership hanno scatenato proteste, caos e violenza estrema nelle strade di un Paese già afflitto da povertà e disastri naturali.
«È una lotta terribile. La città è nelle mani delle bande. La gente muore di fame. Le scuole sono chiuse. Non ci sono posti di lavoro. Gli ospedali stanno chiudendo perché non hanno carburante per i generatori di corrente. È impossibile vivere in queste condizioni», così suor Marcella Catozza, della Fraternità Francescana Missionaria, descrive la drammatica situazione in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS). Per la religiosa, arrivata ad Haiti nel 2006, la cosa più dolorosa è l'indifferenza del mondo. «La cosa peggiore è che nessuno parli di te. Nessuno sa cosa stia succedendo. Non sono interessati a ciò che stiamo soffrendo in questo Paese. Anche la Chiesa è sotto attacco», aggiunge. Il 25 giugno 2022 suor Luisa dell’Orto, religiosa italiana che si trovava ad Haiti da 20 anni, è stata assassinata. «Per me era più di un'amica. Quando ho sentito la notizia, sono caduta in ginocchio dal dolore per la terribile perdita», ricorda.
Due settimane dopo, la cattedrale della capitale haitiana è stata attaccata. «Hanno dato fuoco alla cattedrale e hanno cercato di uccidere i pompieri arrivati per spegnere le fiamme. Poi con un camion hanno cercato di distruggere le pareti». Ma gli attacchi e gli assalti agli edifici e alle organizzazioni religiose si sono verificati non solo nella capitale Port-au-Prince, ma anche in altre parti del Paese. «A Port-de-Paix o a Les Cayes, e in altre città, hanno assaltato gli edifici della Caritas, portando via tutto quello che c'era, tutti i beni umanitari e i servizi. Hanno distrutto gli uffici dei dipendenti». 
Suor Marcella è in Italia da agosto, dove si trovava in visita al momento degli attentati. Ora l’intensificazione degli attacchi le impedisce di tornare ad Haiti e questo la colma di dolore: «Mi hanno chiesto di non tornare indietro, che era meglio aspettare un po', tra l'altro perché sono passati due mesi dall'uccisione di Suor Luisa. Non vogliono un'altra sorella martire in questo Paese, quindi mi hanno fatto aspettare. È molto difficile per un missionario stare fuori dal proprio Paese, ma sono certa che il Signore mi sta chiedendo di farlo».
Secondo la religiosa, la situazione è indescrivibile, sta peggiorando di giorno in giorno e ha colpito anche la sua missione, un orfanotrofio presente in uno dei quartieri più pericolosi del mondo. «Circa un mese fa hanno dato fuoco alla cappella della nostra missione. Tutto è bruciato. Non abbiamo un altare, non abbiamo banchi... non c'è più nulla. Il Santissimo Sacramento è al sicuro, quando esco lo tengo in un posto più sicuro e ringrazio Dio che sia lì». Suor Marcella è l'unica religiosa della missione. Il quartiere è sorto 20 anni fa sulla discarica della capitale e oggi vi abitano più di 100.000 persone, stipate in baracche di lamiere, senza acqua né elettricità.
«Da un anno non posso andare a Messa la mattina perché le bande chiudono il quartiere e non posso andare in chiesa. È un dolore, un dolore enorme. Sembra che nessuno al mondo sia interessato a ciò che sta accadendo ad Haiti. Naturalmente, ci sono molti altri problemi nel mondo, soprattutto in Europa. Ciò che sta accadendo in Ucraina e in Russia viene visto con grande timore, ma non si devono dimenticare altre popolazioni del mondo - come quella di Haiti - che stanno vivendo una situazione di guerra, non per qualche anno, ma per tutta la vita. Per favore, preghiamo per Haiti. Chiediamo al Signore di proteggere tutti gli haitiani e di dare pace a questo popolo. Chiedo preghiere per i miei ragazzi. Sono 150. Il più giovane ha due mesi, il più anziano 18 anni. Per come è ridotta Haiti oggi, non c'è futuro per questi bambini. Preghiamo e chiediamo a Dio che il bene che Egli ha preparato per loro si realizzi e che i desideri che questi bambini portano nel cuore possano essere esauditi», conclude la missionaria italiana.
Nel corso del 2021 ACS ad Haiti ha sostenuto 77 progetti. La fondazione continuerà a informare circa la drammatica situazione del Paese attraverso la testimonianza dei project partners, anche se il contesto di estrema violenza suggerisce a molti, per motivi di sicurezza, di non effettuare dichiarazioni pubbliche.
(ACS Italia)

Inserito da Golfonetwork venerdì 14 ottobre 2022 alle 12:49 -

Lingua Napoletana: tutela, ambiguità e criticità

A cura dell'Accademia Napoletana

Napoli, 12 ottobre 2022
Da qualche tempo a questa parte è palese l’interesse per il Napoletano e non solo a Napoli: sono nate e continuano a nascere numerose iniziative, anche sui social media, purtroppo a volte “arrangiate” e non con valenza scientifica, con l'intento di “salvare” e divulgare l’idioma di Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani e della celeberrima canzone napoletana. Con una legge della Regione Campania, già da qualche anno, è stato costituito un comitato scientifico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano, presieduto dallo scrittore Maurizio De Giovanni.
Il 10 ottobre scorso è la data di inizio di una serie di incontri circa il Napoletano nella sede dell'Istituto Français di Napoli, inziativa presentata al pubblico e alla stampa il 3 ottobre.
A proposito di queste recenti attività che avrebbero lo scopo di valorizzare l'idioma Napoletano si riporta il parere del prof. Massimiliano Verde, Presidente dell'Accademia Napoletana, per la tutela della lingua e cultura napolitane, interlocutore UNESCO per il decennio internazionale delle lingue autoctone 2022-2032, autore del primo corso di livello europeo di lingua e cultura napoletane ai sensi del QCER (Quadro Comune di Riferimento per la Conoscenza delle Lingue), patrocinato dal Comune di Napoli e svoltosi nel 2017, nonché di iniziative altamente culturali e didattiche a Napoli, in Europa (Grecia, Spagna, Germania) e nel continente americano. Il prof. Verde ha dichiarato: “È, in primo luogo, per un adeguato insegnamento del Napoletano, fondamentale tenere conto dei lasciti dei più alti studiosi di questa lingua, come i professori Carlo Iandolo e Raffaele Bracale dei quali sono stato allievo e amico, e battersi per l'introduzione del Napoletano stesso nei programmi scolastici degli istituti d'istruzione e scuole pubbliche almeno nella città di Napoli.
In secondo luogo, ritengo quanto meno contraddittorio ed anzi, molto dannoso, l'accostamento diretto od indiretto allo studio dell'idioma napoletano, di enti culturali come l'Accademia della Crusca che hanno altri compiti e funzioni, (tutela della lingua italiana) in particolare ad esempio con la presenza di suoi esponenti nel comitato regionale campano per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano, quanto ancor più nella "promozione" di dizionari e, per così dire "presidii" a corsi che si vorrebbero anche presentare come fortemente "identitari" come quello che si sta realizzando all'Istituto Francese di Napoli”.
Il lavoro accademico del prof. Verde per la valorizzazione del Napoletano è stato oggetto di discussione accademica, proprio in questi giorni, nel corso di una conferenza internazionale a cura della professoressa María Luisa Trejo Sirvent, evidenziando il contributo di Verde nella prestigiosa pubblicazione, dal titolo “Investigación Humanística. Temas y enfoques emergentes", edita dall'Università Autonoma del Chiapas, in Messico. E proprio sulla scorta di esperienze e realtà internazionali simili con cui Verde collabora da anni, è fondamentale che venga evidenziata la criticità verso la tutela del Napoletano di certe operazioni che appaiono non corrette ed appunto contraddittorie e pertanto rischiose per la stessa identità linguistico-culturale napoletana.
“Sembra, infatti”- così come asserisce ancora il prof. Verde - “che ci sia in atto un tentativo, sulla scorta di opere cinematografiche (fictions, soap operas, films, ecc.) ed artistiche in genere che riguardano Napoli, molto discutibili, di riproporre in salsa moderna, vecchi modelli culturali e strumentali di tipo lombrosiano, quanto meno folclorico ed in ogni caso molto superficiali e privi di reale contenuto pedagogico, quanto al patrimonio socio-linguistico napoletano”, tentativi che il prof. Verde stesso ha già denunciato, in cooperazione con l'associazione UANM (Unione Azzurra nel Mondo) e di antropologi, esperti sociolinguisti e giuristi internazionali, anche al Comitato della Regione Campania per la tutela del patrimonio linguistico napoletano, senza però, purtroppo, ad oggi, alcun riscontro. Tale inazione ha condotto il prof. Verde e i suoi collaboratori a rivolgersi nel 2021 al Consiglio d'Europa (dal 2018 anche all'UNESCO), in occasione delle giornate europee del patrimonio e del European Day of Languages (EDL)- Giornate Europee delle Lingue rilevando l'assenza di misure istituzionali concrete per salvaguardare e insegnare l'idioma napoletano e soprattutto difendere la dignità sociale dei suoi parlanti troppo spesso non rispettata dai mass- media e dal sistema culturale italiani.
(Mariangela Petruzzelli)


Inserito da Golfonetwork mercoledì 12 ottobre 2022 alle 21:06 -

Lavori di nuova pavimentazione sulla SS372 Telesina nel beneventano

+++ AGGIORNAMENTO CAMPANIA, ANAS +++
Nel rispetto di quanto precedentemente comunicato da Anas, ultimate le attività preliminari, hanno preso concreto avvio su strada questa mattina, martedì 11 ottobre, gli interventi di nuova pavimentazione sulla SS372 “Telesina”, interessando la tratta stradale situata in corrispondenza del km 57,700, nel territorio comunale di Torrecuso (BN).
Le attività proseguiranno dal lunedì al sabato (ad esclusione dei giorni festivi), in funzione dell’avanzamento dei lavori, ad eccezione di condizioni meteo avverse.
(Biggi Chiara)



Inserito da Golfonetwork martedì 11 ottobre 2022 alle 20:21 -

Agricoltura biologica, comunicato stampa di Tommaso Pellegrino

Agricoltura biologica, Pellegrino (IV): “Da Regione incremento di 20mln per incentivarne la crescita. Ottimo risultato in risposta a mia interrogazione”.

L'agricoltura biologica rappresenta soprattutto in Campania uno dei punti di forza di straordinaria importanza sia in termini di crescita che di opportunità.
La Regione Campania incrementerà la misura destinata all’agricoltura biologica di 20 milioni di euro, passando dai 142 attuali, a 162 milioni per la prossima programmazione 2023-2027, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere 63 mila ettari di terreno coltivato ad agricoltura biologica a fronte dei 46 mila già esistenti.
Tale decisione è stata comunicata dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, nella risposta all’interrogazione presentata dal Consigliere Tommaso Pellegrino, capogruppo di Italia Viva, che aveva chiesto maggiore attenzione, attraverso ulteriori investimenti sull’agricoltura biologica, che in Campania rappresenta un settore strategico e in costante crescita.
“Ringrazio il Presidente De Luca e l’Assessore Caputo per la risposta tempestiva e concreta”, ha dichiarato Tommaso Pellegrino.  “La Regione Campania – ha aggiunto - attraverso maggiori investimenti, anche in linea con gli obiettivi fissati dalla Comunità Europea, punta e investe sul comparto agroalimentare di qualità. In tal modo si creano le condizioni per aumentare la produzione di quei prodotti agroalimentari, che rappresentano i capisaldi della Dieta Mediterranea così da evitare che vengano importati da altri Territori. Recentemente proprio il Cilento - ha precisato il Consigliere - è stato riconosciuto come migliore bio - distretto in Europa, premiato a Bruxelles con gli 'Organic awards’. Tale riconoscimento è l’ulteriore dimostrazione che investire in un’agricoltura di qualità, a Km 0, rappresenta una giusta direzione se vogliamo rilanciare un settore quale quello agricolo che è stato da sempre per la nostra Regione un importante punto di forza”, ha concluso Pellegrino.
(Ufficio stampa Tommaso Pellegrino)


Tommaso Pellegrino

Inserito da Golfonetwork martedì 11 ottobre 2022 alle 12:46 -

SS 7 Bis di Terra di Lavoro, comunicato Anas

CAMPANIA, ANAS: SULLA STRADA STATALE 7/BIS “DI TERRA DI LAVORO”, AVANZANO I LAVORI DI NUOVA PAVIMENTAZIONE TRA LE PROVINCE DI CASERTA E NAPOLI
- l’ultimazione dell’intero intervento, per un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro, è fissata entro la fine del mese
- le attività odierne hanno interessato una tratta stradale situata nel territorio comunale di Frignano (CE)

Napoli, 10 ottobre 2022
Sulla strada statale 7/bis “di Terra di Lavoro” avanzano i lavori di nuova pavimentazione, nell’ambito degli interventi di manutenzione programmata di Anas, in tratti saltuari compresi tra le province di Caserta e Napoli.
In particolare, oggi le attività hanno interessato una tratta della carreggiata in direzione di Nola in corrispondenza del km 16,100 nel territorio comunale di Frignano (CE).
Le lavorazioni proseguiranno – ad esclusione dei giorni festivi e prefestivi, nella fascia oraria compresa tra le 7.00 e le 18.00 – mediante l’attivazione del restringimento della carreggiata, in funzione dell’avanzamento delle attività.
L’ultimazione dell’intero intervento – per un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro – è fissata entro la fine del mese.
Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri.
(Chiara Biggi)

Inserito da Golfonetwork lunedì 10 ottobre 2022 alle 18:52 -

Sanità in Campania, esauriti i tetti di spesa per esami e visite

Cirielli (FdI): "Il governo dovrà intervenire. Così si nega il diritto alla salute"
"In Campania sono già esauriti i tetti di spesa per le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture convenzionate. L'ennesimo inconcepibile blocco dell'assistenza ai danni dei cittadini che ora si troveranno a dover pagare di tasca propria le analisi, gli esami e le visite. Intanto il governatore De Luca organizza un'adunata per la pace. Peccato che, nel contempo, a quegli stessi cittadini cui chiede di partecipare, nega un diritto fondamentale, quello alla salute. In un periodo, poi, in cui il rincaro del costo delle bollette già mette quotidianamente a dura prova tutte le famiglie. La situazione è drammaticamente fuori controllo. E la piaga delle interminabili liste di attesa nel pubblico non fa altro che inasprire ulteriormente una già profonda crisi sociale. Il governo dovrà intervenire". Lo dichiara il Questore della Camera e deputato campano di Fratelli d'Italia, Edmondo Cirielli. "Quello di De Luca è un pericoloso fallimento. La sanità campana versa in uno stato vergognoso. Negli ultimi anni è stata palesemente incapace di reagire adeguatamente alla crescita esponenziale dei casi e dei morti da covid sull'intero territorio; ha scandalosamente bloccato di fatto le analisi e la diagnostica per i cittadini, smantellando i Lea e portando al collasso l'intero sistema ospedaliero e dell'emergenza", conclude Cirielli.
9 ottobre 2022
(Antonello Capozzolo)


Edmondo Cirielli

Inserito da Golfonetwork domenica 9 ottobre 2022 alle 18:52 -

Elezioni, Piero De Luca (Pd): Piena sintonia con il sindaco Manfredi

Elezioni, Piero De Luca (Pd): “Piena sintonia con il sindaco Manfredi per il rilancio del Mezzogiorno”

“Piena sintonia, totale condivisione di impegni e massima collaborazione per una politica di rilancio vero del Mezzogiorno. Con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, stamattina, abbiamo avuto un incontro cordiale e costruttivo, nel quale abbiamo messo sul tavolo il lavoro da portare avanti a sostegno del Sud e del Paese intero. Dal rispetto del Patto per Napoli, al rafforzamento delle Zone economiche speciali, dall'opposizione rispetto a progetti di Autonomia differenziata che spaccherebbero in due l'Italia ai danni dei cittadini meridionali, all’uso effettivo e celere delle risorse previste dal Pnrr per lo sviluppo del Mezzogiorno. Che può essere il vero volano economico dell’Italia e non essere relegato a fanalino di coda del Paese. Dobbiamo ripartire da qui, con politiche a sostegno dei più fragili e delle aree di disagio, ma anche con azioni decise per creare lavoro e sviluppo. E ancora, con sostegno agli investimenti in infrastrutture e mobilità, e accelerazione delle politiche a difesa dell'ambiente e della cura del territorio. Perché, se corre il Sud, corre l’Italia”.
Così Piero De Luca, deputato del Partito Democratico, a termine di un incontro con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
(Ufficio stampa Piero De Luca)


Piero De Luca

Inserito da Golfonetwork martedì 4 ottobre 2022 alle 19:46 -

Oleoturismo, Pellegrino (Iv): Promuovere la cultura olivicola campana

Oleoturismo, Pellegrino (Iv): “Promuovere la cultura olivicola campana per incentivare sviluppo, occupazione e accoglienza turistica”. Presentata proposta di legge.
Con il termine Oleoturismo si intendono tutte quelle attività legate alla conoscenza dell’olio di oliva attraverso la visita dei luoghi di coltura, di produzione e degustazioni. La Campania è una terra ricca di oliveti, che impreziosiscono i nostri paesaggi e producono un olio extra vergine di oliva di eccellente qualità ricco di antiossidanti.
“Il turismo dell’olio, in linea con le tendenze di altri Paesi Europei, sta guadagnando interesse nelle varie regioni italiane, in particolare in quelle del Centro e del Nord, meno al Sud. In Campania l’olivo rappresenta un elemento caratterizzante del paesaggio rurale e, l'olio extravergine prodotto, è una delle tante eccellenze del Territorio. Un bene prezioso per la nostra salute, uno dei capisaldi della Dieta Mediterranea, ‘Il Capitano’. L’Oleoturismo può certamente rappresentare un'importante occasione di sviluppo economico, di crescita occupazionale  e di accoglienza turistica anche nella nostra regione”.
Lo ha dichiarato Tommaso Pellegrino, capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale, che ha presentato una proposta di legge recante ‘Disciplina dell’Oleoturismo in Regione Campania’ che si prefigge di valorizzare il turismo dell'olio e promuovere la conoscenza della cultura olivicola del territorio campano.
“La filiera produttiva dell'olio – ha proseguito Pellegrino - vanta forme di attrattività che crescono di anno in anno, e può dare nuova linfa anche al comparto turistico.  E’ sempre più forte l’interesse da parte di chi viaggia di scoprire  i prodotti tipici senza trascurare la conoscenza dei luoghi di origine e i metodi di produzione. L'Oleoturismo vive un suo pieno riconoscimento e può garantire un’offerta sempre più ampia per migliaia di turisti che vedono nella Campania la meta ideale per percorsi all'insegna del gusto, alla scoperta di prodotti di qualità che hanno fatto della tradizione alimentare campana una delle più antiche e più ricche al mondo. Il turismo dell’olio è un’occasione imperdibile e un’opportunità concreta per la nostra Regione”, ha concluso Pellegrino.
(Ufficio stampa Tommaso Pellegrino)


Tommaso Pellegrino

Inserito da Golfonetwork martedì 4 ottobre 2022 alle 19:23 -

SS145 Sorrentina, comunicato Anas

CAMPANIA, ANAS: SULLA SS145 “SORRENTINA” NECESSARIE DOMANI NOTTE LIMITAZIONI AL TRANSITO IN CORRISPONDENZA DEL VIADOTTO ‘SAN MARCO’, IN PROVINCIA DI NAPOLI
- per l’esecuzione di interventi di ripristino di alcuni giunti di dilatazione
- salvo condizioni meteorologiche avverse

Napoli, 1 ottobre 2022
Lungo la strada statale 145 “Sorrentina” verrà eseguito domani notte un intervento di ripristino di alcuni giunti di dilatazione in corrispondenza del viadotto ‘San Marco’, in provincia di Napoli.
Nel dettaglio, per effettuare le lavorazioni – salvo condizioni meteorologiche avverse – si renderà necessaria l’attivazione del senso unico alternato in corrispondenza dell’opera d’arte, tra le ore 21.00 di domani sera, domenica 2 ottobre e le ore 7.00 della mattina successiva, lunedì 3 ottobre.
In relazione all’esecuzione di alcune fasi delle attività, nella fascia oraria indicata, potrebbe rendersi necessaria l’interdizione totale al transito tra il km 3,600 (svincolo di Castellammare Ospedale) ed il km 9,700 (svincolo di Castellammare Villa Cimmino), con deviazione del traffico veicolare sulla viabilità locale (comprendente anche la ex SS145 ‘Sorrentina’ ed ex SS366 ‘Agerolina’).
Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri.
(Anas)

Inserito da Golfonetwork sabato 1 ottobre 2022 alle 20:00 -

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