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Ci sono 4283 News in 429 pagine e voi siete nella pagina numero 28

Bimbo trapiantato a Napoli, il monito di Polichetti (Udc Nazionale)

Bimbo trapiantato a Napoli, il monito di Polichetti (Udc Nazionale): "Vicinanza alla famiglia e basta strumentalizzazioni. Servono verità e giustizia"
Il caso del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli per un trapianto di cuore che non ha avuto l’esito sperato continua a scuotere l’opinione pubblica e il mondo sanitario italiano, sollevando interrogativi profondi su procedure, responsabilità e controlli nella filiera dei trapianti.
«A nome del dipartimento Salute dell’Udc esprimo la più sincera e profonda vicinanza alla famiglia del piccolo, che sta vivendo un dramma indicibile, e a tutti i medici e operatori sanitari coinvolti, chiamati ad affrontare una situazione umana e professionale di straordinaria complessità», dichiara Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc.
«In momenti come questo è fondamentale evitare processi sommari e strumentalizzazioni, ma è altrettanto doveroso pretendere chiarezza, trasparenza e verità. Se sono stati commessi errori, devono essere accertati con rigore e senza sconti, perché la fiducia dei cittadini nella sanità pubblica è un bene prezioso che non può essere compromesso».
«Chiediamo giustizia per questo bambino e per la sua famiglia, ma soprattutto chiediamo che si faccia tutto il possibile affinché tragedie simili non si ripetano mai più. È necessario rafforzare i protocolli, i controlli e la formazione lungo tutta la catena dei trapianti, perché ogni vita affidata alla medicina merita il massimo livello di sicurezza e responsabilità».
(Mario Polichetti)


Mario Polichetti


Inserito da Golfonetwork venerdì 20 febbraio 2026 alle 17:59 -

Sanità, Rostan (Lega): Più investimenti per la prevenzione

Sanità, Rostan (Lega): “Più investimenti per la prevenzione per salvare vite e ridurre spesa sanitaria”
“Una gestione moderna ed efficiente della sanità pubblica parte necessariamente dal concetto che la vera sfida non è soltanto curare meglio, ma intercettare per tempo la malattia. In quest’ottica, come componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Campania, sono convinta che sia necessario investire di più nella prevenzione e nelle campagne di informazione. E’ una scelta strategica ben precisa”. Lo ha dichiarato la consigliera regionale della Lega Michela Rostan, componente della commissione Sanità, che questa mattina ha partecipato alla tappa partenopea della campagna nazionale “Prevenzione è salute” promossa da Summeet e InRete in collaborazione con le principali società scientifiche e associazioni di pazienti.
“La prevenzione non è un costo, è un investimento – ha specificato Rostan. È lo strumento più efficace che abbiamo per salvare vite umane, ridurre le sofferenze e rendere sostenibile il nostro sistema sanitario. In un Paese come l’Italia, che da un lato diventa sempre più anziano e dall’altro vede sei milioni di nostri concittadini costretti a rinunciare alle cure per motivi economici, capiamo bene quanto questo principio sia fondamentale per il futuro di tutti noi”.
(Michela Rostan)


Inserito da Golfonetwork giovedì 19 febbraio 2026 alle 17:43 -

«Prevenzione è Salute», screening gratuiti a Napoli

Screening gratuiti a Napoli: arriva a Piazza Dante il truck di «Prevenzione è Salute»
Grande partecipazione da parte dei cittadini napoletani per l’iniziativa di prevenzione con screening ed educazione alla salute in ambito cardiovascolare, cardiometabolico, cardio-renale-metabolico e di salute femminile.

Napoli, 19 febbraio 2026 – È arrivata nel capoluogo campano la campagna nazionale “Prevenzione è Salute”, dedicata alla prevenzione, con screening ed educazione alla salute. Dopo la presentazione ufficiale del progetto il 27 ottobre scorso presso il Ministero della Salute e le prime due tappe realizzate a Milano e Varese nel novembre 2025, l’iniziativa torna nelle piazze italiane con un nuovo e articolato percorso sul territorio nazionale.
La tappa di Napoli, che ha avuto luogo oggi in Piazza Dante, è parte del calendario 2026 della campagna, che si articola in 19 tappe nei principali capoluoghi di regione, con l’obiettivo di portare la prevenzione direttamente tra i cittadini, favorendo informazione, consapevolezza e accesso a controlli gratuiti.
Promossa da Summeet e Inrete, l’iniziativa si avvale del patrocinio e della collaborazione delle principali Società Scientifiche di riferimento — AMD, FADOI, FIMMG, FNOPI, FOFI, ITACARE-P, SIC, SID, SIFES e MR, SIGO, SIMG, SIO — e vede il coinvolgimento di numerose Associazioni di Pazienti e realtà del terzo settore, tra cui Associazione Amici Obesi Onlus, Conacuore, Europa Donna Italia, FAND, Fondazione Italiana per il Cuore, LILT, Loto Odv.
Nel corso della giornata sono stati allestiti stand informativi e ambulatori mobili dedicati alla prevenzione cardiovascolare, cardiometabolica, cardio-renale-metabolica e alla salute femminile. I cittadini hanno partecipato alle attività di sensibilizzazione, misurazioni cliniche di base e consulenze specialistiche, il cui obiettivo è quello di promuovere stili di vita sani e favorire la diagnosi precoce.
“La prevenzione non è un costo, ma è un investimento”, sostiene Michela Rostan, Componente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania. “È lo strumento più efficace che abbiamo per salvare vite umane, ridurre le sofferenze e rendere sostenibile il nostro sistema sanitario. La vera sfida non è curare meglio, ma intercettare per tempo la malattia. Come consigliera regionale della Campania, sono convinta che sia necessario investire di più nella prevenzione e nelle campagne di informazione”.
Interviene in tal senso Vincenzo Santagada, Assessore alla Salute del Comune di Napoli: “Ringrazio il comitato organizzativo e lo steering committee per aver incluso Napoli tra le tappe della campagna ‘Prevenzione è Salute’. Portare la prevenzione tra le persone e nei luoghi della quotidianità significa rafforzare la cultura della salute, non limitandola agli screening, ma costruendo consapevolezza e avvicinando ai percorsi di cura anche quelle fasce di popolazione che vivono in condizioni di fragilità economica o sociale e i cittadini migranti che più facilmente fuoriescono dalla filiera assistenziale. ‘Prevenzione è Salute’ rappresenta quindi un modello da diffondere nelle diverse municipalità della città, per rendere la prevenzione sempre più accessibile, capillare e inclusiva. Tutto questo si inserisce nel solco dell’iniziativa ‘Una Salute per Tutti’ promossa dal Comune di Napoli, con cui condividiamo l’obiettivo di garantire equità di accesso alle cure”.
Le attività di screening hanno incluso, tra le altre, la misurazione della pressione arteriosa, la valutazione dell’indice di massa corporea (BMI), controlli metabolici di base e colloqui informativi con specialisti. I dati raccolti, in forma anonima e su base volontaria, contribuiranno a una lettura complessiva dello stato della prevenzione sul territorio nazionale e saranno restituiti alle istituzioni nel corso dell’evento conclusivo del progetto.
"Tornare nelle piazze, a partire dai territori, è fondamentale per rafforzare il rapporto tra cittadini e prevenzione cardiovascolare," dichiara Pasquale Perrone Filardi, Presidente SIC. "Napoli rappresenta un contesto in cui è particolarmente importante promuovere informazione, ascolto e attenzione ai fattori di rischio, coinvolgendo attivamente la comunità. Iniziative come questa permettono di avvicinare la medicina alla vita quotidiana delle persone e di costruire una cultura della prevenzione realmente condivisa".
Centrale il ruolo delle Associazioni di Pazienti, che partecipano attivamente alla campagna contribuendo alla diffusione delle informazioni e al dialogo diretto con i cittadini.
“Il tumore al seno è la prima neoplasia femminile per incidenza e mortalità, e la diagnosi precoce è determinante per aumentare le possibilità di guarigione”, affermano Cristina di Florio e Maria Basile, delegate di Europa Donna Italia per la Campania. “Nella nostra Regione i tassi di adesione ai programmi di screening mammografico organizzato risultano molto inferiori rispetto alla media nazionale: questo dato merita tutta la nostra attenzione e richiede l’impegno comune di istituzioni, comunità scientifica e associazioni. Portare iniziative come questa nel cuore di Napoli significa fare rete per avvicinare l’informazione e i controlli alle cittadine, e rafforzare la cultura della diagnosi precoce come strumento concreto di tutela della salute femminile.”
Con la tappa di Napoli, “Prevenzione è Salute” rinnova il proprio impegno nel rendere la prevenzione un gesto concreto, accessibile e vicino alle persone, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni e cittadini.
(AM News)



Inserito da Golfonetwork giovedì 19 febbraio 2026 alle 17:41 -

Federcepi costruzioni: il dissesto idrogeologico non è una calamità naturale

Il dissesto idrogeologico non è una calamità naturale: è il risultato di anni di ritardi e burocrazia

Roma/Salerno 19 febbraio 2026. Ogni anno lo Stato spende miliardi per riparare i danni, invece di prevenire. La difesa del suolo non può più aspettare: servono decisioni rapide e cantieri subito.

Secondo i dati più recenti del Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico – Edizione 2024, presentato il 30 luglio 2025, la superficie nazionale a pericolosità da frana è passata da 55.400 km² nel 2021 a 69.500 km² nel 2024, pari al 23% del territorio italiano.
Il quadro aggiornato indica che il 94,5% dei Comuni italiani è esposto al rischio di frane, alluvioni, erosione costiera o valanghe. Nel complesso, oltre 636.000 fenomeni franosi sono censiti sul territorio, collocando l’Italia tra i Paesi europei più vulnerabili.
La popolazione complessiva a rischio frane è pari a circa 5,7 milioni di abitanti, con oltre 1,28 milioni residenti in aree ad alta pericolosità e una presenza significativa di edifici, imprese e beni culturali esposti a rischio elevato.
Tali indicatori non sono numeri astratti: negli ultimi anni la Campania ha sperimentato intensi eventi meteorologici e fenomeni di dissesto che hanno provocato danni materiali, con importanti arterie di collegamento chiuse per mesi o addirittura per anni, e allarme sociale.
Le colate di fango, smottamenti e allagamenti hanno interessato aree interne, periurbane e ormai anche urbane, con impatti su infrastrutture viarie e reti di comunicazione, aggravando il rischio per la sicurezza delle comunità e delle imprese.

Risorse disponibili: ministeriali, nazionali e PNRR
Federcepicostruzioni riconosce gli sforzi compiuti finora dal Governo per mettere risorse a disposizione degli interventi di mitigazione e prevenzione del dissesto. Nel 2024 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha reso disponibili risorse per circa 1,084 miliardi di euro dedicate specificamente agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, ripartite tra le Regioni e le Province autonome sulla base delle programmazioni territoriali e delle priorità dei piani di assetto idrogeologico.
In aggiunta, sono stati individuati ulteriori fondi per oltre 262 milioni di euro destinati a 119 progetti immediatamente esecutivi e cantierabili su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di accelerare la messa in sicurezza dei territori più fragili.
È fondamentale ricordare anche il ruolo dei fondi europei legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Nell’ambito della Missione 2 – “Rivoluzione verde e transizione ecologica” – parte delle risorse è destinata alla transizione climatica e alla mitigazione dei rischi ambientali, compresi quelli legati alla difesa del suolo. Sebbene alcune linee di intervento dedicate al rischio idrogeologico siano state oggetto di rimodulazione nel corso del Piano, restano disponibili fondi per iniziative di monitoraggio avanzato, previsione del rischio e interventi strutturali sui territori più vulnerabili.

La denuncia di Federcepicostruzioni: sburocratizzazione e capacità attuativa
Federcepicostruzioni sottolinea con forza che le risorse disponibili rischiano di rimanere inefficaci finché non si interviene con decisione sulla semplificazione delle procedure autorizzative e sull’efficienza della governance degli interventi. La frammentazione normativa e i tempi di approvazione e realizzazione dei progetti costituiscono un elemento di forte rallentamento, con gravi implicazioni per la sicurezza del territorio e per la competitività delle imprese italiane impegnate nelle opere di difesa del suolo.
Le imprese edili, in particolare quelle campane e meridionali, segnalano come l’eccesso di adempimenti amministrativi, comunicazioni ridondanti e lungaggini procedurali ostacolino l’avvio delle attività di cantiere, penalizzando non solo il settore delle costruzioni ma l’intero sistema economico locale.

Appello alla politica: governance, investimenti e resilienza
In vista delle prossime scadenze legislative e programmatiche, Federcepicostruzioni invita tutte le forze politiche e istituzionali ad assumere un impegno forte, chiaro e operativo per:

    Accelerare i processi autorizzativi e semplificare i passaggi burocratici tra amministrazioni locali, regionali e centrali.
    Rafforzare la governance tecnico-amministrativa degli interventi di difesa del suolo, favorendo una reale integrazione tra pianificazione territoriale, gestione del rischio e attuazione delle opere.
    Garantire continuità e certezza delle risorse, sia sui capitoli ministeriali sia attraverso la piena attuazione delle componenti del PNRR dedicate alla mitigazione dei rischi ambientali.
    Promuovere la cultura della prevenzione e sostenere la diffusione di tecnologie avanzate per il monitoraggio e la previsione dei fenomeni di rischio.

Conclusione
«Federcepicostruzioni – conclude il presidente nazionale, Antonio Lombardi - ribadisce con determinazione che la difesa del suolo e la prevenzione del dissesto idrogeologico non possono essere lasciate all’emergenza. È indispensabile un approccio strategico, organico e semplificato in cui politica, amministrazioni pubbliche, imprese e comunità locali siano parte attiva di un percorso condiviso di protezione, resilienza e sviluppo sostenibile».

Roma/Salerno 19 febbraio 2026.
(Remo Ferrara)  

Inserito da Golfonetwork giovedì 19 febbraio 2026 alle 12:55 -

Comuni montani, in Campania cambia la mappa ma resta la frattura

«Riforma “a tavolino”: senza conoscere i territori, si tagliano fondi e manutenzione», avverte Salvatore Coletta, Sindaco di Paupisi

La nuova mappa della montagna campana, aggiornata al DPCM 2026, non ricompone la frattura aperta nei territori ma si limita a ridisegnarla per successive correzioni.
I numeri raccontano un parziale arretramento rispetto all’impostazione iniziale, anche per la Campania. Infatti se con il DPCM 2025 i Comuni campani declassati erano 125, con la nuova proposta del Ministro Calderoli quelli declassati sono 63. Un passo indietro che attenua l’emorragia, ma non restituisce stabilità né giustizia a territori che continuano a oscillare tra inclusioni ed esclusioni. Con il DPCM 2026 i comuni montani della Campania sono in totale 291. Il risultato è una geografia costruita per stratificazioni, dove lo status cambia e l’incertezza resta.
Emblematico è il caso di Paupisi, nel Sannio: un Comune che con i suoi 1.188 metri d’altitudine, un’economia legata a doppio filo con la terra e un territorio protetto dal Parco Naturale Taburno Camposauro, un indice di fragilità comunale pari a 8 su 10 (la soglia massima di criticità socio-economica) e un terzo dei contribuenti con un reddito sotto soglia di povertà si ritrova escluso dalla mappa della montagna italiana. Dati che descrivono vulnerabilità sociale, carenza di servizi essenziali e rischio concreto di spopolamento, ma che continuano a pesare meno della griglia tecnica che decide chi rientra e chi resta fuori.
«L'esclusione comporta una minore possibilità di accesso ai fondi specifici e incide sulla manutenzione del territorio, proprio dove il rischio di dissesto idrogeologico è più alto», dichiara Salvatore Coletta, Sindaco di Paupisi e consigliere nazionale ANCI. «Si intuisce chiaramente che la riforma sia stata varata a tavolino, senza una conoscenza delle singole realtà. Il Governo deve rivedere con serietà la classificazione, avviando un confronto reale con tutte le realtà di rappresentanza dei Comuni e con i Sindaci stessi». Non si tratta solo di una denominazione, ma dalla qualifica di comune montano dipendono risorse e strumenti decisivi come accesso ai fondi dedicati, tenuta dei servizi, manutenzione della viabilità, capacità di contrastare lo spopolamento. Il rischio è la formalizzazione di una montagna a più velocità, con chi resta nel perimetro delle tutele e chi viene lasciato ai margini, in un intreccio di elenchi che contraddice l’obiettivo di semplificazione: una lista nazionale per il FOSMIT costruita sui nuovi criteri e, in parallelo, elenchi regionali “di salvaguardia” legati al vecchio elenco per mantenere le deroghe nelle leggi regionali, con esiti diversi a seconda del canale di sostegno.
Per ASMEL il punto resta evidente: la platea è stata parzialmente riallargata nell’ultima Conferenza Unificata, ma oltre 600 Comuni italiani risultano ancora declassati rispetto all’elenco storico, in larga parte caratterizzati da redditi pro-capite tra i più bassi del Paese. È qui che si misura la distorsione. Si continua a discutere di altimetrie e parametri tecnici mentre la “montagna povera” viene progressivamente espulsa dal perimetro del riconoscimento statale, proprio dove il sostegno è più necessario.
Questa non è la stabilità che i territori attendono. È una revisione tecnica che rincorre gli effetti senza affrontare le cause. La montagna non è una media altimetrica. È una condizione strutturale fatta di fragilità socio-economica, isolamento e declino demografico. Finché questi fattori non entreranno stabilmente nei criteri, ogni aggiornamento resterà un rattoppo. E ogni Comune escluso continuerà a pagare il prezzo, non in statistiche, ma in servizi che arretrano e comunità che si assottigliano.
(Asmel - Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali)



Inserito da Golfonetwork giovedì 19 febbraio 2026 alle 12:49 -

Ariano Irpino, ancora un tentativo di introduzione di droga in carcere

Nuovo tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti all’interno della Casa Circondariale di Ariano Irpino, sventato grazie alla prontezza e alla professionalità della Polizia Penitenziaria.
L’episodio si è verificato lo scorso 16 febbraio nel settore colloqui dell’istituto penitenziario irpino. Durante i controlli di routine sui familiari ammessi ai colloqui, il personale del Corpo ha individuato un involucro contenente hashish che la convivente di un detenuto aveva occultato nelle parti intime, nel tentativo di eludere le verifiche di sicurezza.
La sostanza stupefacente è stata immediatamente sequestrata. La donna, al termine delle procedure di legge, è stata deferita alla competente Autorità giudiziaria e sottoposta agli arresti domiciliari.
A rendere nota la vicenda è Marcello Bosco, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che sottolinea come l’episodio rappresenti solo uno dei numerosi tentativi registrati negli ultimi tempi e neutralizzati dall’azione costante dei “Baschi Azzurri”, spesso chiamati a operare in condizioni di carenza organica e lontano dai riflettori mediatici.
Bosco evidenzia la necessità di istituire presso la Casa Circondariale di Ariano Irpino un distaccamento di unità cinofile del Corpo, quale strumento concreto di prevenzione e repressione dei reati legati all’introduzione e allo spaccio di droga negli istituti penitenziari, fenomeno che – rileva – fa registrare un trend in crescita su scala nazionale. Le unità cinofile della Polizia Penitenziaria rappresentano, infatti, una specialità ad alto livello operativo, già distintasi in numerose attività di contrasto.
Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE: «È continua l’azione di contrasto contro l’introduzione e la detenzione di droga e telefoni cellulari in carcere. Si tratta di un fenomeno in crescita a livello nazionale, che vede quotidianamente impegnati uomini e donne del Corpo. Questo episodio testimonia come la Polizia Penitenziaria, oltre a partecipare attivamente al percorso rieducativo e trattamentale, svolga con abnegazione e competenza una fondamentale attività di polizia».
«Il lavoro in carcere è spesso invisibile – aggiunge Capece –: mentre l’arresto di un latitante occupa le prime pagine, ciò che accade negli istituti penitenziari raramente fa notizia. Eppure è proprio lì che si gioca una partita decisiva per la sicurezza del Paese».
Il SAPPE conclude sottolineando l’elevato livello di preparazione, professionalità e senso del dovere del Corpo di Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnato a garantire sicurezza, legalità e ordine all’interno delle strutture detentive, a tutela degli operatori, dei detenuti e dell’intera collettività.
(Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE)



Inserito da Golfonetwork giovedì 19 febbraio 2026 alle 12:44 -

Dimissioni Cirielli, Gennaro Cinque: «Perdiamo una guida in aula»

Dimissioni Cirielli, Gennaro Cinque: «Perdiamo una guida in aula, ma ora più che mai saremo sentinelle del territorio»
All'indomani dell'annuncio ufficiale di Edmondo Cirielli, che ha scelto di mantenere l'incarico di Vice Ministro lasciando lo scranno del Consiglio Regionale della Campania, il clima tra i banchi del centrodestra è di riorganizzazione. Gennaro Cinque, ex consigliere regionale e già sindaco di Vico Equense, ha rilasciato una dichiarazione che mescola il riconoscimento per il collega e una linea politica chiara per il futuro.
«Le dimissioni di Edmondo Cirielli non sono una sorpresa, ma l'atto finale di un percorso di grande coerenza istituzionale», ha dichiarato Gennaro Cinque. «Aveva promesso che avrebbe messo davanti a tutto l'interesse dei campani e oggi, scegliendo di restare al Governo, garantisce alla nostra regione un canale diretto e autorevole con Palazzo Chigi. La sua "sofferenza" nel lasciare il Consiglio è la testimonianza di quanto ami questa terra, ma siamo certi che da Roma potrà incidere più di quanto farebbe da un banco di minoranza a Napoli».
Con l'uscita di scena del candidato presidente della coalizione, il tema della leadership interna si fa urgente. Gennaro Cinque, tuttavia, invita alla compattezza: «Ringrazio Cirielli per aver tracciato una rotta chiara. Il mio impegno, insieme ai colleghi della Lega e dell'intera opposizione, sarà quello di non lasciare spazio a personalismi. Abbiamo il dovere di essere compatti, specialmente ora che il baricentro si sposta. Io continuerò a essere la voce della Penisola Sorrentina e di tutti i territori della provincia che troppo spesso vengono dimenticati dalla gestione attuale».
Incalzato sulle prossime mosse, Cinque non ha dubbi: «Le dimissioni di oggi non cambiano la nostra agenda. Anzi, la caricano di ulteriore responsabilità. Continuerò a dare battaglia sul fallimento del sistema sanitario regionale e sull'emergenza trasporti che umilia ogni giorno migliaia di pendolari.»
(Gennaro Cinque)

Inserito da Golfonetwork giovedì 19 febbraio 2026 alle 12:14 -

Zes,Matera (FdI):Dal governo Meloni 65 mln alla Campania per aree industriali

Zes, Matera (FdI): Dal governo Meloni 300 mln per le aree industriali, 65 mln alla Campania
“La pubblicazione dell’avviso pubblico da 300 milioni di euro per il finanziamento di infrastrutture nelle aree industriali della Zes unica rappresenta un’ulteriore e concreta dimostrazione della centralità che il Sud occupa nell’agenda del Governo Meloni”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Domenico Matera, componente dell’Ufficio di Presidenza del Senato della Repubblica.
“Grazie al lavoro della Struttura di Missione - prosegue il parlamentare - vengono sbloccate risorse fondamentali per migliorare viabilità, infrastrutture e servizi nelle aree produttive del Mezzogiorno, rendendo i territori sempre più competitivi e attrattivi per gli investimenti.
Per la sola Campania - sottolinea Matera - sono stati destinati oltre 65 milioni di euro, una quota significativa dell’intero stanziamento nazionale. Si tratta di risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, che consentiranno ai Comuni con più di 5.000 abitanti dotati di aree PIP e ai Consorzi ASI di realizzare opere attese da anni e migliorare la funzionalità delle aree industriali. Un segnale concreto di attenzione verso la nostra regione e verso l’intero sistema produttivo.
Non parliamo di assistenzialismo o di misure di welfare - aggiunge il senatore - ma di investimenti strutturali destinati a rafforzare il tessuto economico, attrarre imprese e generare occupazione stabile e duratura. È un cambio di passo e di visione che dimostra la volontà del Governo di puntare su sviluppo e infrastrutture come leve di crescita reale.
L’invito alle amministrazioni locali - conclude - è di farsi trovare pronte per cogliere questa importante opportunità e a presentare progetti all’altezza delle esigenze dei territori”.
(Ufficio stampa Fratelli d'Italia - Senato della Repubblica)

Inserito da Golfonetwork mercoledì 18 febbraio 2026 alle 17:06 -

Comunicato stampa del Garante dei disabili della Regione Campania

Appello del Garante: "Si presti massima attenzione ai bisogni delle persone più fragili e al mondo del sociale"
Il Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità della Regione Campania, l'avv. Paolo Colombo, in occasione della predisposizione della Legge Regionale di Bilancio, lancia un forte appello perché siano destinate risorse adeguate ai bisogni delle persone più fragili e al mondo del sociale, come, fra l'altro, un po' da tutte le forze politiche ci si era impegnati a fare in campagna elettorale.
In particolare, il Garante ricorda l'approvazione all'unanimità, nella precedente legislatura, di una mozione sulla continuità dei P.T.R.I. senza limiti di durata e vincoli temporali; la necessità della doppia graduatoria per minori e non, in caso di assegni di cura (come ribadito da numerose sentenze); l'opportunità della strategia dei progetti di vita e del reddito di cura; il miglioramento del funzionamento dei servizi socio assistenziali e il superamento dell'eccessiva burocrazia.
Il Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità della Regione Campania, l'avv. Paolo Colombo, conclude che le promesse vanno mantenute: non si può giocare con la vita delle persone, soprattutto di quelle più fragili.
(Il Garante dei disabili Avv. Paolo Colombo)



Inserito da Golfonetwork mercoledì 18 febbraio 2026 alle 16:53 -

Incendio teatro Sannazaro, comunicato Buonajuto (Casa Riformista)

Incendio teatro Sannazaro, Buonajuto (Casa Riformista): “Cultura e la bellezza l’arma più potente contro il disagio sociale. Teatro torni a splendere”
“L’incendio che questa notte ha distrutto il Teatro Sannazaro è un colpo durissimo al cuore di Napoli e dell’intera Campania. Il Sannazaro non è solo un teatro ma un luogo simbolo della nostra storia e della nostra cultura. Dal 1850, in quelle mura, si è costruito un patrimonio inestimabile che appartiene a tutta la comunità. Di fronte a una perdita così grave, il dolore profondo deve trasformarsi in responsabilità e impegno. Mi auguro che si faccia tutto il possibile per ricostruire il teatro e restituire a Napoli e alla Campania un presidio fondamentale di cultura” ha dichiarato Ciro Buonajuto, consigliere regionale di Casa Riformista e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali della Campania.

“La bellezza e la cultura sono il volano della nostra economia e contribuiscono in maniera fondamentale alla crescita sociale, rappresentano un patrimonio che dobbiamo custodire, tutelare e rafforzare. Alla proprietà del Teatro, agli artisti, ai lavoratori e a quanti hanno animato quel palcoscenico, va tutta la mia vicinanza e quella delle istituzioni. Napoli saprà rialzarsi, come ha sempre fatto”. Conclude Buonajuto.
(AM News)

Inserito da Golfonetwork martedì 17 febbraio 2026 alle 17:41 -

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