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Ci sono 4282 News in 429 pagine e voi siete nella pagina numero 4

Carceri minorili: Sappe, droga nascosta nelle parti intime per entrare a Nisida

Carceri minorili: Sappe, droga nascosta nelle parti intime per entrare a Nisida. Blitz della Polizia Penitenziaria sventa il tentativo durante i colloqui
 
Avevano nascosto la sostanza stupefacente nelle parti intime nel tentativo di eludere i controlli e introdurla all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, ma l’attenzione e la professionalità della Polizia Penitenziaria hanno mandato in fumo il piano. Il tentativo di introduzione della droga è stato scoperto durante i controlli effettuati in occasione dell’accesso ai colloqui familiari con i giovani detenuti. La sostanza era stata occultata con particolare accortezza da un familiare di un giovane ristretto, evidentemente nella convinzione di poter superare i controlli e consegnare lo stupefacente all’interno dell’istituto. Gli uomini della Polizia Penitenziaria, però, hanno individuato l’anomalia e, attraverso le procedure di controllo previste, hanno impedito che la droga potesse arrivare nelle sezioni detentive.
“Esprimiamo il nostro pieno apprezzamento e il nostro plauso alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria di Nisida – sottolinea Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria –. Ancora una volta sono stati l’esperienza, l’attenzione e il senso del dovere dei nostri colleghi a impedire che droga e illegalità entrassero in un istituto penale per minorenni. È un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto considerando le difficoltà operative nelle quali quotidianamente lavora il personale”. Per Capece, “questo episodio dimostra ancora una volta che il sistema dei controlli negli istituti penitenziari deve essere considerato una priorità assoluta. Chi tenta di introdurre droga in carcere non si ferma davanti a nulla e utilizza modalità sempre più sofisticate e spregiudicate. Nei confronti di questi tentativi occorre una risposta dello Stato altrettanto determinata”.
“Non possiamo continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di fare miracoli – aggiunge il segretario generale del SAPPE –. Servono organici adeguati, strumenti tecnologici moderni, sistemi di controllo efficaci e risorse certe. E questo vale ancora di più negli istituti penali per minorenni, dove sicurezza e rieducazione devono procedere insieme. La droga dentro un carcere minorile rappresenta un pericolo gravissimo e può alimentare dipendenze, violenze, intimidazioni e circuiti criminali”.
Sulla vicenda interviene anche Pasquale DIANA, Coordinatore Provinciale Minori del SAPPE di Nisida: “Il personale di Polizia Penitenziaria ha dimostrato ancora una volta grande professionalità e capacità operativa. I colleghi impegnati nei controlli hanno svolto il proprio compito con attenzione e determinazione, impedendo che sostanze stupefacenti potessero essere introdotte nell’istituto. A loro va il nostro ringraziamento e il nostro plauso”. “Quello che è accaduto – prosegue – dimostra quanto siano delicati i controlli all’interno di un istituto minorile. Chi pensa di poter introdurre droga a Nisida deve sapere che troverà davanti a sé donne e uomini della Polizia Penitenziaria preparati e determinati a far rispettare la legge. Ma non possiamo ignorare le difficoltà quotidiane del personale e la necessità di avere strumenti e organici adeguati alla complessità del servizio”.
Il SAPPE torna quindi a chiedere interventi urgenti e concreti per rafforzare la sicurezza degli istituti penali per minorenni, a partire dal potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria, dall'adozione di tecnologie sempre più efficaci per l'individuazione di droga e telefoni e dal rafforzamento dei protocolli di controllo durante i colloqui.
“Non basta complimentarsi con gli agenti quando riescono a sventare un tentativo di introduzione di droga – conclude Capece –. Lo Stato deve mettere la Polizia Penitenziaria nelle condizioni di prevenire questi fenomeni ogni giorno, non soltanto di intervenire quando il problema si manifesta. A Nisida la Polizia Penitenziaria ha dimostrato di essere un argine concreto all’illegalità: adesso tocca all’Amministrazione per la Giustizia Minorile e di Comunità e alla politica dimostrare, con fatti e risorse, di voler difendere quel presidio di sicurezza”.
Il SAPPE ribadisce infine che la sicurezza negli istituti penali per minorenni non può essere considerata un tema secondario: prevenire l’ingresso della droga significa proteggere non soltanto il personale di Polizia Penitenziaria e la struttura, ma anche i giovani detenuti e il loro percorso di recupero e reinserimento sociale.
(Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE)



Inserito da Golfonetwork lunedì 10 agosto 2026 alle 17:55 -

Campi Flegrei, Schifone (FdI): Fico chieda subito lo stato di emergenza

“La nuova scossa registrata questa notte a Pozzuoli, conferma quanto sia ormai non più rinviabile una risposta straordinaria per i Campi Flegrei. Non si può continuare a gestire con strumenti ordinari un fenomeno di questa portata. Bene ha fatto Fratelli d’Italia in Consiglio regionale a chiedere una seduta dedicata sul tema, nella giornata di Ferragosto: la politica è fatta anche di simboli, e questo sarebbe un bel segnale da dare ai cittadini, le istituzioni non vanno in vacanza quando un territorio soffre. Al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiediamo con altrettanta chiarezza di attivarsi immediatamente per la richiesta dello stato di emergenza: uno strumento che consentirebbe di superare la burocrazia ordinaria e utilizzare rapidamente le risorse già messe a disposizione dal Governo Meloni. Ci sono tutti i presupposti. Ogni giorno di ritardo è un giorno in più di incertezza per chi vive nell’area flegrea. Ogni altra soluzione, comunque già all’esame del governo Meloni, richiederebbe mesi di lavoro incompatibili con una eterna emergenza”.

Così il commissario Fdi della provincia di Napoli, Marta Schifone, deputato di Fratelli d’Italia.
(Ufficio stampa Fratelli d'Italia - Camera dei deputati)

Inserito da Golfonetwork lunedì 10 agosto 2026 alle 17:52 -

Stesa a Secondigliano durante la Notte Bianca, raffica di colpi tra la folla

Stesa a Secondigliano durante la Notte Bianca, raffica di colpi tra la folla. Buonajuto: “Alternative sociali, scuola e cultura della legalità nei territori di frontiera, la sola repressione non basta per battere criminalità”
“Quanto accaduto la scorsa notte a Secondigliano, dove un commando ha sparato a poca distanza dalle famiglie e dalla gente scesa in strada per festeggiare la Notte Bianca, è un fatto di una gravità inaudita. Un attacco vigliacco alla convivenza civile e alla voglia di riscatto di una comunità intera”. Lo ha dichiarato Ciro Buonajuto, Presidente della Prima Commissione Permanente Affari Istituzionali con delega alla Sicurezza del Consiglio Regionale della Campania.
“Nei nostri quartieri di frontiera, nelle periferie troppo spesso dimenticate, lo Stato deve mostrarsi con il volto delle opportunità, dei servizi, dell'istruzione e del lavoro. Ai giovani dobbiamo offrire alternative concrete alla strada e alle lusinghe della criminalità organizzata. Significa investire nella scuola, potenziare i centri di aggregazione giovanile, sostenere l'associazionismo di base e creare percorsi reali di inclusione lavorativa. Sulla presenza delle Forze dell’Ordine e sul rigore dello Stato non ci sono e non devono esserci arretramenti: il presidio del territorio e la repressione delle organizzazioni criminali rappresentano una priorità inderogabile. Tuttavia — prosegue Buonajuto — dobbiamo avere il coraggio istituzionale di guardare in faccia alla realtà, la sola risposta repressiva e giudiziaria, per quanto indispensabile, non è sufficiente. Se non interveniamo sulla radice sociale e culturale del problema, rischiamo di rincorrere costantemente le emergenze. Secondigliano e la sua gente sana non possono essere ostaggio della violenza e della prepotenza della camorra. Come Regione Campania, attraverso il lavoro della Prima Commissione e l'impegno sul fronte della sicurezza e della legalità, continueremo a fare la nostra parte al fianco dei cittadini e delle istituzioni locali”.
(AM News)


Ciro Buonajuto

Inserito da Golfonetwork sabato 8 agosto 2026 alle 18:22 -

Agricoltura, comunicato Marco Cerreto (FdI)

Agricoltura, Cerreto (FdI): Con Governo Meloni filiera bufalina finalmente al centro delle politiche agricole

"La 48ª edizione del White Fest di Cancello ed Arnone celebra l’oro bianco della nostra terra, ma soprattutto una filiera che rappresenta lavoro, identità, economia e futuro per l’intera provincia di Caserta. Quando siamo arrivati al Governo nel 2022 abbiamo trovato un comparto alle prese con emergenze che si trascinavano da anni, dalla brucellosi, drasticamente ridotta grazie al lavoro del Commissario di Governo, alle frodi che hanno portato, attraverso i controlli dell’ICQRF, al sequestro di milioni di chili di latte in polvere. Abbiamo rafforzato tracciabilità e controlli intervenendo anche sul fronte dei reati agroalimentari e, di fronte alla debolezza dei Consorzi, abbiamo varato un decreto ministeriale che ne rafforza ruolo e strumenti. Oggi possiamo affermare che mai, nella storia dell’agricoltura repubblicana, la filiera bufalina ha avuto una centralità così forte nell’azione di Governo. È il risultato della visione del Governo Meloni e del ministro Francesco Lollobrigida. La mozzarella di bufala campana DOP racconta un territorio, migliaia di famiglie e una cultura produttiva che vogliamo difendere e portare sempre più nel mondo. La nostra ambizione è fare della filiera bufalina un modello dell’agroalimentare italiano, fondato su qualità, legalità, innovazione e radici".
È quanto dichiara Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura della Camera, arrivando alla 48ª edizione del White Fest, il Festival dell’Oro Bianco, a Cancello ed Arnone.
(Ufficio stampa Fratelli d'Italia - Camera dei deputati)

Inserito da Golfonetwork venerdì 7 agosto 2026 alle 19:19 -

Pompei, quattro provvedimenti per sicurezza, comunità e cura della città

La Giunta approva gli interventi per il Parco del Bambino, il progetto “Nonno Civico”, il sostegno all’iniziativa dedicata a Bartolo Longo e nuove misure per le colonie feline

Pompei, 7 agosto 2026 – Sicurezza degli spazi pubblici, partecipazione civica, attenzione alle nuove generazioni, identità della città e tutela degli animali. Sono questi i principali ambiti interessati dai quattro provvedimenti approvati oggi dalla Giunta comunale di Pompei, presieduta dal sindaco Giuseppe Tortora.
Una serie di atti che, pur intervenendo su settori differenti, seguono una stessa linea amministrativa: affrontare questioni concrete e trasformare gli indirizzi politici in azioni operative.
Il primo provvedimento riguarda il Parco del Bambino di via Aldo Moro. Dopo la chiusura temporanea disposta per ragioni di pubblica incolumità, la Giunta ha dato mandato agli uffici competenti di avviare le attività tecnico-amministrative necessarie alla messa in sicurezza e alla riqualificazione dell’area. L’intervento dovrà riguardare il ripristino delle aree verdi, il miglioramento delle condizioni di sicurezza e fruibilità e il potenziamento dell’area ludica.
«Sul Parco del Bambino abbiamo scelto la strada della responsabilità. La priorità è garantire la sicurezza e poi restituire alle famiglie e ai bambini uno spazio pubblico riqualificato e pienamente fruibile – dichiara il sindaco Giuseppe Tortora –. Gli uffici hanno ora un indirizzo preciso: programmare gli interventi necessari e procedere verso il recupero dell’area».
La Giunta ha inoltre deliberato l’adesione al progetto “Nonno Civico”, finalizzato al coinvolgimento di cittadini pensionati in attività di volontariato di utilità pubblica. Il progetto prevede, in particolare, la presenza dei volontari nei pressi delle scuole durante gli orari di ingresso e uscita degli studenti e attività di supporto nella tutela di parchi, aree verdi e patrimonio urbano. Potranno partecipare cittadini residenti a Pompei, con almeno 65 anni e autosufficienti. L’attività avrà carattere volontario e non sostituirà i compiti istituzionali della Polizia Locale. Per il progetto è previsto un impegno di spesa presumibile pari a 25 mila euro annui.
«Vogliamo valorizzare l’esperienza di tanti cittadini che, raggiunta l’età della pensione, hanno ancora molto da offrire alla comunità – continua il Sindaco di Pompei –. Il Nonno Civico significa maggiore presenza sul territorio, attenzione davanti alle scuole e, soprattutto, un rapporto più forte tra generazioni. È un modo concreto per trasformare il tempo e l’esperienza delle persone in un patrimonio per tutta la città».
Un terzo provvedimento riguarda il progetto teatrale e formativo “La vita e l’opera di Bartolo Longo”, promosso dal Pontificio Istituto “Bartolo Longo” e gestito dall’Associazione La Salle ODV ETS. La Giunta ha concesso il patrocinio morale della Città di Pompei e un contributo a parziale copertura delle spese. Il progetto coinvolgerà i giovani in un percorso educativo attraverso teatro, musica, danza e recitazione e prevede la realizzazione dello spettacolo “Dalla polvere alla luce”, destinato anche alle scuole e alle famiglie.
«Bartolo Longo non è soltanto una figura della nostra storia. È parte dell’identità civile, sociale e spirituale di Pompei – sottolinea Tortora –. Sostenere un progetto che parla ai giovani attraverso la cultura e la formazione significa rendere questa eredità viva e attuale. Cultura e inclusione devono diventare strumenti di crescita della comunità».
Infine, la Giunta ha dato indirizzo al dirigente competente per procedere all’acquisto di alimenti destinati alle colonie feline regolarmente censite sul territorio comunale. Le forniture saranno riservate esclusivamente alle colonie riconosciute dall’ASL e registrate nella banca dati regionale e potranno essere consegnate soltanto ai tutor o ai referenti formalmente accreditati. Le risorse saranno rese disponibili attraverso una successiva variazione di bilancio.
«Anche la tutela degli animali richiede organizzazione e regole precise – prosegue il primo cittadino –. Vogliamo sostenere chi si occupa quotidianamente delle colonie feline, ma all’interno di un sistema trasparente, censito e verificabile. La cura del territorio passa anche da questo».
«Questi quattro provvedimenti raccontano una stessa idea di amministrazione: sicurezza, responsabilità, cura e comunità – conclude Giuseppe Tortora –. Dal recupero di un parco alla sicurezza davanti alle scuole, dalla valorizzazione della nostra identità alla tutela degli animali, il metodo resta lo stesso: individuare i problemi, assumere decisioni e mettere gli uffici nelle condizioni di agire. È questo il lavoro che dobbiamo fare ogni giorno per Pompei. Una sola Pompei. Al lavoro.»
(Giuseppe Tortora)



Inserito da Golfonetwork venerdì 7 agosto 2026 alle 19:14 -

Carceri: Sappe, a Benevento continua l´emergenza

Carceri: Sappe, a Benevento continua l'emergenza. Nuove aggressioni e devastazioni, due poliziotti feriti. "Lo stato non può arretrare"

Non si ferma la spirale di violenza nel carcere di Benevento. Dopo la rivolta che ha devastato un intero reparto, nuovi gravissimi episodi di violenza hanno visto ancora una volta il personale della Polizia Penitenziaria finire nel mirino di detenuti violenti. Il SAPPE denuncia una situazione ormai esplosiva e chiede interventi immediati per ristabilire sicurezza e legalità all'interno dell'istituto.

Nel pomeriggio del 5 agosto un detenuto italiano, ristretto nel circuito dei detenuti comuni, si è reso protagonista di una violenta escalation di disordini. L'uomo, che si trovava nell'infermeria per essere sottoposto ad alcune cure, ha improvvisamente devastato i locali sanitari, seminando il panico tra il personale sanitario e gli operatori presenti.
Grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria il detenuto è stato inizialmente contenuto e ricondotto verso la propria cella al primo piano. Ma proprio durante le operazioni di accompagnamento ha ripreso a dare in escandescenze, aggredendo gli agenti con sputi e lanci di oggetti. Non pago, ha distrutto tutte le telecamere di videosorveglianza della sezione, incitando gli altri detenuti a dare vita ad ulteriori disordini.
Come se non bastasse, nel tardo pomeriggio un secondo detenuto, ristretto in una sezione del piano terra, ha dato in escandescenze tentando anch'egli di aggredire il personale della Polizia Penitenziaria con sputi e lancio di oggetti. Anche in questo caso soltanto la professionalità e il sangue freddo degli agenti hanno consentito di riportare la situazione sotto controllo.
Il bilancio è di due appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'ospedale cittadino, dove sono stati giudicati guaribili rispettivamente in cinque e sette giorni.
«Benevento sta vivendo giorni di gravissima tensione», denuncia Giuseppe Cimino, Segretario Nazionale del SAPPE. «Dopo la devastante rivolta dei giorni scorsi assistiamo ad una preoccupante escalation di violenze che conferma come il clima all'interno dell'istituto sia estremamente critico. Ancora una volta sono gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria a pagare il prezzo più alto, continuando a garantire ordine e sicurezza con straordinario senso del dovere nonostante condizioni operative sempre più difficili. Non è più tollerabile che chi aggredisce il personale e devasta strutture dello Stato continui a mettere a rischio l'incolumità degli operatori.»
Il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece parla di «una situazione ormai intollerabile».
«Le continue violenze che si registrano nel carcere di Benevento dimostrano che non siamo di fronte ad episodi isolati, ma ad un clima di illegalità che va stroncato con assoluta fermezza. Lo Stato deve riaffermare la propria autorevolezza all'interno delle carceri. Chi aggredisce gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, distrugge beni pubblici e incita altri detenuti alla rivolta deve essere immediatamente allontanato dall'istituto e destinato a circuiti detentivi ad alta sicurezza, rispondendo anche penalmente dei gravissimi danni arrecati.»
Capece rinnova quindi le richieste del SAPPE: «Servono provvedimenti urgenti. Occorre rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria, dotare il personale di strumenti operativi più efficaci, rendere certe e tempestive le sanzioni nei confronti dei detenuti violenti e accelerare i trasferimenti dei soggetti più pericolosi. Non è accettabile che il personale debba affrontare quotidianamente aggressioni, devastazioni e rivolte senza adeguati strumenti di tutela. La sicurezza delle carceri coincide con la sicurezza dello Stato e non può più essere rinviata.»
(Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE)



Inserito da Golfonetwork venerdì 7 agosto 2026 alle 19:05 -

Sicurezza, COISP: Basta slogan generici sui social

Sicurezza, COISP: "Basta slogan generici sui social. Si vantano gli arrivi ma si nascondono trasferimenti e pensionamenti: a Napoli il saldo reale è sotto di 100 unità"

I generici proclami comparsi sui social network da parte di esponenti politici, che sbandierano l'arrivo di nuovi poliziotti a Napoli grazie al Governo Meloni senza però fornire cifre reali, non convincono il sindacato di Polizia COISP. Dietro la retorica della propaganda si cela infatti un saldo ampiamente negativo. Il Segretario Nazionale del COISP e Referente per la Campania e Basilicata, Giuseppe Raimondi, sbugiarda la superficialità delle dichiarazioni della politica mettendo sul tavolo i passaggi chiave della dura nota ufficiale inviata il 31 luglio al Dipartimento della Pubblica Sicurezza: "È fin troppo facile pubblicare post generici sui social per prendersi il merito di presunti rinforzi, guardandosi bene dal fare i conti veri. La politica smetta di sbugiardare se stessa con la propaganda. Proprio il 31 luglio scorso abbiamo dovuto scrivere formalmente al Ministero dell'Interno per denunciare il progressivo e inaccettabile logoramento strutturale degli organici a Napoli. Parliamo di una sofferenza che ha superato da tempo i livelli di guardia e che sta compromettendo l'efficacia stessa del controllo del territorio, gravando sulle spalle di donne e uomini in divisa che operano in condizioni estenuanti. Abbiamo chiesto al Dipartimento un'attenzione speciale e risorse straordinarie per uffici che sono veri e propri presidi di frontiera, come i Commissariati di Pianura, Scampia e Secondigliano, dove la presenza dello Stato è strategica. Dire genericamente oggi che 'arrivano i poliziotti' è un'operazione di pura illusione ottica. Questa non è sicurezza, questa è insicurezza programmata. Chi dice di sostenere questo Governo ha il dovere della verità: i numeri reali dicono che le forze sul territorio stanno diminuendo, non aumentando. Spegnete i social e guardate in faccia la realtà." Alfredo Onorato, Segretario Generale Regionale COISP Campania, evidenzia come il problema sia strutturale in tutta la regione: "I proclami fumosi e privi di cifre servono solo a coprire un'emorragia di personale che riguarda l'intera Campania. Lo stesso identico copione che denunciamo a Napoli si sta ripetendo a Caserta, Salerno, Avellino e Benevento, sia nelle Questure che nei reparti delle Specialità. Non si può spacciare per potenziamento quello che nei fatti è un insufficiente rimpiazzo parziale delle uscite. La sicurezza dei cittadini campani merita serietà e impegni concreti, non slogan da campagna elettorale permanente." Antonio Matrone, Segretario Generale Provinciale COISP Napoli, chiude il quadro mostrando i dati numerici definitivi e matematici che smontano i post dei politici: "I dati completi ed effettivi per la provincia di Napoli - che includono Questura, Reparto Mobile, Prevenzione Crimine, Polfer, Stradale e tutte le altre Specialità - parlano di circa 140 agenti in arrivo. Ma la politica omette due dettagli drammatici. Il primo: da questi 140 vanno immediatamente detratti circa 40 poliziotti che lasceranno Napoli per essere trasferiti, su loro richiesta, in altre province della Campania. Il secondo: i pensionamenti da gennaio a oggi hanno già superato il 60% della quota complessiva prevista, una proiezione che ci porterà a toccare il 100% delle uscite entro dicembre. Parliamo di circa 170 pensionamenti nella sola Questura, che superano tranquillamente quota 200 unendo le Specialità. La matematica non mente: a fronte di un guadagno netto di soli 100 agenti (140 arrivi meno 40 trasferimenti), ne perdiamo oltre 200 per limiti di età. Il saldo finale è in rosso fisso: Napoli perde più di 100 poliziotti rispetto all'organico precedente. I fatti smentiscono categoricamente la propaganda social."
Il COISP annuncia che continuerà a monitorare con estremo rigore i dati reali sui flussi del personale, diffidando la politica dal trasformare le gravi carenze d'organico delle Forze dell'Ordine in passerelle virtuali per raccogliere qualche like.
Napoli 07.08.2026
(Addetto Stampa - dott.ssa Antonella Bufano)



Inserito da Golfonetwork venerdì 7 agosto 2026 alle 18:58 -

Vertenza Trasnova, comunicato Michela Rostan (Lega)

Vertenza Trasnova, Rostan (Lega): “Regione convochi subito un tavolo per il futuro dei lavoratori”

“La vertenza dei lavoratori Transvova non deve cadere nel dimenticatoio. E’ necessario che la Regione Campania convochi un tavolo istituzionale con tutte le parti in causa, il Comune, le organizzazioni sindacali, Stellantis, Trasnova e le aziende potenzialmente interessate alla ricollocazione dei lavoratori”. Lo dichiara la consigliera regionale della Lega Michela Rostan, componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio.
“La cassa integrazione fino al 31 dicembre non può essere considerata la soluzione del problema – spiega Rostan - ma deve rappresentare il tempo necessario per costruire una prospettiva occupazionale concreta e duratura per tutti i lavoratori coinvolti. C’è la necessità di chiarire le disponibilità da parte di aziende interessate ad assorbire una parte significativa delle maestranze, anche attraverso nuovi insediamenti a Pomigliano. È necessario capire a che punto siano questi percorsi e quali siano le condizioni per trasformare quelle disponibilità in assunzioni effettive. La Regione deve farsi parte dirigente per accompagnare la transizione attraverso un cronoprogramma condiviso, programmi industriali strutturati, impegni precisi e percorsi di formazione e riqualificazione che consentano ai lavoratori di affrontare il passaggio”.
“Pomigliano sta attraversando una fase di profonda trasformazione del proprio sistema industriale e l'annunciata produzione delle nuove e-car Stellantis dal 2028 rappresenta un'importante opportunità per il territorio. Ma la transizione industriale deve essere accompagnata da una strategia che tuteli anche le professionalità già presenti nella filiera. Non possiamo aspettare il 31 dicembre per occuparci del futuro di queste famiglie” – conclude la consigliera della Lega.
(Michela Rostan)


Michela Rostan

Inserito da Golfonetwork giovedì 6 agosto 2026 alle 18:09 -

La Campania amplia la rete delle Città dell´Olio

Galluccio, Ottati, Fontegreca e Pietrelcina entrano nella rete nazionale dei territori olivati
Salgono a quota 33 i comuni campani che scelgono di valorizzare il patrimonio olivicolo e l'olio extravergine di oliva di qualità

La Campania rafforza il proprio ruolo tra le grandi regioni olivicole italiane con l'ingresso di Galluccio, Ottati, Fontegreca e Pietrelcina nell'Associazione nazionale Città dell'Olio, raggiungendo quota 33 comuni campani che hanno scelto di valorizzare il patrimonio olivicolo e l'olio extravergine di oliva di qualità. Quattro comuni accomunati da una profonda cultura dell'olivo e dell'olio extravergine di oliva, ma ciascuno con una propria identità storica, paesaggistica e produttiva, che oggi entrano a far parte della rete nazionale dei territori impegnati nella tutela del patrimonio olivicolo, nella promozione delle produzioni di qualità e nello sviluppo del turismo dell'olio.

Galluccio, nel territorio dell'Alto Casertano ai piedi del vulcano spento di Roccamonfina, è conosciuto per i suoi paesaggi rurali, i boschi, i vigneti e gli oliveti che caratterizzano un ambiente di grande pregio naturalistico. L'olivicoltura rappresenta una componente significativa dell'economia agricola locale e contribuisce alla conservazione del paesaggio e delle tradizioni del territorio.

Ottati, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, custodisce una forte vocazione agricola e un patrimonio olivicolo che si intreccia con la biodiversità e la cultura contadina. Gli oliveti che circondano il borgo raccontano una storia fatta di produzioni di qualità, rispetto dell'ambiente e identità locale.

Fontegreca, piccolo borgo del Matese celebre anche per il suo suggestivo centro storico e per il cipresso monumentale, conserva un'antica tradizione olivicola che contribuisce alla tutela del paesaggio collinare. L'olivo rappresenta uno degli elementi distintivi dell'agricoltura locale e un'opportunità di sviluppo sostenibile legata alla valorizzazione delle produzioni tipiche.

Pietrelcina, conosciuta in tutto il mondo come città natale di San Pio, unisce al patrimonio religioso e culturale una consolidata tradizione agricola nella quale l'olivicoltura riveste un ruolo importante. Gli oliveti che caratterizzano il territorio contribuiscono a definire un paesaggio rurale di grande valore, capace di dialogare con i flussi del turismo religioso e con la promozione delle eccellenze agroalimentari.

«L'ingresso di Galluccio, Ottati, Fontegreca e Pietrelcina rappresenta un importante passo avanti per la crescita della nostra rete in Campania – dichiara Michele Sonnessa, Presidente dell'Associazione Città dell'Olio –. Sono territori che raccontano storie diverse ma accomunate da un forte legame con l'olivo, elemento identitario che custodisce paesaggi, cultura, biodiversità e tradizioni. Accogliere questi comuni significa rafforzare il lavoro dell'Associazione nel promuovere un modello di sviluppo fondato sulla qualità dell'olio extravergine, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle comunità locali.»

«Entrare nelle Città dell'Olio rappresenta per Galluccio un'opportunità per dare ancora maggiore visibilità al nostro patrimonio agricolo e paesaggistico – dichiara il Sindaco di Galluccio Franco Lepore – L'olivicoltura è parte integrante della nostra identità e questa adesione ci consentirà di costruire nuove occasioni di promozione del territorio e delle sue eccellenze.»

«Per Ottati questo ingresso è il riconoscimento di una tradizione che affonda le radici nella storia della nostra comunità – afferma Elio Guadagno Sindaco di Ottati – Vogliamo valorizzare il lavoro dei nostri olivicoltori e sviluppare iniziative che mettano in rete ambiente, cultura, produzioni tipiche e turismo sostenibile.»

«Fontegreca entra in un'associazione che condivide i valori della tutela del paesaggio e delle produzioni di qualità – sottolinea il Sindaco di Fontegreca Antonio Montoro – Crediamo che fare rete sia fondamentale per sostenere le aree interne e creare nuove opportunità di crescita economica e culturale attraverso il patrimonio olivicolo.»

«Pietrelcina è conosciuta nel mondo per il suo straordinario patrimonio spirituale, ma desidera far conoscere sempre di più anche la ricchezza della propria tradizione agricola – evidenzia Salvatore Mazzone Sindaco di Pietrelcina – L'adesione alle Città dell'Olio rappresenta uno strumento prezioso per promuovere il nostro olio, sostenere i produttori locali e ampliare l'offerta turistica del territorio.»

«Con questi nuovi ingressi la Campania consolida ulteriormente la propria presenza all'interno dell'Associazione – conclude Renato Josca, Coordinatore regionale delle Città dell'Olio della Campania –. La nostra regione possiede un patrimonio olivicolo straordinario che merita di essere raccontato e valorizzato attraverso progetti condivisi capaci di coinvolgere amministrazioni, produttori, cittadini e operatori turistici. Continueremo a lavorare affinché sempre più territori scelgano di investire nella cultura dell'olio come leva di sviluppo sostenibile e di promozione delle identità locali.»
(Associazione nazionale Città dell'Olio)



Inserito da Golfonetwork giovedì 6 agosto 2026 alle 18:02 -

Riformare l´Esecuzione Penale in Italia

Riformare l'Esecuzione Penale in Italia: Tesaurizzazione della Dirigenza Penitenziaria e rafforzamento della
sinergia con le Istituzioni
(La necessità di un dialogo propositivo tra l'esperienza sul campo operativo dei direttori penitenziari e dell'Esecuzione Penale Esterna, il Legislatore, la magistratura di sorveglianza e le forze vive della Società Civile, per l'effettiva attuazione dell'Articolo 27 della Costituzione
di Enrico Farina
Vice Coordinatore Nazionale Dirigenza Penitenziaria CNDP - FSI-USAE
(Direttore p.t. dell'Ufficio III - Detenuti e Trattamento PRAP Triveneto, già Direttore della Casa Circondariale di Venezia, già Capo Area Pedagogica C.C. Sant'Angelo dei Lombardi, già Giudice Onorario presso la Sezione Minorenni della Corte d'Appello)

In qualità di Vice Coordinatore Nazionale della FSI-USAE Dirigenza Penitenziaria - e condividendo con il nostro Coordinatore Nazionale, Dott. Enrico Sbriglia, una comune visione fondata su una profonda cultura giuridico-penitenziaria - avverto l'esigenza di proporre un contributo tecnico che offra soluzioni concrete alla complessa realtà dell'esecuzione penale. Porto nel dibattito pubblico la voce e l'esperienza di un'organizzazione sindacale che rappresenta i dirigenti chiamati a governare quotidianamente gli istituti di pena e gli uffici dell'esecuzione penale esterna, i quali intendono operare con spirito di servizio al fianco delle Istituzioni tutte per coniugare l'imprescindibile garanzia della sicurezza con il principio costituzionale della rieducazione.
Analizzare lo stato dell'esecuzione penale oggi significa confrontarsi con nodi gestionali complessi e che a lungo sono stati abbandonati.
Il sovraffollamento detentivo che torna a numeri ancor più proibitivi per la tenuta delle strutture e dei già carenti servizi che assicurano, insieme alla obiettiva difficoltà di garantire una spartana sistemazione di fortuna ai detenuti nuovi giunti di fronte ad una popolazione detentiva caratterizzata da bisogni sanitari e trattamentali sempre più articolati, rappresentano solo la punta di un iceberg il cui impatto con la terraferma potrebbe avere conseguenze inimmaginabili. Insieme al Dott. Sbriglia e a tutta la dirigenza del nostro sindacato, riteniamo che l'unica strada che questa Organizzazione Sindacale della dirigenza penitenziaria debba percorrere sia quello di un dialogo leale, rigoroso e costruttivo con il Ministero della Giustizia, il Governo e le Commissioni parlamentari, affinché le criticità di lungo corso possano trovare risposte sistemiche ed efficaci che consentano di migliorare il clima organizzativo attuale, sempre più pericoloso e deprimente, che offre il quadro di un personale che sempre più frequentemente ricerca percorsi ed alternative professionali differenti pur di allontanarsi dal contesto penitenziario e dalle connesse responsabilità operative, la cui gestione non appare più sostenibile.
 
Il valore dell'esperienza tecnica della dirigenza penitenziaria "laica" e la sinergia tra tutte le professionalità
La Dirigenza Penitenziaria rappresenta una risorsa strategica di competenza tecnica a servizio dello Stato. La nostra esperienza sul campo costituisce un patrimonio al quale il Legislatore e i Vertici di Governo possono attingere veritiera conoscenza dei processi amministrativi, per elaborare interventi normativi realistici, applicabili e capaci di bilanciare le esigenze di ordine e sicurezza con l'efficacia dei percorsi di reinserimento. Se da un lato è evidente come la tensione verso il bene fondamentale della sicurezza guidi gli sforzi legislativi, dall'altro occorre garantire che la dimensione trattamentale mantenga quella centralità equilibrata che la norma costituzionale richiede.
In questo percorso, il sindacato CNDP FSI-USAE sottolinea l'esigenza prioritaria di valorizzare in modo armonico ed equo tutte le professionalità che compongono l'Amministrazione. Ciò richiede, da un lato, il superamento delle evidenti sperequazioni di trattamento sussistenti tra le diverse categorie dirigenziali - appartenenti alla Polizia Penitenziaria, alla Dirigenza Penitenziaria e ai ruoli dirigenti delle Funzioni Centrali
- e, dall'altro, impone una piena valorizzazione di tutto il personale del Comparto Funzioni Centrali. Tale personale (comprendente funzionari giuridico-pedagogici, di servizio sociale, mediatori, funzionari contabili, amministrativi e dell'area tecnica) opera istituzionalmente sotto la guida della dirigenza civile, di cui va preservato il ruolo centrale, scongiurando qualsiasi tendenza al ridimensionamento e garantendo il pieno rispetto del quadro normativo vigente. Risulta pertanto auspicabile che anche l'organo politico colga l'importanza di promuovere la pari dignità e la cooperazione integrata tra tutte le componenti amministrative, quale presupposto indispensabile per assicurare un ambiente di lavoro sereno, efficiente e pienamente coerente con i principi dello Stato di Diritto.

Risposte alla fragilità sanitaria e standard di vivibilità
L'evoluzione del sistema penitenziario necessita non di una controriforma, ma di una nuova riforma in tema di risposta socio-sanitaria in quanto quella alla quale si è inteso dare corso è risultata inefficace e inadeguata, determinando una confusione che ha indebolito il diritto alla salute delle persone detenute e messo in pericolo, di riflesso, pure quello degli operatori penitenziari chiamati ad operare in condizioni rischiose, drammatiche, disumanizzanti.
La corretta presa in carico delle sofferenze psichiche e delle dipendenze richiede un consolidamento delle sinergie operative con i Servizi Sanitari Regionali e i SerD ed un corpo di medici e infermieri dedicato, specializzato e ben pagato. Nel mentre, rimane fondamentale potenziare i presidi specialistici intramurari e rafforzare le reti territoriali esterne - a partire dalle comunità terapeutiche che devono caratterizzarsi per la capacità di sapere offrire risposte diverse in relazione alla tipologia di soggetti e di dipendenze. Un conto è affrontare la dipendenza di un detenuto che già viveva ai margini della società, altro quello del professionista e del manager che abusava di sostanze e che per ragioni conseguenti alla dipendenza commetta reati pur gravi, ma che non sono corrispondenti a quelli di chi deve vivere di condotte predatorie per trovare le risorse necessarie all'acquisto delle sostanze. Pensare di offrire le stesse risposte trattamentali è illusorio e fallimentare, né l'istituto di pena può diventare l'unico punto di raccolta per complessi disagi sociali e sanitari. Contestualmente, la Dirigenza Penitenziaria riafferma l'importanza che per davvero si investa in standard abitativi efficienti e funzionali per tutti, contesti dove la vivibilità sia effettiva e non solo ipotizzata o annunciata da piani-carcere che già da subito sembrano scritti sull'acqua. Garantire ambienti idonei rappresenta un fattoreessenziale non solo per il rispetto della dignità dei ristretti, ma anche per assicurare al personale operante contesti di lavoro sicuri, salubri e funzionali e quindi già da tali caratteristiche in grado di fare sicurezza.

Il carcere come hub produttivo: l'alleanza con il mondo del lavoro e la società civile
La visione strategica promossa dal sindacato dei dirigenti penitenziari FSI-USAE mira a rafforzare la funzione del carcere come laboratorio di legalità e hub di inclusione sociale e lavorativa. Abbattere la recidiva costituisce un obiettivo prioritario per la sicurezza dell'intera collettività: ogni persona reinserita con successo nel circuito economico-produttivo rappresenta una garanzia di tutela in più per i cittadini e una risorsa per il Paese, ove tanto non si faccia, continuerà ad essere una spesa a fondo perduto.
Come sindacato rappresentativo della Dirigenza Penitenziaria, riteniamo che l'abbattimento della recidiva rappresenti un investimento strategico sulla sicurezza pubblica. Costruire ponti tra la gestione tecnica degli istituti, il mondo delle imprese e il Terzo Settore significa dare attuazione concreta all'Articolo 27 della Costituzione.

A tal fine, si individuano quattro direttrici programmatiche:
1. Profilazione e mappatura precoce delle competenze (skills mapping) fin dall'ingresso in istituto, per impostare percorsi formativi individualizzati;
2. Alleanza con il sistema imprenditoriale, potenziando le agevolazioni della Legge Smuraglia per promuovere lavorazioni qualificate sia all'interno che all'esterno degli istituti;
3. Co-progettazione con il Terzo Settore e il Volontariato, quali partner qualificati per le iniziative culturali, sociali e per il reinserimento abitativo;
4. Valorizzazione dell'impegno del detenuto e responsabilizzazione dello stesso, premiando la concreta volontà di riscatto ed il fare concreto mostrati dalla persona ristretta.

La Dirigenza Penitenziaria FSI-USAE, pertanto, conferma la propria piena disponibilità a collaborare con il Ministro della Giustizia, on. Carlo Nordio, i Vertici del Dipartimento, l'Esecutivo e le forze parlamentari tutte purché anche la politica comprenda che il mondo della pena esige una visione ed una sensibilità trasversale: Esso è come un grande fiume e necessità di due sponde per non esondare. Mettendo al centro la competenza di chi governa gli istituti, la tutela di tutto il personale e l'apertura fiduciosa alla sanità, alle imprese e alla società civile, continueremo ad offrire il nostro contributo leale ed esigente per un sistema dell'esecuzione penale moderno, sicuro e pienamente conforme alla Costituzione.
(Ufficio Stampa FSI-USAE Dirigenza Penitenziaria Dott. Enrico Farina - Vice Coordinatore Nazionale)



Inserito da Golfonetwork giovedì 6 agosto 2026 alle 17:53 -

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