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Ci sono 3996 News in 400 pagine e voi siete nella pagina numero 8

Gragnano: nuovo episodio di furto ai danni del sistema di videosorveglianza

Negli ultimi giorni si è registrato un nuovo episodio di furto ai danni del sistema di videosorveglianza cittadino, con la sottrazione di alcune telecamere installate sul territorio comunale.
Come già avvenuto in occasione di episodi precedenti, l’Amministrazione comunale ha attivato tutte le iniziative legali previste, affinché vengano accertate le responsabilità e perseguiti gli autori dei reati.
È opportuno chiarire che il sistema di videosorveglianza del Comune di Gragnano è capillare e articolato, composto da quasi 200 telecamere distribuite sull’intero territorio cittadino. Proprio questa estesa rete di controllo consente un monitoraggio costante delle aree urbane e rappresenta uno strumento fondamentale a supporto delle attività di prevenzione e di indagine.
L’Amministrazione comunale continua a operare in stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine e la Prefettura, mentre sono in corso gli accertamenti del caso.
Si sottolinea inoltre che le telecamere precedentemente sottratte sono state già sostituite nelle scorse settimane, grazie all’impegno concreto dell’Amministrazione comunale, che non intende arretrare di fronte ad atti criminosi. Non molliamo: garantire la sicurezza dei cittadini resta una priorità assoluta e un obiettivo quotidiano dell’azione amministrativa.
(Nello D'Auria)


Inserito da Golfonetwork venerdì 19 dicembre 2025 alle 18:13 -

I vincitori del Concorso Enrico Caruso De Curtis di Sorrento

Città di Sorrento
S.C.S. Società Concerti Sorrento
M’Illumino d’inverno XVII edizione
“Caruso - De Curtis Sorrento International Festival Singing Competition”
III edizione: I Vincitori

Il tenore Carlo Celotti si impone nel segno di Caruso
Belle voci e felici scoperte nella III edizione del Concorso in un gala affollato e impreziosito da prestigiose presenze nel Salone degli Specchi del Museo Correale, dopo tre giorni di intenso lavoro per la giuria presieduta dal basso Carlo Lepore
“Lavorio del sogno” alla III edizione del “Caruso - De Curtis Sorrento International Singing Festival Competition”, concorso che celebra le figure del leggendario tenore, Enrico Caruso e del compositore Ernesto De Curtis, artisti consacrati ai quali la Città di Sorrento è doppiamente legata storicamente, sia per il soggiorno del “The Great Voice” nell'ultimo suo mese di vita presso il Grand Hotel Excelsior Vittoria, che per la famosissima Canzone “Torna a Surriento”, opera eterna del versatile e talentuoso musicista napoletano. Dopo tre giorni di intenso lavoro la prestigiosa giuria, insediatasi nei saloni dell’Hotel Excelsior Vittoria, allestita dal direttore artistico del concorso, il pianista Paolo Scibilia e composta da Carlo Lepore basso-bariton, presidente, Massimo Iannone, vocal coach internazionale, Guido D’Onofrio, storico carusiano, Aurora Cogliandro, direttore del Conservatorio Musicale Statale “G.P. da Palestrina” di Cagliari, pianista e musicologa, Roberto Gottipavero, direttore del Conservatorio Musicale Statale “B. Marcello” di Venezia, pianista, direttore e compositore, ci si è spostati nell’incantevole cornice del Salone degli Specchi del Museo Correale, in una Sorrento festosa, nel giorno del Santo Patrono. “Abbiamo lavorato tanto – ha dichiarato il Presidente Carlo Lepore – ascoltato e ri-ascoltato i giovani cantanti per assegnar loro le arie da eseguire in finale e il metro di giudizio è stato improntato nell’intuizione delle prospettive di miglioramento nell’acquisire, attraverso lo studio e il giusto percorso professionistico, quelle caratteristiche uniche per cominciare a calcare palcoscenici prestigiosi. E’ così che si è pensato di assegnare più premi nelle due categorie, quella dedicata alla canzone e quella lirica, quale incoraggiamento a continuare con maggiore entusiasmo e determinazione sulla strada della musica e del canto”. Sala affollata, emozione palpabile tra i finalisti e ospiti prestigiosi tra il pubblico, tra cui il Maestro Ciro Visco, direttore del coro del Teatro dell’Opera di Roma, reduce dal successo del Lohengrin, e di diversi docenti di canto tra cui Irma Irene Tortora, ad ascoltare le nuovi voci, con al pianoforte Luigi Angelo Maresca, sempre pronto ad intuire le diverse esigenze espressive e le sfumature di fraseggio dei concorrenti. Due le sezioni, Lirica e Napoletana, il cui Gran Prix è stato assegnato al tenore Carlo Celotti, il quale ha eseguito due classici legati a filo doppio al nome di Caruso, “Quanno tramonta ‘o sole” di Salvatore Gambardella e “Vesti la giubba”, aria di Canio, nei cui panni anche fotograficamente il grande tenore è nell’immaginario di tutti, una pagina che Leoncavallo ha fermato ancora in movimento, come in un obiettivo fotografico, con le stranezze e durezze della condotta armonica, in cui sta la grottesca, e anche allucinata caricatura di questi esseri comici dal trucco che si disfa. Un Canio credibile, Celotti, restituito con pronuncia aggressiva e scolpita, pronunciato in un crescendo di cupezza, dagli accenti roventi e terribili, sulle tracce di Caruso. La sezione Opera Lirica è stata assegnata al soprano Isidora Moles, la quale si è cimentata con l’aria di sortita di Violetta, “E’ strano…..Follie, Follie”, una parte che pretende dominio dell’intera gamma di suoni, spolvero e una rilassata sicurezza nelle agilità, che sono della protagonista champagne del primo atto, ma sappiamo che il reddere rationem dell’intera Traviata è nel suo secondo. Secondo premio ex-aequo tra due splendide voci, il “vero” basso, il cinese Rao Quiang, corda di raro ascolto, appena ventiduenne, il quale ha consapevolmente schizzato la figura di Banco con l’aria “Come dal ciel precipita”, voce dalla proiezione importante che ritroveremo certamente sui palcoscenici internazionali e Teresa Ranieri, una delle diverse gemme del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno, latrice di una delle arie più toccanti di Suor Angelica di Giacomo Puccini, “Senza mamma”, un’interpretazione appassionata e sobria, senza eccessi, trasformatasi in una intensa supplica. Ancora un elemento del magistero salernitano di canto, lasciata modista sul palcoscenico del teatro Verdi per il Cappello di Paglia di Firenze, di Rota e ritrovata a sorpresa Cio-Cio-San al Caruso, Margherita Rispoli, una Butterfly, il cui filo di voce e della sua misura è giunto fino a noi distinto e singolarmente commosso, nell’aria principe, che segna il precipitare drammaturgico, già presaga di morte, dell’intera opera, “Un bel dì vedremo”, ma che non ha ancora conquistato quella lontananza che strazia, specchio di una grazia né fragile né stupita, caratteristica del personaggio, che le ha regalato il terzo posto ex-aequo con Emanuele Campilongo, il quale ha intonato “Dalla sua pace”, l’aria di Don Ottavio dal Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, colui che con maggior foga proferisce minacce, avvalorate da solenni giuramenti, fidanzato di Donna Anna, che Don Giovanni ha tentato di violentare e alla quale ha ucciso il padre, che resteranno lettera morta, ha trovato  espressione in un canto nobile, morbido e duttile. Nella sezione dedicata alla tradizione canora partenopea, si è affermata la voce di soprano di Valentina dell’Aversana con “Core ‘ngrato”, titolo carusiano, dinanzi a Pasquale Riccio che ha donato alla platea “Canta pe’ mme” un cavallo di battaglia di Giuseppe de Stefano, cantato con grazia e un particolare vibrato, mentre il Grand Prix “Città di Sorrento sulla canzone Torna a Surriento” , è stato assegnato per il secondo anno consecutivo a Giuseppe Ciniglio, il quale ha portato alla competizione la tradizione della posteggia napoletana. Menzioni per il soprano russo Yudina Larisa, la quale ha portato il famoso Inno alla luna Mesícku na nebi hlubokém, dalla Rusalka di Dvoràk, e ancora, per il Nemorino di Paolo Delai con “Quant’è bella, quant’è cara”, ai quali si sono aggiunti Alessia Tortora, soprano leggero e Evelin Mori, unitamente a Chiara Bileci, che ci ha fatto ascoltare l’aria di Tytania dall’opera "A Midsummer Night's Dream" di Benjamin Britten. Festa delle premiazioni con riconoscimenti anche per il critico musicale Olga Chieffi, per la Scuola Media Torquato Tasso, rirtirato dalla Signora Gargiulo per aver ospitato le eliminatorie del concorso, e per il Ristorante "Donna Sofia" – Sorrento per aver elaborato le eccellenze gastronomiche su pietanze preferite da Enrico Caruso, in occasione del pranzo "A tavola con Caruso".
Ha espresso ampia soddisfazione il direttore artistico Paolo Scibilia per la III edizione di questa iniziativa, varata quest’ anno con grandi sforzi, per prestigio artistico, che si inserisce a pieno titolo nei circuiti dei grandi festival e competizioni internazionali, rafforzando l’identità culturale e turistica di Sorrento nel mondo, confermandola come “culla ideale del belcanto”, da quello delle leggendarie sirene a quello della sublime voce di Caruso. Perché se è vero che la bellezza ispira la musica, è altrettanto vero che musica e bellezza da sempre aleggiano e si fondono a Sorrento.
(Società dei Concerti di Sorrento)


Il tenore Carlo Celotti



Inserito da Golfonetwork giovedì 18 dicembre 2025 alle 16:48 -

Ercolano in marcia contro il racket

Ercolano in marcia contro il racket. Buonajuto: "La legalità è una scelta di vita quotidiana. Ricostruire rapporto di fiducia con i cittadini per sconfiggere criminalità”
Questa mattina da Palazzo di Città, lungo Corso Resina, ha preso il via la marcia antiracket promossa dalla FAI Antiracket Ercolano in collaborazione con il Comune di Ercolano. Una passeggiata in cui associazioni, istituzioni e forze dell’ordine hanno incontrato cittadini e commercianti, per rinsaldare il rapporto di reciproca fiducia e lasciare l’adesivo “No al racket”, segno tangibile di una comunità che sceglie di stare dalla parte della legalità e dello Stato. Un’iniziativa partecipata e sentita che testimonia un cambiamento profondo nel rapporto tra cittadini e istituzioni per una città che non ha più paura di esporsi contro ogni forma di intimidazione criminale.
“Ho partecipato a questa marcia perché la legalità non è un proclamo né una funzione, ma una scelta quotidiana di vita – ha dichiarato Ciro Buonajuto – Essere qui oggi, anche da semplice cittadino, significa ribadire che non si smette mai di stare dalla parte giusta. È stato emozionante attraversare la città e incontrare commercianti e cittadini che non abbassano più lo sguardo e che, anzi, aprono le braccia alle istituzioni e alle forze dell’ordine, questo è il segno più evidente che in questi anni a Ercolano si è ricostruita fiducia, si è rafforzata la comunità e si è vinta una battaglia storica contro il pizzo. Ma proprio per questo non dobbiamo mai abbassare la guardia. La criminalità arretra solo davanti a una comunità unita, vigile e presente. Continuerò questa battaglia anche in Regione, perché a Ercolano e in tutta la Campania non c’è spazio per racket, intimidazioni e soprusi. Infine voglio mandare un ringraziamento speciale a Eliana Scarpati, la vedova di Aniello, capo pattuglia della Polizia di Stato tragicamente deceduto in servizio. La sua presenza è per noi segno di speranza e ci da forza per proseguire la battaglia contro la criminalità” ha concluso Ciro Buonajuto, vicepresidente Anci con delega alla legalità e consigliere regionale.
Alla marcia hanno preso parte Dario Caputo, Commissario Prefettizio del Comune di Ercolano; Vittorio Ciccarelli, Segretario Nazionale FAI Antiracket; Pasquale Del Prete, presidente FAI Antiracket Ercolano; Lucio Cerasuolo, presidente dell’associazione FAI Antiracket Edili; Ludovica Carpino, dirigente del Commissariato di Polizia Portici-Ercolano; Gerardo Avolio, Comandante della Tenenza dei Carabinieri di Ercolano; Antonella Esposito, Capitano della Guardia di Finanza Portici-Ercolano; Angelo Labella, Comandante della Capitaneria di Porto di Torre del Greco.
(AM News)



Inserito da Golfonetwork mercoledì 17 dicembre 2025 alle 19:36 -

Addio a Carmine Lo Sapio, Sindaco di Pompei

"La notizia della morte di Carmine Lo Sapio mi addolora profondamente. Oltre a essere un collega stimato e un amministratore appassionato, Carmine era un uomo che amava profondamente la sua terra. Il suo impegno per Pompei resterà una traccia indelebile nella storia della nostra regione. Invio le mie più sentite condoglianze alla famiglia Lo Sapio e ai cittadini di Pompei per questa grave perdita." Queste le parole dell'ex consigliere regionale Gennaro Cinque.

Inserito da Golfonetwork mercoledì 17 dicembre 2025 alle 19:28 -

Turismo a Pompei e nel Vesuviano, operatori a confronto

Turismo a Pompei e nel Vesuviano, operatori a confronto per superare il modello delle visite mordi e fuggi
Incontro a Pompei tra operatori turistici del Vesuviano per costruire una strategia condivisa, fare rete e puntare su permanenze più lunghe, servizi coordinati e nuovi strumenti di gestione dell’offerta
Gli operatori turistici di Pompei e dell’area vesuviana fanno quadrato attorno a una nuova visione strategica e a un modello di sviluppo condiviso del settore. Venerdì sera, 12 dicembre 2025, il ristorante Mercato Pompeiano – La Pescheria, in via Sacra, ha ospitato un incontro dedicato al futuro del turismo nell’area vesuviana, registrando una partecipazione ampia e qualificata di addetti ai lavori e rappresentanti del mondo dell’accoglienza.

L’incontro “Autogrill Pompei” e la partecipazione del territorio
L’appuntamento, nato attorno al titolo provocatorio “Autogrill Pompei”, ha riunito albergatori, gestori di strutture ricettive extra-alberghiere, ristoratori, guide turistiche, agenzie, consorzi e professionisti dell’accoglienza, insieme alle principali associazioni di categoria turistiche del territorio e a rappresentanti di realtà associative culturali.
Alla discussione hanno preso parte non solo soggetti operanti a Pompei, ma anche numerosi operatori provenienti dall’intero comprensorio vesuviano, a conferma di una consapevolezza condivisa: le dinamiche turistiche della città degli Scavi e quelle dei Comuni limitrofi sono strettamente interconnesse e richiedono strategie comuni e una visione territoriale unitaria.

Il paradosso dei grandi flussi e la necessità di fare rete
Al centro del confronto è emerso con forza uno dei principali paradossi del sistema turistico locale: un territorio attraversato da grandi flussi di visitatori, spesso concentrati su escursioni giornaliere e brevi soste legate alla ristorazione, senza una reale permanenza sul territorio.
Dagli interventi è scaturito un quadro articolato, ma segnato da alcuni denominatori comuni. In primo luogo, la necessità di fare rete e di costruire una filiera turistica efficace e inclusiva, capace di valorizzare tutte le componenti dell’offerta, dai beni culturali all’enogastronomia, dall’ospitalità alle esperienze territoriali. È stata inoltre evidenziata l’urgenza di una programmazione coordinata e di una razionalizzazione dei servizi turistici, considerate condizioni essenziali per incentivare soggiorni più lunghi e una fruizione più consapevole dell’area vesuviana.

Dmo, tavolo tecnico e mappa turistica smart
Ampio spazio è stato riservato anche al tema del dialogo con le istituzioni, ritenuto imprescindibile per incidere sulle strategie di sviluppo e sulle politiche pubbliche in materia di turismo. In questo contesto è stata avanzata la possibilità di avviare un percorso finalizzato alla creazione di una Dmo – Destination Management Organization, individuata come strumento operativo per perseguire obiettivi condivisi e coordinare l’offerta territoriale.
L’incontro non si è limitato a una riflessione teorica, ma ha posto le basi per un lavoro concreto. Due i punti principali emersi: la volontà di proseguire con ulteriori riunioni, finalizzate alla costituzione di un tavolo tecnico tra operatori turistici pompeiani e vesuviani, e l’avvio della redazione di un progetto condiviso per la realizzazione di una mappa turistica “smart”, pensata come strumento utile, inclusivo ed efficace per orientare i visitatori e migliorare l’esperienza di fruizione del territorio.
La serata, accompagnata da un cordiale aperitivo e da una degustazione, si è conclusa in un clima di dialogo e partecipazione, confermando l’esistenza di un comparto pronto a collaborare per superare una visione riduttiva di Pompei e costruire nuove prospettive di sviluppo per l’intera area vesuviana a partire dal turismo.





Inserito da Golfonetwork mercoledì 17 dicembre 2025 alle 19:24 -

Pompei: l´Ercole ritrovato della Villa di Civita Giuliana
L'Ercole ritrovato della Villa di Civita Giuliana – La Storia che si ricompone
Un riscatto di legalità contro le attività clandestine, grazie alla collaborazione tra Parco e Procura
Come in un romanzo giallo che vede ricomporsi nel tempo, tra indizi e ipotesi, una vicenda dai contorni criminosi, restituendo verità e dignità alla Storia, così la Villa suburbana di Civita Giuliana a nord di Pompei, si riappropria di un frammento di affresco trafugato anni addietro da uno dei suoi ambienti di culto.
Si tratta del frammento di un affresco raffigurante Ercole bambino nell’atto di strozzare i serpenti, un tempo collocato nello spazio di una lunetta superiore della parete di fondo dell’ambiente - che risultava asportata da tombaroli - e le cui caratteristiche consentono di riconoscerne inequivocabilmente la provenienza da tale contesto.
Il reperto, illecitamente asportato, proveniva da una collezione privata negli Stati Uniti. Nel 2023, nell’ambito di un procedimento penale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, a seguito della collaborazione tra il Comando Tutela Patrimonio Culturale Carabinieri di Roma e le Autorità degli Stati Uniti, è stata disposta l’assegnazione al Parco Archeologico di Pompei.
La vicenda si inserisce nell’ambito di una serie di azioni che il Parco Archeologico di Pompei sta conducendo dal 2017 assieme alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, consistenti in campagne di scavo e indagini giudiziarie presso la Villa romana di Civita Giuliana. Una collaborazione strategica, formalizzata da un protocollo d'intesa rinnovato più volte dal 2019, che ha permesso non solo di riportare alla luce testimonianze storiche di eccezionale importanza, ma anche di contrastare il sistematico saccheggio condotto da anni di attività criminale nell’area e che nel tempo, oltre alla sottrazione di reperti e decorazioni, ha causato la distruzione irreversibile di preziosi dati scientifici.
Nell’ambito di questa collaborazione, gli scavi archeologici condotti nel sito di Civita Giuliana tra il 2023 e il 2024 avevano portato all’individuazione di un ambiente a pianta rettangolare con funzioni rituali, identificato come un possibile sacello o sacrarium. Il sacello presentava un basamento quadrangolare, probabilmente destinato a sostenere una statua, ed era stato quasi completamente spogliato della sua decorazione dai tombaroli, inclusi 12 pannelli figurati e la lunetta affrescata superiore, di cui il frammento recuperato sarebbe pertinente.
La restituzione dell’opera si inserisce, a sua volta, in una più ampia operazione che ha permesso il rientro in Italia di 129 reperti, nell’ambito del Protocollo siglato tra il District Attorney della Contea di New York e il Governo della Repubblica Italiana.
Accertata la provenienza pompeiana dell’affresco, la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ne ha quindi disposto l’assegnazione al Parco Archeologico di Pompei: al momento della restituzione non era però possibile fare alcuna ipotesi sulla sua collocazione originaria.
Grazie a successive indagini approfondite, a cura dei funzionari del Parco in parallelo impegnati nello scavo extraurbano, e al confronto con informazioni acquisite, inclusi i dati emersi da intercettazioni ambientali, è stato possibile identificare con assoluta certezza l’affresco come proveniente dal sacello di Civita Giuliana.
Di fatto l'affresco raffigura Ercole in fasce mentre strozza i serpenti alla presenza di Zeus (simboleggiato dall'aquila sul globo) e Anfitrione: tale episodio non fa parte delle canoniche 12 fatiche, ma ne è un presagio. Poiché le pareti del sacello presentano traccia di altri 12 pannelli figurati, staccati clandestinamente, si può ragionevolmente ipotizzare che il tema dei pannelli staccati fosse costituito dalle dodici fatiche di Ercole: seguendo questa ipotesi, ben si inserisce l’affresco con Ercole bambino che lotta con i serpenti, poiché tale episodio non costituisce una delle fatiche che Ercole compirà in età adulta bensì è un evento che segna la sua nascita ed è la dimostrazione della sua forza prodigiosa. La sua collocazione in alto, all’interno della lunetta, sarebbe dunque prodromica e presagio delle future dodici fatiche.
Sono in corso analisi e indagini sul pannello per chiarire nel dettaglio le geometrie e i punti di connessione con i lacerti di affresco ancora conservati in loco per una futura (auspicata) ricollocazione, all’interno di quel processo di valorizzazione e fruizione del sito archeologico di Civita Giuliana.
Gli ulteriori approfondimenti investigativi proseguiranno per rintracciare gli altri affreschi sottratti dal sacello.
“Un reperto archeologico possiede valore non soltanto per la sua materialità, ma soprattutto per ciò che può raccontare sul passato. – spiega il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - Ogni oggetto rinvenuto in uno scavo è una testimonianza storico-culturale preziosa, perché il suo significato dipende dal contesto in cui è stato trovato. Quando un reperto viene rubato, questo legame con il suo contesto originario si spezza irrimediabilmente. Anche se l’oggetto rimane integro dal punto di vista fisico, perde gran parte del suo valore scientifico. Senza conoscere dove, come e insieme a cosa è stato scoperto, il reperto non può più contribuire alla ricostruzione storica e diventa un semplice oggetto isolato, privato della sua funzione di testimonianza. Per questo rubare un reperto significa sottrarre a tutti noi una parte di conoscenza e cancellare un frammento della storia dell’umanità.”
“Questo ritrovamento – dichiara il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso - è l’ennesimo frutto della collaborazione sinergica tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, rivelatasi uno straordinario strumento non solo per riportare alla luce reperti archeologici di eccezionale importanza, ma anche per interrompere l’azione criminale di soggetti che per anni si sono resi protagonisti di un sistematico saccheggio dell’enorme patrimonio archeologico custodito nella vasta area, ancora in gran parte sepolta, della villa romana di Civita Giuliana, recuperando preziose testimonianze storiche e restituendole alla fruizione della collettività. “
L’affresco sarà esposto da metà gennaio all’Antiquarium di Boscoreale, che già ospita una sala dedicata ai rinvenimenti di Civita Giuliana.
(Parco Archeologico di Pompei)



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Inserito da Golfonetwork martedì 16 dicembre 2025 alle 17:42 -

Gragnano: 22 Dicembre - Il Viaggio della Fiamma Olimpica
Il 22 dicembre la nostra città vivrà un momento che resterà nella storia: il passaggio della Fiamma Olimpica, simbolo universale di pace, fratellanza, rispetto e speranza. Un fuoco che attraversa i popoli, unisce le nazioni e parla il linguaggio universale dell’umanità.
La Fiamma percorrerà le nostre strade partendo da via Castellammare e attraversando via Santa Caterina, via Roma, piazza Aubry, via Tommaso Sorrentino, via Vittorio Veneto, fino a via Starza, dove il convoglio si scioglierà. È prevista una breve sosta davanti al Municipio, cuore istituzionale e simbolico della nostra comunità.
Lungo questo tragitto vogliamo che i tedofori, atleti, attori, cantanti e volti noti di fama internazionale, sentano il calore vero di Gragnano. Non solo quello della Fiamma, ma quello dei cittadini, delle famiglie, delle attività commerciali, delle realtà associative che ogni giorno tengono viva la nostra città.
Per questo mi rivolgo in particolare agli esercizi commerciali: vi chiedo di restare aperti, di accendere le luci, di rendere le vostre vetrine protagoniste di questa giornata straordinaria. Le strade vive, illuminate e animate saranno il segno più concreto di una città che accoglie, che partecipa, che si riconosce in un evento che parla al mondo intero. Addobbate le vetrine con colori, bandiere, messaggi di pace e di speranza: ogni gesto, anche il più semplice, contribuirà a costruire un’immagine forte e indimenticabile di Gragnano.
Un pensiero speciale va a tutte le associazioni del nostro territorio, anima silenziosa ma fondamentale della comunità. Alle associazioni culturali e sociali, a quelle sportive, che più di tutte incarnano lo spirito olimpico fatto di impegno, sacrificio, rispetto delle regole e gioco di squadra. Alle associazioni che si occupano di disabilità, perché questa Fiamma è olimpica ma anche paralimpica, e porta con sé un messaggio potentissimo di inclusione, dignità e pari opportunità. La vostra presenza, il vostro entusiasmo, il vostro contributo daranno a questo evento un significato profondo.
Rivolgo, inoltre, un invito alle scuole e alle parrocchie, luoghi di comunità e di dialogo, perché possano alimentare questo momento con il loro contributo e il loro messaggio. Saranno i ragazzi, più di tutti, a ricordarci che la Fiamma Olimpica guarda al futuro.
Chiedo a tutti, di vestire balconi, finestre e strade con ciò che rappresenta i valori più alti: le bandiere della pace, la bandiera italiana, le bandiere di tutte le nazioni, perché lo sport unisce. Esponete nastri colorati, drappi, luci, simboli, pensieri scritti a mano, tutto ciò che la vostra fantasia e la vostra sensibilità sapranno creare sarà parte di un racconto collettivo. E durante il transito, scendiamo in strada, accompagniamo i tedofori, camminiamo con loro.
Facciamo in modo che, al suo passaggio, la Fiamma Olimpica trovi una città che parla di accoglienza, di inclusione, di convivenza. Una città che crede nel dialogo e nel rispetto, una città aperta al mondo e fiera delle proprie radici.
Mostriamo a chi ci guarda che Gragnano è una comunità viva, generosa, orgogliosa della propria identità e capace di abbracciare ogni cultura.
Sono certo che, come sempre, saprete accogliere questa sfida con entusiasmo e partecipazione, dimostrando ancora una volta che Gragnano è un grande paese.
(Nello D'Auria)




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Inserito da Golfonetwork martedì 16 dicembre 2025 alle 17:31 -

Gragnano: La notte degli antichi sapori
19, 20 e 21 dicembre 2025 – Piazza Aubry
La città della pasta si prepara a trasformare Piazza Aubry in un grande palcoscenico a cielo aperto dove la tradizione enogastronomica incontra l’arte e lo spettacolo. Dal 19 al 21 dicembre 2025 andrà in scena La notte degli antichi sapori, evento del progetto La Dispensa dei Monti Lattari, cofinanziato dalla Regione Campania nell’ambito del programma Campania Divina. La manifestazione mira a valorizzare l'identità culturale e produttiva locale attraverso un ricco calendario di appuntamenti che animeranno il centro cittadino dalle ore 18:00 alle 22:30.
Cuore pulsante della kermesse sarà il vero e proprio teatro enogastronomico allestito per l'occasione, dove i visitatori potranno intraprendere un viaggio sensoriale tra i sapori autentici del territorio. Hanno risposto con entusiasmo alla manifestazione d'interesse del Comune numerose attività storiche e produttive che proporranno le loro specialità.
Il programma artistico si aprirà venerdì 19 dicembre alle ore 18:00 con un momento di alto valore culturale all’interno della chiesa del Corpus Domini, che ospiterà il concerto dell'orchestra del Liceo Severi diretta dal Maestro Alfredo Intagliato, direzione del coro di Chiara Albano, Romina Casucci, Michela Guidone. La serata proseguirà tra le strade con le performance del teatro itinerante della Compagnia Cat e culminerà alle ore 20:00 con le sonorità world e popolari del gruppo Uanema.
Sabato 20 dicembre la manifestazione regalerà al pubblico un’atmosfera suggestiva grazie alla Compagnia Circus e allo spettacolo del fuoco intitolato I Guardiani del Sacro Assedio. Venti artisti si esibiranno sul sagrato del Corpus Domini in due repliche, previste alle ore 19:00 e alle 20:15, entrambe impreziosite da un finale pirotecnico che illuminerà la notte di Gragnano, accompagnato come sempre dalle incursioni del teatro itinerante.
La giornata conclusiva di domenica 21 dicembre offrirà un’esperienza immersiva sin dal mattino. È infatti previsto un doppio appuntamento su prenotazione: alle ore 10:00 la Wine Experience presso l'Azienda Sicignano e alle 11:30 una visita guidata al Corpus Domini a cura di Mariaconsiglia Stile e Carmen Saggese.
Nel pomeriggio, l'atmosfera natalizia entrerà nel vivo alle ore 18:00 sul sagrato della chiesa con il concerto di voci bianche "Il Manicoro", diretto dalla Maestra Luciana Mazzone con l'accompagnamento pianistico di Marcella Manna. Dopo la presentazione del libro di don Roberto presso la Chiesa del Carmine alle 18:30, la rassegna si chiuderà solennemente alle ore 20:00 con l'energia del coro gospel americano Gospel Voices Family, composto da otto elementi vocali e tre musicisti.
Per tutta la durata dell'evento sarà attivo un Info Point in piazza Mercato. Per partecipare alle esperienze mattutine della domenica è necessario prenotarsi contattando il numero dedicato 366 113 1256. L'iniziativa rappresenta una sinergia tra i comuni di Gragnano, Castellammare di Stabia, Lettere, Vico Equense, Casola di Napoli, Santa Maria la Carità, Sant'Antonio Abate e Pimonte, uniti per promuovere le ricchezze della Dispensa dei Monti Lattari.
“La Notte degli Antichi Sapori è molto più di un evento. - ha detto il sindaco di Gragnano Nello D’Auria - È la sintesi concreta di un lavoro di rete che come Comune capofila de La Dispensa dei Monti Lattari stiamo portando avanti con convinzione, visione e responsabilità istituzionale. Gragnano si conferma ancora una volta luogo di incontro tra cultura, identità, territorio e comunità.
Ringrazio le attività produttive, le associazioni, gli artisti, le scuole, le comunità parrocchiali e tutti coloro che, con passione e competenza, contribuiscono a rendere possibile questa manifestazione. Credere nelle radici significa creare futuro, rafforzare l’identità locale e offrire nuove opportunità di sviluppo sostenibile”.
(La Dispensa dei Monti Lattari)



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Inserito da Golfonetwork martedì 16 dicembre 2025 alle 12:51 -

Anas, Avviato il piano neve 2025-2026: in campo 2.800 persone e 2.200 mezzi

• L’AD Claudio Andrea Gemme: “Previsto un presidio H24 per garantire interventi immediati in caso di maltempo o precipitazioni nevose e assicurare accessibilità e sicurezza agli automobilisti”
• Per la stagione invernale 2025/2026 Anas ha individuato lungo la propria rete circa 8.000 km ad alta rischiosità neve, 7.600 km a media rischiosità, 11.900 km a bassa rischiosità
• Prima di mettersi in viaggio controllare lo stato di efficienza del veicolo e informarsi sulle condizioni meteo attese

Roma, 16 dicembre 2025
Anas, società del Gruppo FS, come ogni anno in questo periodo sta per avviare il Piano Neve, insieme alle Forze dell’Ordine, per fronteggiare le emergenze meteo e garantire la sicurezza e la transitabilità di tutta la propria rete stradale e autostradale. Il piano prevede una serie di azioni necessarie per prevenire e affrontare le criticità stradali in condizioni metereologiche avverse.

Per la stagione invernale 2025/2026 Anas ha individuato lungo la propria rete circa:

• 8.000 km ad alta rischiosità neve
• 7.600 km a media rischiosità
• 11.900 km a bassa rischiosità

Tra le misure previste l’obbligo per i veicoli a motore di essere muniti di pneumatici invernali o catene a bordo a partire dal 15 novembre fino al 15 aprile 2026 e la prescrizione, attraverso ordinanze, di limitazioni al traffico in caso di meteo avverso. Per garantire la sicurezza degli autisti dei mezzi pesanti Anas ha individuato 496 aree di stazionamento nelle aree a rischio neve.
In Valle D’Aosta l’obbligo di catene a bordo o pneumatici invernali è già in vigore dal 15 ottobre 2025.
Il provvedimento, emanato in base alle norme del Codice della Strada, è segnalato mediante apposita segnaletica verticale.
Durante il periodo di validità, i ciclomotori e i motocicli potranno circolare solo in assenza di neve o ghiaccio sulla strada e di precipitazioni nevose in corso.
“Per i prossimi mesi – ha spiegato l’Amministratore Delegato di Anas Claudio Andrea Gemme – il nostro presidio H24 ci consente interventi immediati in caso di maltempo e precipitazioni nevose così come l’accessibilità e la sicurezza degli automobilisti. Anas, inoltre, sta pianificando gli interventi di spargimento sale, per contrastare la formazione di gelo sul manto stradale, e di sgombero neve dal piano viabile. Risultati possibili grazie all’impiego di oltre 2.800 persone e 2.200 mezzi spargisale e spazzaneve con oltre 80 turbine per fresare la neve al servizio del territorio. Il nostro impegno sarà totale”.
Anas coglie l’occasione per richiamare l’attenzione di tutti coloro che si metteranno in viaggio nei prossimi mesi. Gli utenti prima di mettersi alla guida devono controllare lo stato di efficienza del veicolo e degli pneumatici; informarsi sulle condizioni meteo attese; aggiornarsi sulle condizioni del traffico e fare attenzione ai contenuti dei pannelli a messaggio variabile.
Per la sicurezza dei viaggiatori tutte le informazioni relative alle condizioni meteo e di viabilità, insieme all’indicazione di interruzioni e itinerari alternativi, saranno veicolate attraverso i canali istituzionali e social di Anas.
Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri.
(Anas)




Inserito da Golfonetwork martedì 16 dicembre 2025 alle 12:23 -

Giubileo dei detenuti - Sappe: Riformare il sistema

Giubileo dei detenuti - Sappe: "Riformare il sistema dopo le sollecitazioni di Papa Leone XIV"
“I richiami del Santo Padre Leone XIV rispetto alla grave situazione penitenziaria devono farci riflettere tutti. Ma non credo che aprire le porte delle celle e far uscire i detenuti sia la soluzione del problema. Serve invece la certezza della pena perché la verità è che la situazione penitenziaria resta allarmante e per avere un carcere sempre più sicuro occorrerà pensare ad un insieme di misure e strategie che rendano la vita dei detenuti sicura, quella degli Agenti meno problematica e quella della macchina meno complessa e più efficace”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, commentando le parole del Pontefice Papa Leone XIV nella messa del Giubileo dei detenuti.
Capece sottolinea che è fondamentale che la Polizia Penitenziaria venga tenuta al centro di ogni riforma strutturale nell’interesse dello stesso sistema penitenziario, che è incentrato sullo sviluppo degli elementi del trattamento, sulla sua individualizzazione, sul rispetto della dignità e dei diritti fondamentali nell’esecuzione penale: “Sono inaccettabili anche le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria, impegnato “H24” nelle sezioni detentive e i cui appartenenti sono sempre più vittime di aggressioni e atti violenti dalla parte minoritaria della popolazione detenuta più refrattaria a rispettare l’ordine e la sicurezza anche durante la carcerazione. Ma nei nostri istituti di pena, anche per minori, si può e si deve “potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine”, come ci ha anche ricordato recentemente il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo”. Il leader del SAPPE conclude evidenziando che “i peculiari compiti istituzionali del Corpo di Polizia Penitenziaria sono richiamati nel motto del nostro Stemma araldico: "Despondere spem munus nostrum" (garantire la speranza è il nostro compito), iscritto nella lista d'oro alla base dello stemma. Proprio garantire la speranza è un nostro dovere istituzionale, che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio, nelle carceri per adulti e minori della Nazione, con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato”.
(Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE)



Inserito da Golfonetwork lunedì 15 dicembre 2025 alle 11:44 -

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