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Napoli: 25/1 Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria

Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria,  domenica il villaggio della salute
In piazza del Plebiscito la fattoria didattica, dimostrazioni pratiche, giochi dedicati ai più piccoli
domenica 25 gennaio si tiene, per la prima volta, la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, istituita il 1° aprile dello scorso anno per valorizzare il ruolo strategico della medicina veterinaria nella tutela della salute pubblica secondo l’approccio integrato One Health, fondato sull’interconnessione inscindibile tra salute umana, animale e ambientale.
La Regione Campania, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali – Università Federico II, con il patrocinio del Comune di Napoli e il supporto della Protezione Civile della Regione Campania, ha promosso una giornata dedicata alla salute degli animali come presidio di salute pubblica. Il programma prevede, presso la sala dei Baroni del Maschio Angioino (dalle 9.30 alle 13.30), un convegno sul tema "La forza della diversità per una salute unica" e contemporaneamente, dalle 10 alle 17, in piazza del Plebiscito laboratori didattici, dimostrazioni pratiche, stand dedicati alla prevenzione.
2.500 metri quadri dedicati alla prevenzione: il villaggio, allestito dalla Protezione Civile della Regione Campania, ospiterà 16 gazebo, oltre ad un'area kids e ad una clinica mobile. Un’attenzione particolare è riservata ai più piccoli, con percorsi educativi pensati per imparare divertendosi, tra cui la Fattoria Didattica Zooantropologica, un'esperienza immersiva per avvicinare i bambini al mondo rurale e animale, con il laboratorio dei mangimi, a quello delle ap, a quello delle uova e dei selvatici. Ci sarà spazio anche per dimostrazioni di falconeria, per il "Gioco dell'Oca Alimentare", per il Teatrino scientifico dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e per le osservazioni al microscopio.
"Sarà l'occasione per fare prevenzione a 360 gradi", ha detto l'assessore regionale Fiorella Zabatta che ha, tra le altre, le deleghe alla tutela degli animali, biodiversità e protezione civile. "Dobbiamo puntare a diffondere la cultura della prevenzione in ogni ambito: l'istituzione della giornata nazionale rappresenta un passaggio importante da questo punto di vista poiché, in coerenza con l'approccio One healt, la prevenzione veterinaria viene vista come presidio fondamentale di sicurezza sanitaria e tutela delle comunità. Ed è proprio in questa logica che abbiamo pensato di aggiungere anche gli InfoPoint della protezione civile dedicati ai rischi legati ai fenomeni naturali che possono interessare il territorio e, anche, allo specifico tema dei Campi Flegrei, ossia al fenomeno del bradisismo e al rischio vulcanico che interessano la caldera".
Il villaggio dedicato alla Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria così come l'approfondimento scientifico che si tiene al Maschio Angioino sono aperti a tutti e l'ingresso è libero. I visitatori potranno incontrare professionisti del settore, ricevere informazioni su prevenzione e benessere animale, conoscere da vicino il ruolo del medico veterinario nella sanità pubblica e comprendere come la prevenzione rappresenti un investimento fondamentale per la salute collettiva.

Inserito da Golfonetwork sabato 24 gennaio 2026 alle 17:07 -

Strage del Faito, Gennaro Cinque: Sconcertante l´ipotesi di errori nel 1952

Strage del Faito, Gennaro Cinque: "Sconcertante l'ipotesi di errori nel 1952. La verità è nelle responsabilità di chi doveva gestire oggi"
Vico Equense - “Leggere che l’inchiesta sulla tragedia dello scorso 17 aprile si starebbe allargando addirittura alla progettazione del 1952 mi lascia profondamente perplesso e, lo dico chiaramente, preoccupato.” Esordisce così Gennaro Cinque, già consigliere regionale e da sempre attento alle sorti del Monte Faito, commentando gli ultimi sviluppi giudiziari che vedono ora 25 indagati per il disastro costato la vita a quattro persone.
“Cercare risposte in un’epoca lontana oltre settant'anni rischia di apparire come un tentativo di diluire le responsabilità di chi, ai giorni nostri, aveva il dovere di garantire la sicurezza di migliaia di cittadini e turisti,” incalza Cinque. “La Funivia del Faito è stata l’anima del nostro territorio per decenni. Se davvero esistevano vulnerabilità strutturali storiche, com’è possibile che i collaudi degli ultimi anni, i lavori di ammodernamento e le ispezioni recenti – l’ultima appena sette giorni prima del disastro – non abbiano rilevato nulla?” Per l'ex consigliere, il focus deve restare sulla catena di comando attuale e sulle decisioni prese in quel tragico Giovedì Santo: “Dobbiamo delle risposte alle famiglie di Carmine Parlato, di Janan Suliman e dei coniugi Winn. Non si può morire per una gita fuori porta. I cittadini devono sapere perché quel giorno, con condizioni meteo avverse e dopo una riapertura stagionale lampo, la cabina era in funzione. Ed è fondamentale chiarire perché i sistemi di emergenza non hanno funzionato.” Cinque punta il dito anche sulla gestione della holding regionale: “L’EAV e i suoi vertici devono chiarire non solo le procedure di manutenzione, ma anche la qualità del monitoraggio tecnico svolto. Scomodare i progettisti del 1952 non deve diventare un paravento per giustificare eventuali negligenze recenti. Il Faito è una risorsa che amiamo, ma la sicurezza non può essere un optional o una variabile dipendente dal caso.” “Continuerò a seguire questa vicenda con il massimo rigore,” conclude Cinque. “La magistratura faccia il suo corso, ma si faccia in fretta. Il territorio non può accettare che una strage di questo tipo resti senza colpevoli certi. La verità è dovuta alle vittime e a una montagna che non può restare macchiata per sempre dall'ombra dell'incuria.”
(Gennaro Cinque)

Inserito da Golfonetwork sabato 24 gennaio 2026 alle 17:01 -

Minacce a Luca Abete, Solidarietà dal Sindacato di Polizia Coisp

Il Coisp della Campania esprime solidarietà a Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia. Fra le sue numerose inchieste a tutela della legalità vi è anche un servizio mirato ad affrontare  il tema della diffusione, soprattutto tra i minori, di contenuti musicali che esaltano criminalità, violenza e disprezzo per le regole e che arrivano di fatto ad educare i bambini all'odio verso la polizia, facendogli persino cantare testi apertamente ostili alle Forze dell'Ordine. Fra i tanti figura Gaetano Cordaro, autore di una canzone con contenuti esplicitamente contro la polizia. Ed è proprio a seguito delle riprese di tale servizio che Luca Abete avrebbe ricevuto numerosi messaggi di insulti e minacce da parte di soggetti riconducibili, pare,  alla fanbase del cantante, a conferma del clima di odio e delegittimazione che certi messaggi alimentano. "Esprimo vicinanza a Luca Abete per quanto ha subito, invitandolo a denunciare all'Autorità Giudiziaria gli autori di queste minacce. Purtroppo viviamo in un contesto sociale dove il poliziotto viene visto come il nemico da bersagliare e distruggere"- queste le dichiarazioni di Alfredo Onorato, Segretario Generale del Sindacato di Polizia Coisp campano. Dello stesso tenore le parole di Giuseppe Raimondi, Segretario Nazionale referente del Coisp per la Campania e Basilicata il quale così commenta: "Purtroppo Cordaro non è l'unico ad inneggiare alla violenza contro le Forze dell'Ordine, ci sono anche cantanti ancor più noti che cantano di droga, di ribellione e che paradossalmente fanno passare certe cose ed atteggiamenti per leciti demonizzando i poliziotti come il nemico da combattere e non come coloro che  tutelano la collettività. Esprimo quindi  piena vicinanza all'inviato di Striscia la Notizia Luca Abete, esortandolo a continuare nelle sue battaglie a favore della legalità."
Napoli, lì 22 gennaio 2026
(Antonella Bufano)



Inserito da Golfonetwork giovedì 22 gennaio 2026 alle 20:12 -

Campania, Fico presenta la Giunta. Buonajuto: Contano i risultati
Regione Campania, Fico presenta la Giunta. Buonajuto (Casa Riformista): “Contano i risultati e non le poltrone. Investire in Sanità, trasporti e territori per contrastare fuga giovani”
Nel corso del suo intervento in Consiglio regionale, in occasione della presentazione della nuova Giunta della Regione Campania guidata dal presidente Roberto Fico, il capogruppo in Regione per Casa Riformista – Noi di Centro, Ciro Buonajuto, ha ribadito con chiarezza il senso del ruolo che la maggioranza è chiamata a svolgere in questa fase delicata per il territorio.
“La Regione ha oggi una Giunta con competenze e responsabilità ben definite. Se questo assetto sarà messo realmente al servizio dei cittadini – ha dichiarato Buonajuto – sono certo che si potranno raggiungere risultati importanti, in particolare su due temi cruciali come la sanità e i trasporti”.
Buonajuto ha quindi assicurato un sostegno leale al programma del presidente Fico, sottolineando però che tale sostegno sarà accompagnato da un atteggiamento rigoroso nella verifica degli obiettivi e dei risultati raggiunti. “La politica non è fatta per occupare posti o alimentare dinamiche interne, ma per dare risposte concrete. Ai cittadini della Campania non interessa chi presiederà una Commissione consiliare, interessano servizi sanitari efficienti, trasporti funzionanti, il risanamento della Terra dei Fuochi, il contrasto allo spopolamento delle aree interne. Su questi temi – ha concluso – metteremo tutto il nostro impegno, perché è da qui che passa la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini. Ma soprattutto da qui passa il futuro della nostra Regione perché investire su questi ambiti significa contrastare attivamente la fuga dei giovani dal Meridione”.
(Ufficio Stampa Stefano Gattordo)

Inserito da Golfonetwork giovedì 22 gennaio 2026 alle 10:28 -

Balneari, Gennaro Cinque sposa la linea Salvini

Balneari, Gennaro Cinque sposa la linea Salvini: "Indennizzi e tutela del lavoro, basta espropri di Stato".
Vico Equense - La battaglia per la difesa delle coste italiane e delle imprese balneari segna un punto di svolta, e dalla Campania arriva il pieno sostegno di Gennaro Cinque alle recenti dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Al centro del dibattito, la riforma del Codice della Navigazione e il superamento dell’ormai anacronistico articolo 49, che prevede l’incameramento gratuito allo Stato delle opere non amovibili alla scadenza delle concessioni. Gennaro Cinque, da sempre attento alle dinamiche del demanio marittimo e alla tutela del comparto turistico-ricettivo, ha accolto con favore l’annuncio del decreto indennizzi. "Concordo pienamente con la linea del Ministro Salvini," ha dichiarato Cinque. "Non si può pensare di azzerare decenni di sacrifici, investimenti e professionalità con un colpo di spugna burocratico. L’idea che lo Stato possa 'incamerare' gratuitamente ciò che le famiglie hanno costruito con il proprio lavoro è un’ingiustizia che frena lo sviluppo della nostra economia costiera". Il cuore della questione resta il braccio di ferro con l’Europa sulla Direttiva Bolkestein. Per Cinque, la difesa dell’identità balneare italiana non è una semplice questione di aste, ma di dignità imprenditoriale. "Le nostre spiagge sono un'eccellenza globale grazie a chi le gestisce da generazioni. Seguire ciecamente i diktat europei senza riconoscere il valore degli investimenti effettuati significherebbe svendere il nostro territorio". La proposta del Ministero di introdurre un indennizzo economico per i concessionari uscenti, basato sul valore reale dell'impresa e degli investimenti non ammortizzati, trova in Gennaro Cinque un convinto sostenitore. "È una questione di buonsenso e serenità," prosegue Cinque. "Dobbiamo dare certezze a un settore che in Campania, e in particolare in Penisola Sorrentina e nelle zone costiere, rappresenta il motore del PIL. Proteggere i bagnini e i gestori italiani significa proteggere la nostra storia e il nostro futuro turistico". Con la definizione del decreto indennizzi attesa a breve in Consiglio dei Ministri, Cinque ribadisce l'importanza di un fronte comune tra Regioni e Governo: "Continueremo a vigilare affinché le nuove norme garantiscano trasparenza, ma anche il giusto riconoscimento per chi ha reso le nostre spiagge un modello ammirato in tutto il mondo. La strada tracciata dal Ministro Salvini è quella giusta: meno burocrazia europea, più tutela per il lavoro italiano".
(Gennaro Cinque)

Inserito da Golfonetwork mercoledì 21 gennaio 2026 alle 16:38 -

Agerola cresce in controtendenza: dati demografici positivi

Agerola cresce in controtendenza: dati demografici positivi e investimenti per il futuro.
Agerola (Na) si conferma un caso virtuoso nel panorama nazionale, distinguendosi per una dinamica demografica positiva che va in netta controtendenza rispetto al quadro italiano, segnato da un calo strutturale delle nascite e da una progressiva perdita di popolazione. I dati più recenti restituiscono l’immagine di una comunità viva, radicata e capace di guardare al futuro con fiducia.
Negli ultimi cinque anni la popolazione è cresciuta di 156 unità, con una significativa accelerazione nell’ultimo anno (+61). Un andamento tutt’altro che scontato, soprattutto se rapportato alla crisi demografica che interessa anche i centri medi e i territori a vocazione turistica. Positivo anche il dato relativo alla natalità, che nel 2025 registra 8,3 nati ogni 1.000 abitanti, ben al di sopra della media nazionale ferma a 6,3.
Un quadro che trova riscontro anche negli investimenti messi in campo dall’Amministrazione comunale sul patrimonio scolastico e sui servizi per l’infanzia, con la realizzazione del primo asilo nido, di un Polo dell’Infanzia e di una nuova scuola primaria.
«I dati demografici di Agerola raccontano una storia che va in netta controtendenza rispetto al quadro nazionale, ma soprattutto svelano una verità più profonda: qui la demografia non è solo statistica, è espressione di una comunità viva», ha dichiarato il sindaco di Agerola, Tommaso Naclerio.
«Mentre l’Italia attraversa una fase di contrazione demografica strutturale, segnata da un calo continuo delle nascite e da un senso diffuso di precarietà sociale e simbolica, Agerola cresce. Cresce in modo costante: +156 abitanti in cinque anni, con un’accelerazione significativa nell’ultimo anno (+61). In un Paese che perde popolazione anche nei centri medi o nei luoghi a vocazione turistica, questo dato è tutt’altro che neutro: indica radicamento, fiducia, scelta di restare o di tornare.
Ancora più eloquente è il tasso di natalità. Gli 8,3 nati ogni 1.000 abitanti del 2025 non sono solo un valore numerico superiore alla media nazionale (ferma a 6,3 e in ulteriore calo), ma il segnale di una comunità che continua a generare futuro per le nuove generazioni, come dimostrano gli storici investimenti in corso sul patrimonio scolastico: nasceranno il primo asilo nido, un Polo dell'Infanzia e una nuova scuola primaria.
In un contesto italiano in cui la natalità si contrae per paura del domani, per isolamento sociale e per fragilità economica, Agerola sembra opporre una diversa visione del tempo: qui il futuro non è percepito come una minaccia, ma come una possibilità», ha aggiunto il sindaco.
«Da un punto di vista sociologico, questo accade raramente per caso. La crescita demografica è spesso il riflesso di un equilibrio virtuoso tra qualità della vita, reti familiari, identità territoriale e senso di appartenenza. Agerola non è solo un luogo in cui si vive: è un luogo che accoglie, che protegge, che mantiene un rapporto armonico tra natura e comunità. La bellezza del paesaggio, potente e gentile al tempo stesso, sospesa tra i Monti Lattari e il mare della Costiera Amalfitana, non è un semplice sfondo estetico, ma una struttura sociale: educa alla lentezza, rafforza i legami, restituisce senso al quotidiano.
In un’Italia che si svuota, Agerola resiste. E resistendo, indica una strada: quella dei territori che non inseguono modelli estranei, ma valorizzano la propria misura umana. Qui i numeri non parlano di emergenza, ma di equilibrio; non di declino, ma di continuità. Sono dati che raccontano una comunità che, con discrezione e forza, continua a scegliere la vita», ha concluso Tommaso Naclerio, sindaco di Agerola.
(Arianna Nastro)

Inserito da Golfonetwork mercoledì 21 gennaio 2026 alle 16:36 -

Campania, Rostan (Lega): «Maggioranza Fico già presenta criticità»

“La presentazione della nuova Giunta regionale è avvenuta a due mesi esatti dalle elezioni. Un dato che, da solo, racconta le difficoltà incontrate dal presidente Fico e dalla maggioranza che lo sostiene nel trovare una sintesi politica. Un ritardo ancora più evidente se confrontato con altre realtà, come il Veneto, dove l’operatività istituzionale è stata garantita immediatamente dopo il voto. Questo rallentamento pesa sulla vita quotidiana delle persone, perché ogni giorno perso si traduce in ritardi su sanità, trasporti, politiche sociali, lavoro e tutela dell’ambiente. Una Giunta che, peraltro, presenta diverse criticità ancor prima di iniziare il proprio lavoro. In primo luogo il tema delle incompatibilità che riguardano alcuni suoi componenti, questioni che come opposizione abbiamo sollevato in modo chiaro e responsabile. È indispensabile che ogni assessore chiarisca la propria posizione con la massima trasparenza e nel pieno rispetto delle normative. Come Consiglio regionale, e anche nel mio ruolo all’interno dell’Ufficio di Presidenza, vigileremo con attenzione affinché tutte le situazioni potenzialmente incompatibili vengano verificate con rigore e risolte nei tempi previsti. Le istituzioni devono essere credibili: il rispetto delle regole non è un formalismo, ma una garanzia concreta per i cittadini. Come opposizione saremo responsabili ma determinati: vigileremo, avanzeremo proposte e incalzeremo la maggioranza affinché questa legislatura non parta all’insegna dell’immobilismo, ma del lavoro serio e concreto nell’interesse della Campania e dei suoi territori”. Lo ha dichiarato la consigliera regionale della Lega, Michela Rostan, componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, nel corso della seduta consiliare dove è stata presentata la nuova giunta della Regione Campania.
(Michela Rostan)

Inserito da Golfonetwork mercoledì 21 gennaio 2026 alle 16:17 -

Riforma Calderoli, la montagna reagisce: in Campania sindaci sulle barricate

Roma, 20/01/2026 – La Conferenza Stato-Regioni non ha ancora raggiunto un’intesa sui nuovi criteri per la classificazione dei Comuni montani, rinviando ancora una volta il confronto su una riforma che resta fortemente divisiva. La legge 131/2025, che introduce parametri esclusivamente altimetrici, è al centro di un serrato confronto istituzionale. I criteri previsti fissano soglie rigide basate solo su pendenza e altimetria. Regole che non tengono conto della marginalità socio-economica, della carenza dei servizi e dell’isolamento territoriale che caratterizzano molte aree interne.
In questo quadro, la Campania risulta tra le regioni più penalizzate: i Comuni montani scenderebbero da 298 a 173, con 125 enti esclusi, seconda solo alla Sardegna per numero di declassamenti. La maggior parte dei Comuni interessati si concentra nel Salernitano, ma l’impatto riguarda anche le aree di Avellino, Benevento e Caserta. Il quadro socio-economico è particolarmente allarmante: il 93% dei Comuni campani declassati ha un reddito pro capite inferiore alla media nazionale e nel 50% dei casi i residenti vivono in condizioni di vulnerabilità molto alta (9 e 10 decile), secondo l’ultimo Rapporto ISTAT sulla fragilità dei Comuni italiani. Emergono inoltre evidenti contraddizioni sul piano orografico, con Comuni come Sicignano degli Alburni, Postiglione e Pannarano, tutti oltre i 1.500 metri di quota, destinati a perdere la qualifica di montani.
La posta in gioco è rilevante anche sul piano finanziario. Dalla classificazione dipende, infatti, l’accesso a risorse, fondi, agevolazioni e politiche mirate per le zone montane.
A lanciare l’allarme sono proprio gli amministratori locali.
«L’esclusione di Conca della Campania dall’elenco dei Comuni montani ha conseguenze profonde sulle politiche locali, sui fondi e sulle misure contro lo spopolamento» afferma il sindaco David Lucio Simone. «Le aree montane dovrebbero essere sostenute, non penalizzate da una riforma basata solo su criteri altimetrici. È necessario considerare anche i dati socio-economici, perché oggi la gestione pubblica in queste zone si regge spesso solo sulla capacità dei sindaci locali».
Dall’Irpinia arriva la presa di posizione del Sindaco di Monteverde, Antonio Vella, tra i primi a segnalare le distorsioni del nuovo impianto: «Il nuovo Dpcm sui Comuni montani, così come formulato, rischia di produrre effetti penalizzanti per le aree interne e appenniniche, perché fonda la classificazione su criteri che non sempre intercettano i bisogni reali delle persone, il grado di isolamento e di accessibilità ai servizi. Monteverde è stato tra i primi Comuni a lanciare l’allarme, per evitare che decisioni troppo rigide incidessero su servizi essenziali e dinamiche già fragili come spopolamento e abbandono. Nelle ultime ore emergono segnali incoraggianti: pare che nella nuova proposta in discussione Monteverde potrebbe rientrare tra i Comuni montani. Un passaggio importante, in attesa della formalizzazione, che lascia ben sperare anche per altri territori. Qui la montagna non è un’etichetta, è realtà quotidiana: noi non viviamo “in montagna”, noi siamo montagna».
Sulle criticità complessive interviene Giovanni Caggiano, Presidente Asmel: «La montagna non può essere misurata solo “col righello”. Limitarsi ai parametri di altitudine e pendenza produce evidenti contraddizioni ed espone al rischio di escludere territori segnati da spopolamento, invecchiamento della popolazione e difficoltà di accesso ai servizi essenziali. È necessario integrare criteri socio-economici come reddito, calo demografico e isolamento territoriale, per evitare che il taglio di oltre 1.200 Comuni si trasformi in una ferita profonda per l’intero Paese».
«ASMEL – conclude Caggiano – sta sostenendo con forza le istanze dei Sindaci, affinché il confronto con il Governo sia costruttivo. Una posizione condivisa anche dalle ANCI regionali: la recente lettera della coordinatrice Susanna Cenni al presidente nazionale Gaetano Manfredi ha evidenziato il rischio di un’inutile contrapposizione tra regioni alpine e appenniniche. Le interlocuzioni in corso dimostrano che un punto di equilibrio è possibile, ma serve una revisione dei criteri che tenga insieme dati territoriali, coesione sociale e reale fragilità dei Comuni».
(Ufficio stampa Asmel)



Inserito da Golfonetwork martedì 20 gennaio 2026 alle 13:13 -

Caregiver familiari, via libera al DDL. Gennaro Cinque: Un traguardo di civiltà

Caregiver familiari, via libera al DDL. Gennaro Cinque: "Un traguardo di civiltà che dà dignità alle nostre famiglie"
Un passo storico per il welfare italiano e un segnale di speranza per migliaia di famiglie campane. L’approvazione in Consiglio dei Ministri del Disegno di Legge (DDL) sui Caregiver Familiari, annunciata dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, segna la fine di un’attesa durata oltre dieci anni. Il provvedimento, che ora passerà all'esame del Parlamento, introduce per la prima volta un sistema di tutele differenziate e lo stanziamento di risorse certe: 257 milioni di euro, la copertura finanziaria più alta mai prevista per questa categoria. L’ex Consigliere Regionale Gennaro Cinque, da sempre attento alle dinamiche del comparto socio-sanitario e al sostegno delle fragilità sul territorio, accoglie con favore la svolta del Governo.
"Dopo anni di proposte naufragate e promesse rimaste sulla carta, finalmente si mette un punto fermo," commenta l'ex Consigliere. "Il caregiver non è solo un supporto tecnico, ma il cuore pulsante dell'assistenza nelle nostre comunità. Spesso sono padri, madri o figli che scelgono di dedicare la propria vita alla cura dei propri cari, affrontando sacrifici enormi in termini di salute e carriera. Riconoscere la loro dignità con risorse concrete non è solo un atto dovuto, ma una vera rivoluzione sociale. Il lavoro non finisce qui," conclude Cinque. "L'iter parlamentare sarà fondamentale per perfezionare il testo. È necessario che la voce dei territori e delle associazioni, che quotidianamente toccano con mano le difficoltà della disabilità, continui a essere ascoltata. Vigileremo affinché questi fondi arrivino rapidamente alle famiglie che ne hanno diritto, garantendo che nessuno sia più lasciato solo nel compito, spesso audace, della cura."
L'approvazione del DDL rappresenta un punto di partenza fondamentale per costruire un modello di assistenza più umano e strutturato, capace di integrare il supporto pubblico con l'insostituibile dedizione dei familiari.
(Gennaro Cinque)

Inserito da Golfonetwork lunedì 19 gennaio 2026 alle 19:02 -

Criticità Olimpiadi Milano Cortina, comunicato COISP

Criticità Olimpiadi Milano Cortina - Il Dipartimento della Polizia danneggia i poliziotti campani.
Oggetto: Impiego di personale per aggregazione fuori sede alle olimpiadi Milano-Cortina. Forti criticità.
ALLA SEGRETERIA NAZIONALE COISP - ROMA

Sono pervenute in questi ultimi giorni numerose segnalazioni dai colleghi di questa Regione riguardo all'impiego di personale che dovrebbe essere aggregato per un mese (alcuni addirittura per 45 giorni) presso le sedi interessate dalle olimpiadi Milano - Cortina.
Ad oggi, tranne che per l'eccessiva durata dell'aggregazione, nessun'altra informazione o notizia è stata fornita ai dipendenti riguardo ad esempio alle modalità di viaggio, alla logistica, alla tipologia ed orario di servizio, etc…, tant'è che a fronte di tale indeterminatezza, gran parte degli interessati declina la propria volontarietà, con la conseguenza che l'individuazione del personale da aggregare sta avvenendo "d'imperio".
A tutto ciò si unisce un forte disappunto sulla questione organizzativa dei dipendenti che dovranno partire da città che godono di un clima molto meno rigido di quelle interessate dalle olimpiadi in argomento, creando, di fatto, un notevole danno economico ai colleghi interessati poiché costretti a provvedere anche all'acquisto di abbigliamento termico (intimo compreso) adeguato a quelle temperature. Tra l'altro, proprio la durata eccessivamente lunga dell'aggregazione comporta che gli indumenti che i colleghi dovranno portare al seguito non potrà certamente ridursi ad un paio di capi ma, giocoforza, dovranno aumentare il volume degli indumenti. Al bagaglio personale si va a sommare quello contenente le divise, anch'esse certamente non in unico esemplare. Inoltre, considerate le rigide temperature ed anche la neve, la pioggia e/o le condizioni climatiche avverse, le divise/vestiario personale saranno soggette a sporcarsi molto più facilmente costringendo i colleghi a ricorrere, a proprie spese, a lavanderie a gettoni (se presenti e/o raggiungibili senza spese accessorie) o altri sistemi per la pulizia, gravando ancor di più sul budget personale già notevolmente pregiudicato dalle spese iniziali per vestiario e scarpe termiche. Inoltre, laddove le scarpe di ordinanza dovessero bagnarsi per via del tempo, certamente quei poliziotti avranno bisogno di calzature di ricambio. Tutto ciò, ovviamente, comporterà che i colleghi aggregati dovranno viaggiare dalle proprie sedi con più bagagli ciascuno, rendendo improponibile viaggiare anche solo in due con i bagagli, oltre che nel cofano anche nell'abitacolo, soprattutto perché trattasi di autovetture di servizio. L'Amministrazione non può assolutamente pensare di essere scevra dal rispetto delle regole attinenti alla sicurezza stradale costringendo, di fatto, i propri operatori a depositare i bagagli all'interno dell'abitacolo. Addirittura il Dirigente del Reparto Prevenzione Crimine Campania pare abbia disposto equipaggi da tre unità a bordo dell'autovettura, con i relativi plurimi bagagli (dove li metteranno?).
Alla luce dei fatti, visto che i Vertici Dipartimentali non ci hanno pensato, si suggerisce di organizzare un furgone adibito esclusivamente al trasporto bagagli, sia all'andata che al ritorno dall'aggregazione.
Altra forte criticità riguarda l'aspetto organizzativo familiare vista la lunga durata dell'aggregazione, numerosi sono i colleghi che dovranno ricorrere a babysitter per sopperire alla loro lunga assenza considerato che molti dei partners sono lavoratori, andando a gravare ulteriormente sulle spese familiari. A tal proposito, un'aggregazione più breve avrebbe forse consentito di ricorrere all'aiuto di familiari ma è impensabile che un genitore anziano (o altro parente) possa sostituirsi al genitore per così lungo tempo.
Alla luce dei fatti evidenziati e delle forti obiezioni sollevate, ne consegue che questa aggregazione ha una positività solo ed esclusivamente per gli organizzatori delle Olimpiadi e di tutto ciò (e coloro) che ad esse gira(no) intorno, penalizzando gravemente gli operatori di polizia che ivi verranno (forzatamente) impiegati. Anche qui si suggerisce un periodo di tempo ridotto di aggregazione rispetto a quello prospettato per portare meno nocumento possibile al collega "scelto" per quel servizio.
Ed è per questi motivi che si chiede un incisivo intervento di codesta Segreteria presso il Dipartimento affinché si possa trovare una giusta soluzione che contemperi gli interessi dell'Amministrazione e quelli logistici, economici, gestionali e familiari dei colleghi.
Sicuro dell'incisivo intervento, si porgono i più Cordiali Saluti.
Il Segretario Generale Regionale
Dr. Alfredo Onorato
(COISP - Segreteria Regionale Campania)


Inserito da Golfonetwork domenica 18 gennaio 2026 alle 19:07 -

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