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Il saluto del nuovo Vescovo De Luca ai fedeli

Antonio De Luca C.Ss.R.
Vescovo eletto di Teggiano-Policastro

Alla Chiesa di Dio
che è in Teggiano-Policastro

Miei carissimi fratelli e sorelle della Diocesi di Teggiano-Policastro «grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo».
Mi presento a voi nel giorno in cui è reso pubblico il volere del Santo Padre Benedetto XVI che mi chiama a essere vostro Vescovo. Al Santo Padre Benedetto ho espresso la mia più viva gratitudine e ho rinnovato la mia obbedienza e fedeltà.  
Avverto nel cuore emozioni e sentimenti contrastanti per il dono così grande che il buon Dio ha voluto farmi. Non è semplice esprimere ciò che avviene nell’intimo quando Dio irrompe improvvisamente nella vita e chiede l’assunzione di compiti e responsabilità nuove, per porsi nel suo nome a servizio di persone che Egli ama.
In primo luogo il mio pensiero e il fraterno saluto vanno al Vescovo Angelo, da tutti amato e stimato, che ha guidato con illuminata sapienza la nostra comunità diocesana negli ultimi anni: sono certo che continuerà a servirla e amarla con la preghiera e i suoi amorevoli consigli.
Sicuro della Sua fraternità entrerò nella Chiesa di Teggiano-Policastro in maniera discreta e grata per il grande patrimonio di fede che in essa è custodita.  Un saluto particolare agli altri Vescovi originari della Diocesi: Mons. Giuseppe Giudice, Vescovo di Nocera-Sarno, Mons. Antonio Cantisani, Arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace e Mons. Vincenzo Cozzi, Vescovo emerito di Melfi-Rapolla-Venosa.
Un caro saluto intendo rivolgere ai sacerdoti della diocesi: cercherò di inserirmi con umiltà e disponibilità nella comunità diocesana imparando da voi ad ascoltare le esigenze della nostra gente laboriosa e semplice e a rispondervi coraggiosamente. Cari sacerdoti vi assicuro che sin d’ora occupate un posto prioritario e privilegiato nelle mie premure pastorali e già mi siete diventati cari.
Le persone degli Istituti di vita consacrata, che saluto con particolare affetto, continueranno ad essere un richiamo forte di servizio e disponibilità per il bene di tutti, in armonia con le esigenze e la domanda della nuova evangelizzazione.
Saluto i diaconi, i seminaristi, e ai giovani voglio ripetere: "Rispondere all’Amore... si può"! Cari giovani riservo per voi una gratitudine  speciale per il cammino finora fatto ma anche la richiesta di un impegno generoso sulla strada che insieme dovremo percorrere.
 Non posso non sentirmi unito ai numerosi figli di questa terra benedetta da Dio, che per ragioni di lavoro risiedono e vivono in diverse parti del mondo. Stringo idealmente le loro mani laboriose e forti salutando tutte  le loro famiglie.
A tutte le famiglie della diocesi, alle persone provate dalla sofferenza, dalla malattia, e a quanti in questo momento di difficoltà sociale subiscono privazioni e disagio giunga sincero il paterno abbraccio e l’assicurazione di una particolare attenzione.
Alle autorità civili e militari il saluto cordiale, nella certezza che un’indispensabile collaborazione potrà rendere più vivibile il nostro territorio, e più proficua la sincera ricerca del bene comune.
 Il misterioso disegno della Provvidenza ha fatto incrociare le nostre esistenze. Perciò voglio che la mia persona si consumi per il vostro bene, per la vostra crescita umana e cristiana e per la promozione di un mondo più giusto, solidale e umano. Le sfide del tempo presente ci vedranno impegnati insieme ad attraversare la porta della fede e a educarci alla vita buona del Vangelo alla scuola di Gesù nostro unico e comune Maestro.
Il rinnovato cammino di conversione delle nostre comunità si concretizza nell’impegno di santità di ogni singolo battezzato. Il Santo Padre Benedetto XVI annunciando l’Anno della Fede ci invita: “a fare memoria del dono prezioso della fede” E aggiunge: «Vorremmo celebrare questo Anno in maniera degna e feconda. Dovrà intensificarsi la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l’umanità sta vivendo. Avremo l’opportunità di confessare la fede nel Signore Risorto nelle nostre Cattedrali e nelle chiese di tutto il mondo; nelle nostre case e presso le nostre famiglie, perché ognuno senta forte l’esigenza di conoscere meglio e di trasmettere alle generazioni future la fede di sempre».(Porta Fidei  n 8)
Affido il mio ministero all’intercessione di S. Cono, protettore della città di Teggiano e della diocesi, a S. Pietro Pappacarbone, a S. Lucido abate e al Beato Domenico Lentini.
S. Alfonso de’ Liguori, fondatore della Congregazione dei Missionari Redentoristi e S. Gerardo Maiella, da tutti voi particolarmente venerato, mi sostengano e guidino i nostri passi sulla via della santità.
La Vergine Immacolata che accompagna il nostro cammino verso l’Avvento di Cristo, suo Figlio e nostro Redentore, ci  sostenga e ci protegga.
Vi abbraccio e nell’attesa di vedervi presto, con affetto vi benedico!
Napoli 26 novembre 2011
(Antonio De Luca C.Ss.R. Vescovo eletto di Teggiano-Policastro)

Inserito da Golfonetwork giovedì 1 dicembre 2011 alle 12:03


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Commento di: Utente non registrato - Ip: 79.30.118.xxx - da: Sapri. Scritto giovedì 1 dicembre 2011 alle 19:05
E. rev.ma Monsignor Antonio De Luca.
Il 3 dicembre 1821 la Veggente Beata Anna Katharina Emmerich raccontava, tra l'altro: "Ebbi una grande visione sul bilancio tra la Chiesa terrena e quella celeste di quest'anno".
Vidi la Chiesa terrena come un giardino magnifico che cela mille
tesori da cogliere, e con il passar del tempo il campo diviene sterile
e arido".
"Così ebbi la misura della effettiva condizione della Chiesa terrena, cioè
la comunità dei fedeli, il gregge di
Cristo: tutto era senza vitalità, sonnolento e le celebrazioni senza
sentimento, e le grazie che dovrebbero essere ricevute in conseguenza di tali celebrazioni cadono sulla terra senza essere colte, trasformandosi in colpe".
"Ricevetti la consapevolezza che la Chiesa militante avrebbe dovuto espiare tali manchevolezze con esercizi di riparazione per pareggiare i conti con quella celeste e trionfante".
Il suo impegno per gli esercizi di riparazione appare faticoso.
E' da condividere, allora,
l'invocazione a S. Alfonso dei Liguori,
per un sostegno e una guida nel cammino
verso la santità.
Le auguro di contribuire a far diventare il campo che il Papa le ha affidato più fertile, anche nel sociale.
Felicitazioni.
prof. Nicola Pisani





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