NAVIGHI A 56k ?
Golfonetwork - IL PORTALE DEL GOLFO DI POLICASTRO (Salerno)

Golfonetwork su twitter Imposta Golfonetwork come pagina iniziale Aggiungi Golfonetwork ai preferiti Segnala Golfonetwork ad un amico o ad un'amica 
 Sei in: Home » newsarchivio20112012

 



Torna alle news dal Golfo

Riceviamo e pubblichiamo dall'avvocato Giovanni Pascale di Sapri

Il 28 luglio 1976, una sentenza della Corte Costituzionale sanciva  la legittimità delle trasmissioni radiofoniche private .
Cominciava l'era della libertà d'antenna. Finito il monopolio della radio di Stato, l'etere era libero.
Erano i ragazzi della porta accanto che divenivano famosi, tra cui  Tonino Luppino,  con le sole armi dell'entusiasmo e delle idee. Cominciava, finalmente, a soffiare un vento nuovo.
La Radio libera è stata il primo vero progetto di libertà, democratica e realmente interattiva, nata e gestita dal "basso" mettendo tutti sullo stesso piano e con la stessa possibilità di comunicare, sviluppatasi per una reale esigenza di comunicazione tra persone.
I ragazzi di radio Sapri, improvvisandosi D.J., conduttori, giornalisti, tecnici, hanno pagato questa libertà con  la loro passione , passando mesi, addirittura anni, in queste piccole strutture, a volte locate in scantinati o in microappartamenti, con i contenitori delle uova attaccate alle pareti per creare una insonorizzazione.
Radio Sapri era anche questo, una piena, totale, appagante libertà, di dire, di fare, di essere quel che si voleva dire, fare ed essere. Sembra una favola per chi non ha vissuto quel periodo, ma posso assicuravi che è la realtà, non solo perché l'ho vissuta, ma perché mi ha formato, mi ha educato ad una visone della gente che mi è intorno meno superficiale, una realtà che mi ha fatto capire quanto forte sia in noi il bisogno di comunicare, di sentici gli altri vicino.
Noi  giovani dell'epoca eravamo spinti dall'entusiasmo tipico della nostra età e soprattutto dalla voglia di comunicare e stare insieme, applicando un principio che allora non conoscevamo ma che faceva parte di noi stessi e solo dopo si scoprì essere contenuto nell'art. 21 della Costituzione del nostro Paese: "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione-". I ragazzi di radio Sapri hanno creato tutto questo, che è rimasto e rimarrà nella storia d'Italia ,  ed a Sapri hanno "fatto la Radio": non sono stati i migliori, neppure i peggiori, ma ci sono stati!
Possiamo dire lo stesso dei ragazzi di oggi ?
(Giovanni Pascale)

Inserito da Golfonetwork venerdì 17 febbraio 2012 alle 19:12


Eventuali commenti non visibili sono in fase di approvazione.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 87.7.156xxx - da: Sapri. Scritto lunedì 20 febbraio 2012 alle 08:31
la generazione degl'anni 60, la generazione del debito pubblico......dei carrozzoni politici, della devastazione del territorio.E oggi e' arrivato il conto da pagare.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 82.55.153.xxx - da: Sapri. Scritto domenica 19 febbraio 2012 alle 07:59
Chi negli anni 70 era un giovanotto oggi e' un cinquantenne le cui scelte hanno condizionato il futuro dei giovani di oggi. Ma la vostra generazione autocritica mai? I ragazzi di golfonetwork che ci lasciano esprimere quanti anni hanno, 60?

Commento di: Utente non registrato - Ip: 79.54.4xxx - da: Italia. Scritto sabato 18 febbraio 2012 alle 22:45
Povera Sapri !?
E' vero il contrario di quanto asserito
dall'internauta ip. 87.7.156xxx.
Un Paese avanzato è attento al presente, ma guarda al passato, per
immaginare il futuro.
E' una società che ha perso ogni fiducia nelle proprie capacità di progredire, infatti, che cessa di
preoccuparsi dei propri progressi
passati.
E' meritoria, pertanto, l'azione dei ragazzi degli anni '60, poiché
"parlare al passato" significa aprire
spiragli per il futuro.
Sapri, che segna il passo ed arretra,
ha bisogno di stimoli per un riscatto.
Felicitazioni a Luppino e ai fratelli
Polito per l'impegno profuso nel loro
lavoro di formazione culturale.
Cordialità.
prof. Nicola Pisani

Commento di: Utente non registrato - Ip: 2.196.75.1xxx - da: Italia. Scritto sabato 18 febbraio 2012 alle 15:42
La mia non era una affermazione ma una provocazione ( infatti era stata proposta come interrogativo ) per stimolare un dibattito sui bisogni e sulle necessita' dei Giovani e sul modo di manifestare le proprie idee di liberta' ed indipendenza. Solo la comprensione delle loro nuove idee ,delle prospettive puo' infatti agevolare la crescita di una societa' civile che poi sara' la loro societa'. Un confronto tra proposte ed idee aiuta a crescere mentre una sola critica vuota di proposte e' senza significato. Giovanni Pascale

Commento di: Utente non registrato - Ip: 87.7.156xxx - da: Sapri. Scritto sabato 18 febbraio 2012 alle 15:28
... un passato che non c'e' piu'......Povera Sapri !!! I ragazzi degl'anni 60 , oggi settantenni ,danno fiato ai tromboni ormai sfiatati della giovinezza che ormai e' solo un ricordo.Ah ai miei tempi !!!! Quando un paese parla al passato significa che e' vecchio e non ha futuro.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 79.42.10.xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 17 febbraio 2012 alle 23:34
Dopo di noi il diluvio!
Ammazza che presunzione!


Commento di: Utente non registrato - Ip: 79.54.4xxx - da: Italia. Scritto venerdì 17 febbraio 2012 alle 22:34
I ragazzi del 1898.
Ogni generazione ha i suoi giovani.
E' vero, i ragazzi di oggi non sono
come quelli che crearono radio Sapri.
Questi, però, possono essere paragonati
a quelli del 1898, in guerra a 18 anni ?
Le nuove generazioni, purtroppo, non
hanno opportunità.
La dipendenza economica, spesso,obbliga a restare in casa.
E' la società, allora, che si deve fare carico del problema occupazionale, ricorrendo ad adeguata politica economica e sociale.
L'atteggiamento polemico tra generazioni
è un fenomeno secolare.
Gli adulti, da sempre, hanno rimproverato ai più giovani: ..... "ai tempi miei".
La Storia, però, fa puntualmente il suo
corso in meglio.
Cordialità.
prof. Nicola Pisani

Commento di: Utente non registrato - Ip: 79.22.10xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 17 febbraio 2012 alle 22:11
Ho letto con molto interesse, caro Giovanni,il tuo intervento.Hai ragione: la radio libera è stato il primo, vero progetto di libertà, nato e gestito dal basso.Il mio auspicio : ritorni lo spirito di radio Sapri! Mah, non so se sarà possibile dargli corpo!Oggi, l' informazione radiotelevisiva è " ingessata" ! Diciamolo chiaramente: non si denunciano veramente " fatti e misfatti", come facevamo noi. E poi, c'è troppa supponenza : conduttrici di televisioni locali che " scimmiottano" quelle più famose delle tv nazionali e radiotelegiornali ridicoli, senza sale e senza pepe! Meno male che c'è la Rete!
Ciao, Giovanni! TONINO LUPPINO

Commento di: Utente non registrato - Ip: 2.196.70.xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 17 febbraio 2012 alle 21:54
E' evidente che dei ragazzi di oggi non si possa dire lo stesso... ma per fortuna si possono dire tante altre cose positive che resteranno ugualmente nella storia (non solo di Sapri)



Vuoi riservare il tuo nick?
Registrati su Golfonetwork:


Se sei un utente registrato:





Se non sei un utente registrato:




Già eseguito il login?




© 2021 Golfonetwork
Per non darvi mai meno del massimo.
Chi Siamo Privacy policy Segnala Golfonetwork.it ad un tuo amico/amica