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Maratea (Pz): "No" degli operatori turistici alla tassa di soggiorno

Fermo «no» degli operatori turistici di Maratea sull’ipotesi di istituire la tassa di soggiorno per i vacanzieri, prevista dal governo nella riforma federalista dello Stato. «Una rovina per gli alberghi – esclama Biagio Salerno, titolare di un albergo a Castrocucco -. Già lavoriamo di meno, dal 2006 le presenze sono in calo, checché ne dica qualcuno. Una nuova imposta allontanerebbe ulteriormente i turisti da Maratea. Anche se per ora è solo un’ipotesi, già non ci stiamo dormendo la notte pensando ai gravi danni che ne potrebbero derivare per tutto il comparto. Se hanno deciso di farci chiudere lo dicano chiaramente. Siamo già penalizzati in tutto e per tutto. Non dimentichiamo i danni che già abbiamo subito per le vicissitudini connesse all’autostrada Salerno - Reggio Calabria e alla statale 18 che hanno dirottato i turisti verso altre località di villeggiatura». «Cinque euro al giorno a persona sono eccessivi – aggiunge Salerno -. Una famiglia di quattro persone che decide di trascorrere una settimana a Maratea verrebbe a spendere 140 euro in più. Ma anche applicando il minimo, ossia un euro al giorno, sarebbe controproducente in un momento di crisi come questo. Non verrebbe più nessuno. Le risorse vanno reperite altrove non tartassando i turisti, né tantomeno le aziende che già sono in grossa difficoltà. Il posto perderebbe in competitività, ovviamente molti andrebbero dove non si paga». Contrario si dimostra anche Carmine Esposito, presidente del Consorzio Turistico Maratea. «Applicare questo ticket – dice - equivale a chiudere Maratea. Definitivamente. A mio avviso comunque non ci sono i presupposti per introdurlo. Non siamo Roma o Firenze, il nostro è un turismo diverso che si basa sul mare. I soldi incamerati serviranno per migliorare i servizi turistici? Preferisco che il Comune non migliori nulla ma che non faccia pagare la tassa di soggiorno. Ci sono altri capitoli di spesa che potrebbero essere limati. Qui la gente cerca di risparmiare l’euro perché non ci sono soldi, applicare una nuova imposta non ha molto senso». Pollice verso anche da parte di Rita Nicolao, titolare di un B&B a Cersuta. «Se né può fare tranquillamente a meno perché siamo già abbondantemente tartassati. Già con la crisi le presenze vanno scemando, il calo è palpabile e non parlo dell’ 1 – 2 per cento ma molto di più. Anche solo un euro in più in questo momento sarebbe dannoso».

(Pino Perciante-La Gazzetta del Mezzogiorno)

Inserito da Golfonetwork martedì 17 aprile 2012 alle 17:59


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