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Praia a Mare (Cs): processo Marlane, domani nuova udienza
Praia a Mare (Cs)- E' prevista per domani 28 settembre l’udienza nel corso della quale saranno ascoltati alcuni operai dell’azienda. La pubblica accusa, Roberta Carotenuto, nel corso dell’ultima udienza, quella del 7 giugno scorso, aveva presentato le sue richieste di rito: il controesame dei testi di lista, il controesame della lista dei testimoni della difesa e ha richiesto una nuova perizia sui luoghi. Le parti civili si sono associate alle richieste del Pm. La difesa ovviamente il controesame dei testi del Pm e l’esame dei testi di lista dei testimoni oltre naturalmente gli imputati, con la riserva di ulteriore produzione documentaria. L’udienza si era aperta con la lettura delle ordinanze delle ammissioni ed esclusioni di altre parti civili. Il giudice, Domenico Introcaso, aveva concesso un nuovo termine alla difesa per le contestazioni suppletive del pm. Contestazioni che fanno riferimento a costituzioni di parti lese poi decedute in questi anni. Tredici sono gli imputati. A diverso titolo avrebbero omesso il controllo sulla sicurezza nella ex fabbrica della Marzotto, non fornendo ai lavoratori i mezzi necessari di protezione e omesso di vigilare sull'utilizzo degli stessi da parte dei dipendenti. La Marlane era un’azienda dell’ex gruppo Marzotto ed aveva creato posti di lavoro e indotto che avevano permesso lo sviluppo dell'alto tirreno cosentino e delle zone limitrofe. La crisi del settore aveva compromesso la fragile economia. Dopo qualche anno si cominciò a parlare di “morti bianche”, decessi inspiegabili di operai che avevano prestato servizio alla Marlane. Da qui le denunce e le prime indagini. Sono 107, tra operai ammalati e familiari la cui morte si presume legata alle esalazioni tossiche respirate in fabbrica, e quindi altrettante le costituzioni di parti civili in questo processo. Le attente indagini portate avanti dalla Procura della Repubblica di Paola accertarono altissime concentrazioni di metalli pesanti quali nichel, vanadio, cromo esavalente, cromo totale, mercurio, zinco, arsenico, piombo e Pcb. Tra i reati consumati dentro e fuori l’azienda anche quelli ambientali. La procura chiese il giudizio per 13 persone, che devono rispondere di omicidio plurimo aggravato, altri a vario titolo anche di delitto colposo e omicidio colposo.
Inserito da Golfonetwork giovedì 27 settembre 2012 alle 20:38


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