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Un cilentano al Louvre. Il successo di Lione consacrato nel tempio

Lo scultore e pittore di Vibonati espone da oggi a domenica le sue opere nell’evento dal titolo “Omaggio al surrealismo”
Un cilentano al Louvre. Emanuele Lione, scultore e pittore di Vibonati, esporrà le sue opere nel celebre museo da oggi fino al 21 ottobre. Contattato direttamente dagli organizzatori della mostra, è tra i primi salernitani ad esporre nel museo parigino. L’esposizione, dal titolo “Omaggio al surrealismo”, ospita opere dal tratto pittorico netto, quasi traslucido, abbastanza lontano dalle tenui sfumature di altre sue stagioni pittoriche. «Sono stato chiamato direttamente dagli organizzatori dell'esposizione – spiega l’artista cilentano - visto che, in particolare con la Francia, ho da tempo rapporti con galleristi e organizzatori di mostre». Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Salerno, ha frequentato per alcuni anni l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano. Molte opere dell’artista cilentano - che vive e lavora a Vibonati – sono presenti in collezioni private, in Italia e all’estero. Quadri di Lione si trovano in Venezuela, Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Norvegia e Germania. Un successo maturato negli anni e che ora viene consacrato nel tempio dell’Arte. «Emanuele Lione – scrive Francesco Abbate nella brochure che presenta la mostra parigina dell’artista originario di Vibonati - ha aperto un nuovo capitolo nella sua attività artistica, o piuttosto un “gioco” pittorico che può definirsi come “omaggio ai surrealisti”: Magritte, innanzitutto, ma anche De Chirico, Savinio. Un “surrealismo” però che non ha niente di inquietante o di misterioso, ma appare semmai come una garbata, un po’ ironica raffigurazione del “natio borgo selvaggio”, sospeso sulle nuvole o su un parallelepipedo, affettuosa canzonatura del celebre dipinto di Magritte». Emanuele Lione si è affermato, sin dagli anni novanta, come il raffinato cantore dei paesaggi e delle marine cilentane. «Pittura fantasiosa e perfetta nata dall’assimilazione dei grandi paesaggisti sette-ottocenteschi». Così Franco Nicolino, esperto e critico d’arte, descrive la sensibilità artistica del pittore cilentano. «Esecuzioni originali che potevano trasformarsi in cifra stilistica dove dimorare stabilmente declinandole con astute e minimali variazioni tematiche. Ma all’artista non interessa farsi ventriloquo di se stesso e bivaccare a ridosso di un promettente filone. Eccolo quindi battere nuovi sentieri: l’ostinata ricerca delle radici di corbezzolo, che si offrono alla visione come ectoplasmi tellurici collassati alla vigilia dell’incarnazione». Tra le opere che Lione presenterà a Parigi, ci sono il Paesaggio antropomorfo, Ostinata resistenza, La nascita dell’opera e L’età della luna. Quest’ultima opera presenta evocazioni daliniane, con la ridondanza oggettuale nell’ariosità mediterranea, dechirichiane, con i fondali come quinte, e magrittiane con le temporalità enigmatiche.
(Maria Antonietta Izzinosa - La Città di Salerno)

Inserito da Golfonetwork venerdì 19 ottobre 2012 alle 18:25


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