Ceraso: 27/9 presentazione «Identità evolutive-Studi e ricerche sul Cilento»
"Il Cilento tra identità e cambiamento." L'identità rappresenta un termine di confronto con una società in continua evoluzione per cui mantiene costante un rapporto tra struttura e relazione come ci indica Francesco Remotti. Attualmente gli abitanti delle antiche terre del Cilento hanno difficoltà a rappresentarsi con le icone ed i simboli del passato perché vivono in un presente che è già futuro e che ritiene un tempo accelerato che si spazializza in una dimensione fluida. In altri termini vivono in una società liquida dove le coordinate ed i codici di rappresentazione si ibridano continuamente con le esperienze multimediali che vivono senza neppure esserne consapevoli. Per questo motivo ci attende e ci interroga allo stesso tempo una sfida collettiva che insiste su due fronti ;con quale icona o simbolo raffigurare L'identità del passato e del presente ? e come invece raffigurare un modo di essere insieme in uno stesso luogo perente ed uno spazio contingente? Da una parte siamo attratti da una esperienza interiore di libertà nell'accomunarci :dall'altra siamo distratti dal timore che esserci possa ipostatizzarsi nel disvelamento di un ente che mentre si manifesta nella radura dell'essere [lichtung] ci irretisce nella norma oscillando tra lo smarrimento [hunheimlickeit] e la dissolvenza [heimatlosesickeit] dell'esserci; in altri termini mentre l'ente si disvela nell'essere che ci accomuna dissolviamo l'intersoggettivita' [ mitsein ] destituendola della sua relazione con l'altro. Queste evenienze si sacralizzano nel bosco sacro "lucus" ed il suo limite "conlucatus" vale a dire nello spazio aperto delimitato dagli alberi. Un simbolo comunitario è incarnato nel cerchio che insiste nella istituzione del cromlech megalitico come nel sedile a circolo dello anziani della civiltà nuragica o nella sala dell'udienza nell'età micenea [megaron] conferendo pari dignità e compartecipazione agli accoliti. Nel vuoto centrale si presentifica la libertà del "munis " vale a dire del dono e dello scambio dei ruoli nei termini di una organizzazione empatica che diviene la forma evolutiva della communitas nell'attuale presente. L'organizzazione empatica corrisponde attualmente alle istanze di una istituzione contigua alla communitas capace di combinare intersoggettivita' e coesione verso uno scopo comune senza temere la competizione con l'altro ne rinunciare alla libertà individuale . La leadership dovrebbe essere conforme ad un approccio paritetico e quindi evitare sia un assetto "autocratico " che un atteggiamento "laissez far" con obiettivi variabili ed il vantaggio della creatività che sull'orlo del caos senza disgregazione amplia gli orizzonti futuribili di una organizzazione e per comparazione di ogni comunità. Il vuoto centrale che deriva dalla sospensione simbolica del munus diviene di per sé un significante che consente di uscire dall'empassse istituzionale e si traduce pertanto in progetti in fieri e futuribili .È forse questa la direzione di senso in cui dobbiamo incamminarci per ritrovare la communitas originaria. (Luigi Leuzzi)
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Inserito da Golfonetwork sabato 19 settembre 2026 alle 10:46
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