Sapri: 21 Agosto presentazione del libro «Milo - Il conquistatore del mondo»
Il sogno di Mauro Pio. Un giovane saprese insegna che l’amore per la vita può superare qualsiasi difficoltà. Nonostante gli ostacoli posti dalle sue condizioni dovuti alla disabilità (affetto da tetraparesi spastica fin dalla nascita, ha realizzato una settantina di articoli sportivi su grandi campioni del calcio). Mauro Pio Salzano ha ventidue anni, ha conseguito il diploma di informatica presso l’Istituto Tecnico "Leonardo Da Vinci" di Sapri, diretto dal Preside Corrado Limongi, è tifosissimo del Napoli e sogna di poter diventare giornalista/pubblicista; intanto, supportato da una sua cugina, ha scritto un libro che sarà presentato domani sera
Giovedì 21 agosto 2025, alle ore 21.30, nella Villa Comunale di Sapri.
Si tratta di una bellissima fiaba dal titolo "Milo, il conquistatore del mondo": la storia di un ragazzo disabile che grazie all’immaginazione riesce a superare ogni ostacolo. La serata organizzata dal Comune di Sapri, con in testa l’Assessore alle Politiche sociali Gerardina Madonna, vedrà la partecipazione della Dirigente scolastica Maria Teresa Tancredi, del Sindaco Antonio Gentile, di Francesca Comi in qualità di narratrice e del musicicista Marco Carlucci. Modererà la nota giornalista Antonella Grippo. (Mario Fortunato)
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Mauro Pio Salzano (Fare clic sull'immagine per ingrandire)
Dr. Antonio Esposito: l´Eroe Pisacane non è patrimonio solo di Sapri
Per l'alto magistrato Antonio Esposito l'Eroe Pisacane non è patrimonio solo di Sapri.
Il 23 agosto Sapri, come avviene da diversi anni, si appresta a ricordare e rievocare la spedizione risorgimentale del 1857 con la quale l'eroe Carlo Pisacane - unitamente a Giovanni Nicotera, Giovan Battista Falcone e altri 22 patrioti e a circa 300 detenuti fatti evadere dal carcere di Ponza - intendeva provocare una rivolta delle popolazioni locali contro il regime borbonico, ma l'insurrezione popolare che sperava di innescare non si realizzò e l'impresa si concluse tragicamente con la sconfitta e la morte di Carlo Pisacane e di gran parte dei suoi seguaci, tra cui Falcone, mentre i superstiti vennero catturati. Quindi, il 23 agosto il "corteo storico dei 300", accompagnato da sbandieratori, trombonieri, musici metelliani, archibugieri, cavalieri e numerosi figuranti con vestiti d'epoca, sfilerà per le strade della città per giungere sul lungomare ove si terrà la rievocazione dello sbarco. La manifestazione, secondo l'opinione degli organizzatori, "fa rivivere quei momenti storici che hanno segnato la nostra identità, valorizzando le nostre radici storiche". Ma così non è. Ritengo che Sapri abbia progressivamente monopolizzato un avvenimento di grande importanza storica che, in realtà, non gli appartiene in via diretta ed esclusiva, ma che appartiene, con pari, se non con maggiore rilevanza anche ad altre popolazioni e ad altri territori che furono teatro di quei tragici avvenimenti. Una fedele ed obiettiva rievocazione storica di quegli avvenimenti non può, invero, prescindere dalle incontestabili circostanze: a) che già lo sbarco dei "300" non avvenne a Sapri, bensì alla marina di Vibonati e precisamente, come riportano i dati di archivio, in località "Oliveto" di Villammare ove la motonave Cagliari fu avvistata dal giudice del mandamento di Vibonati Fischetti che trovavasi di guardia sulla Torre Normanna di Capitello; (cfr., sul punto, busta 197 archivio di Stato Salerno che contiene 4 dichiarazioni rese al Procuratore del Re da 4 dei patrioti arrestati che indicavano nella spiaggia dell'Oliveto il luogo dello sbarco, come da indicazioni del Nicotera, nei pressi della casa degli Stoppelli e, precisamente, nella "casina bianca" a fronte dell'attuale centro commerciale e come, del resto, indicato sulla mappa trovata addosso a Pisacane che riportava una X sulla località Oliveto, territorio di Vibonati); b) che, portatisi in Sapri, (distante circa un miglio), Pisacane e "i 300" non trovarono alcuno ad attenderli, non trovarono quelle masse di rivoltosi che si attendevano, non trovarono il tanto sperato appoggio della popolazione che, anzi, ritenendoli banditi, si mostrò fortemente ostile sì da farli riparare a Torraca; c) che il proclama della rivolta venne letto non a Sapri, ma a Torraca; d) che, teatro delle battaglie e degli scontri furono i territori, prima di Padula e poi di Sanza, ove, peraltro, Pisacane trovò la morte. Ed, invero - fallita l'insurrezione di Sapri, e non avendo gli abitanti di Torraca, pur non mostratisi ostili, ritenuto, nonostante il proclama, di sollevarsi e unirsi "ai 300" - Pisacane decise di portarsi in Padula - sostando a Casalnuovo (poi, dopo l'Unità d'Italia, Casalbuono), in cui fu ben accolto - ove erano attivi alcuni patrioti mazziniani, i cui capi erano stati, da poco, arrestati dalla polizia. Anche qui "i 300" non trovarono ad attenderli quelle masse insurrezionali che si aspettavano venendo, anzi, aggrediti da gran parte della popolazione e dalle guardie urbane, cui dettero man forte le milizie borboniche inviate da Sala Consilina dal bieco intendente Aiossa, (avvisato dal Fischetti), e dal sottintendente Calvosa. Ben 150 degli uomini di Pisacane furono uccisi, o nel corso degli scontri o perché, catturati, vennero fucilati. Pisacane, Nicotera e Falcone e gli altri superstiti tentarono di raggiungere il mare attraverso Buonabitacolo, ma giunti a Sanza furono aggrediti dalla popolazione istigata dall'arciprete e capeggiata da 11 guardie urbane con a capo Sabino Laveglia. Nello scontro, in cui intervennero anche le sopraggiunte truppe borboniche, vennero uccisi altri 83 patrioti. Pisacane si batté da eroe ma cadde sotto i colpi di arma da fuoco dell'infame Laveglia (secondo una diversa versione, Pisacane sarebbe stato ucciso dai soldati borbonici o, secondo ulteriore versione, ferito, si sarebbe suicidato unitamente a Falcone). Un ceppo funerario commemorativo fu apposto nel 1904 sul luogo ove cadde Pisacane, mentre a Padula si trova il sacrario dei 300 nella chiesa della S.S. Annunziata che commemora i caduti della spedizione. Nel 1934, nella villa comunale di Sapri, venne eretta una statua in bronzo di Pisacane, mentre nel 1957, nell'anniversario della spedizione, fu eretto, sul lungonare di Sapri, un obelisco che indica quale luogo dello sbarco, l'antistante spiaggia. Nel 2016, il comune di Vibonati, con una targa sulla spiaggia dell'Oliveto, rivendicò che "i 300" erano ivi sbarcati e non a Sapri. A fronte di tale incontestabile scenario storico non sembra possibile attribuire alcun diritto di primogenitura al Comune di Sapri la cui posizione, nel contesto della vicenda storica, appare temporalmente marginale ma significativamente caratterizzata dal rappresentare il momento e il luogo in cui Pisacane e i suoi uomini presero tragicamente atto - non avendo ricevuto al grido "L'Italia per gli Italiani" la risposta "e gli Italiani per essa" "come la aspettata guida avrebbe dovuto a segnale di riconoscimento" che la insurrezione di quelle popolazioni, data per certa, non sarebbe avvenuta; di qui, quindi, l'immediato ritiro dei "300" verso l'interno. Da tali evenienze storiche sorge l'esigenza di una corretta rievocazione della vicenda che, in linea con la verità storica, non può non interessare tutti i luoghi e le popolazioni che, in qualunque modo e in qualsiasi misura, parteciparono a quegli avvenimenti. Si avverte, quindi, l'esigenza non di una manifestazione che sia di un singolo Paese o autocelebrativa in quanto, per non essere rispondente ai reali accadimenti, non ha alcun senso e significato né commemorativo né storico, bensì di una manifestazione di largo respiro, concordata ed organizzata da tutte le comunità interessate che - scevra di qualsiasi connotazione folkloristica o di mero campanilismo e partendo dallo sbarco dei 300 alla marina di Vibonati e seguendo il loro percorso, da Vibonati a Sapri, da Torraca al Fortino di Casalbuono, da Padula a Sanza, e nell'attribuire a ciascuno il ruolo effettivamente e storicamente avuto - rievochi nei luoghi del fallimento, della sconfitta e del martirio - onorandole - le gesta eroiche di Pisacane e dei 300 esecrando - e, a un tempo, ricordando ai volutamente immemori - il tradimento di allora, il tradimento dei tanti che per ignavia, viltà o infamia - perché di questo si tratta - determinò l'insuccesso della spedizione insurrezionale e la strage di quegli uomini valorosi che morirono per liberare quelle popolazioni dal giogo borbonico. Ritengo che in questa ampia e fedele rievocazione non possa mancare il doveroso ricordo alle gesta e alla morte del valoroso patriota cilentano Costabile Carducci, avvenuta 10 anni prima, nella vicina Acquafredda, per mano dell'infame e spregevole prete Vincenzo Peluso, sicario di casa Borbone che, piombato da Sapri con i suo sgherri, fece catturare e decapitare il Carducci, eguali essendo i contesti storici-ambientali in cui maturarono le due tragiche vicende indissolubilmente legate. (Dr. Antonio Esposito già Presidente titolare di sezione della Corte di Cassazione)
L'alto magistrato Antonio Esposito e Carlo Pisacane (Fare clic sull'immagine per ingrandire)
Disegno di Silvia Caligari (Fare clic sull'immagine per ingrandire)
Sapri, tre giorni per Pisacane: teatro, cortei e il premio
Sapri, tre giorni per Pisacane: teatro, cortei e il premio per l’eroe risorgimentale. A Sapri tornano le celebrazioni di Carlo Pisacane. E tornano con la stessa puntualità di sempre. Ogni anno il Comune e il Centro Studi e Documentazione intitolato all’eroe risorgimentale, rinnovano l’impegno: non lasciare che la memoria dello sbarco del 1857 si consumi in un ricordo sbiadito. Tre giornate, dal 22 al 24 agosto 2025, tra storia, teatro, musica e cerimonie istituzionali con l’evento “Tracce di rivoluzioni nelle terre del Bussento – Oltre Pisacane” finanziato dall'Unione Europea tramite il Fondo Sociale Europeo (FSE) nell'ambito del POR Campania FSE 2014-2020. Si comincia il 22 agosto alle 19.00 con “Pisacane: Storia in cammino”, un trekking urbano guidato da Ambra Scarpitta che porta i partecipanti nei luoghi della città legati all’epopea risorgimentale. Alle 22.00, la Villa Comunale diventa il centro della rievocazione con “Notte prima dello sbarco”: scene di vita, letture e romanze a evocare l’attesa e la tensione di quelle ore. Durante la serata sarà presentato il libro “Pisacane da Sapri a Sanza” di Cesare Pifano, con i saluti del sindaco Antonio Gentile e il dialogo con il dirigente scolastico Corrado Limongi. Il pomeriggio di sabato 23 agosto è dedicato al corteo storico (ore 19.00). Le vie della città saranno attraversate da gruppi in costume: la “Città della Spigolatrice”, la “Società di Danza Salerno – Contrapasso”, gli sbandieratori Cavensi, i tamburi di Monte Cerviero, il Concerto Bandistico della Città di San Giovanni a Piro, il corteo storico dell’Ente Montecastello e il gruppo equestre San Fantino Ranch. Alle 22.00, lo scenario si sposta sulla spiaggia di San Francesco, per lo spettacolo teatrale “L’ultimo dubbio di Pisacane”, scritto e diretto da Paolo Capozzo. In scena, Maurizio Picariello nel ruolo di Carlo Pisacane, Elena Spiniello come la Spigolatrice, Antonio Lippiello, Chiara Picariello, Antonio Colucci, Alfonso Grassi, Salvatore Iermano, lo stesso Capozzo nei panni del Maggiore De Liguoro. Partecipazione straordinaria di Carlo Maria Todini, che interpreterà il Marinaio e canterà le romanze dedicate al “Capitano”. Uno spettacolo corale, con scenografie curate da Giovanni Vitetta, Salvatore Cosentino e Vincenzo Cernicchiaro, costumi dell’associazione Arteteca e l’organizzazione generale di Matteo Martino. L’ultimo atto è istituzionale e solenne. Domenica 24 agosto, alle 21.30, nel Viale della Spigolatrice, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Internazionale Carlo Pisacane. A riceverlo, personalità provenienti dal mondo accademico, economico e giornalistico: Virgilio D’Antonio, rettore eletto dell’Università di Salerno; Mario Leone, direttore dell’Istituto Altiero Spinelli; Gianluca Timpone, economista e docente universitario; Flavia Fratello, giornalista e conduttrice televisiva di La7 e Francesco Castiello, premio alla memoria. La serata, presentata da Maria Rosaria Sica, sarà accompagnata dagli interventi musicali del duo Claudio e Diana. «Ogni anno rinnoviamo questa rievocazione - spiega l’assessore al Turismo Amalia Morabito - perché Carlo Pisacane non appartiene soltanto al passato: è una figura che continua a parlare al presente. Sapri sente il dovere di custodire e tramandare la sua eredità, trasformando la memoria in occasione di cultura, di crescita e di partecipazione collettiva». (Marianna Vallone)