I risultati del referendum costituzionale hanno visto la vittoria del NO con il 60% dei suffragi; da registrare una notevole percentuale di votanti, quasi il 70%. In Campania il SI non raggiunge il 32%, la "ricetta" De Luca non ha funzionato. A Sapri le percentuali sono state: NO 67%, SI 33% e votanti quasi 59%. Le ragioni della sconfitta del SI, a Sapri, possono ritrovarsi sintetizzate nel manifesto che annunciava l'ultima manifestazione a Sapri a favore del SI il primo dicembre che titolava: "Basta un SI per cambiare". Infatti se è vero che qui, più che altrove, la memoria collettiva è labile deve aver un po' impressionato vedere Giuseppe Del Medico e Corrado Limongi paladini del SI (per cambiare). Qualcuno avrà ricordato che "cambiamento" è stata la parola che ha animato le iniziative pre-elettorali con cui si è presentata, e ha vinto, le scorse elezioni amministrative Sapri Democratica. È noto che, a risultato raggiunto, Del Medico ha accantonato sia Sapri Democratica e sia qualsiasi spirito, evidentemente insincero, di cambiamento. È chiaro che questi signori il cambiamento lo vogliono, forse, a Roma ma non qui! È noto che a Sapri la critica da fastidio, alla partecipazione si preferisce la mobilitazione, alla trasparenza l'opacità. E se da una promessa di cambiamento rinnegata gli stessi protagonisti passano, senza vergogna, a chiedere un SI per cambiare l'Italia passando, tra l'altro, per il fantomatico circolo PD saprese non dobbiamo meravigliarci se si riproporranno, casomai con interposte persone, alle prossime elezioni amministrative. Ovviamente il ricorso ai giovani sarà utile, la retorica buonista si sprecherà. E i giovani poco avvezzi al confronto politico, ingenuamente attratti dalla retorica e dalle promesse di lavoro (ovviamente precario perché è quello che meglio li tiene legati) abboccheranno? Temo di si poiché la fantasia dei trasformisti, per quanto carente, potrà avere comunque buon gioco sulla credulità di molti. (Massimo Calise)

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