La docente di Endocrinologia Prof.ssa Annamaria Colao alle "Giornate Endocrinologiche Cilentane"
SAPRI - La professoressa Annamaria Colao, nota ricercatrice e docente ordinario di Endocrinologia presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia dell'Università Federico II° di Napoli, insieme ai massimi esponenti dell'Endocrinologia di Campania e Molise è intervenuta alle Giornate Endocrinologiche Cilentane svoltesi ad aprile presso il P.O. dell'Immacolata di Sapri. Responsabile scientifico del Congresso e referente del Gruppo Endocrinologico Cilentano la dott.ssa Maria Rosa Pizzo (U.O. Medicina P.O. Sapri). In occasione di tale evento, si è tenuto anche l'annuale incontro Endocrinologico S.I.E. (macro area Campania-Molise). Ecco quello che abbiamo chiesto alla Colao: Professoressa, lei già da tempo si occupa dell'Endocrinologia di genere: esistono significative differenze fra i due sessi per quanto attiene le patologie endocrine? "In Endocrinologia ci sono profondissime differenze di genere, più ancora che in altri gruppi di malattie! Per esempio, le malattie tiroidee sono cinquecento volte più frequenti nelle donne che negli uomini. Per alcuni tumori ipofisari c'è una differenza molto importante tra maschi e femmine: il "prolattinoma" ad esempio, negli uomini è più raro ma spesso di dimensione più grande; mentre nelle donne è molto più frequente (circa tre/quattro volte) ma di piccole dimensioni. Quindi c'è una profonda differenza. Per quanto attiene le patologie surrenali, ad esempio la malattia di Cushing, è molto più frequente nella donna nell'ordine di cinque volte rispetto all'uomo. Tale patologia nell'uomo, è quasi sempre un tumore ectopico con maggiore grado di malignità rispetto alla donna". Pensa che la popolazione cilentana per le sue peculiarità connesse a stile di vita e genetica, possa costituire un interessante modello di studio per le patologie endocrine e l'Endocrinologia di genere? "Certamente! Quando nella mia relazione ho parlato delle cause di mortalità sopra i 90 anni, il dato si riferiva proprio alla comunità cilentana, una delle più "longeve" in Italia, che ci fornisce dati molto interessanti. È importante capire se la differenza nella patologia endocrina persiste anche molti anni dopo la menopausa, vale a dire quando apparentemente l'organismo maschile e quello femminile diventano più "simili". Ci auguriamo che i dati che stiamo mettendo su con i colleghi di Sapri e di Cava de' Tirreni, Mara Pizzo, Luca de Franciscis e Pasquale Sabatino possano condurci a risultati importanti". Professoressa, qual'è lo stato dell'arte in Endocrinologia? Sul mercato sono disponibili nuovi farmaci, che fanno ben sperare di limitare i danni o addirittura debellare le malattie endocrine in futuro? "Si! Molti i nuovi farmaci ed altri stanno per arrivare, per il trattamento dei tumori "rari", quelli neuro-endocrini ed ipofisari e nel controllo dell'appetito. Ormai è evidente che l'obesità è sostanzialmente un problema endocrino metabolico (fame e sazietà sono regolati dai meccanismi cerebrali). In futuro, ci aspettiamo molte altre innovazioni a favore dei malati". Stando a quanto da lei affermato, in futuro la figura del dietologo sarà supportata dall'endocrinologo? "Come prima cosa, va fatta la diagnosi; cioè capire perché c'è difficoltà a dimagrire! Non tutti utilizzano l'energia allo stesso modo. Talvolta si verifica una scarsa espressione dei recettori dell'insulina sui muscoli (recettori deputati alla spesa energetica); oggi è possibile rimodularli, attraverso i farmaci ed un regolare esercizio fisico. Ne consegue che si ingrassa non solo per quello che si inserisce come calorie, ma per come viene spesa la fonte energetica". L'Italia quanto investe nella ricerca? "L'Italia è tra i Paesi Europei che investe meno del suo PIL (Prodotto Interno Lordo) in ricerca; forse patiamo le scarse finanze. Nonostante ciò, alcuni grandi progetti di ricerca sono italiani. L'Italia ha menti "fertilissime". Stiamo allevando una classe di giovani ricercatori, assolutamente competitiva, al pari di americani, giapponesi, coreani ed altri Paesi industrializzati, che investono molto. Per cui, vederli andar via è per me, un gran dispiacere!". (Pino Di Donato)
La Prof.ssa Annamaria Colao Organizzatori e relatori intervenuti alle Giornate Endocrinologiche Cilentane
|