Le principali motivazioni della guerra furono: il nuovo impero germanico, la corsa agli armamenti, la politica degli equilibri e delle alleanze, le questioni internazionali legate agli irredentismi e, le questioni economiche e coloniali. Lo scoppio nacque in piena atmosfera di irredentismo in territorio slavo dove da tempo vi erano agitazioni anti austriache. Il 28 luglio 1914, ad un mese esatto dell'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, inizia la guerra tra l'Austria e la Serbia. L'Austria credette di risolvere il problema serbo in pochissimo tempo, invece nel giro di pochi giorni scattò inesorabilmente il sistema delle alleanze e l'intera Europa si trovò in guerra. Gli opposti schieranti di partenza furono: l'Impero Austro-Ungarico e Germanico, detti anche Imperi centrali, da una parte; e Francia, Inghilterra e Russia dall'altra che, già nel 1907, si erano unite in funzione anti-tedesca e anti-austrica e perciò questa alleanza fu anche detta Triplice Intesa. La Germania, dopo aver dichiarato guerra alla Francia, nonostante un accordo internazionale di neutralità, invase il Belgio per evitare la linea fortificata francese. Ciò scosse l'opinione pubblica e l'Inghilterra si dichiarò contro la Germania. Successivamente il Giappone aderiva al lato di Francia, Inghilterra e Russia nella speranza di togliere ai tedeschi i loro possedimenti in Cina. E l'Italia? Lo scoppio della guerra colse l'Italia incerta e smarrita sulla posizione da prendere. Il 2 agosto 1914 il nostro Governo si dichiarò neutrale perchè fino al 1912 era stato rinnovato, nato nel 1882, il trattato della Triplice Alleanza col quale l'Italia si legava agli Imperi centrali. Ma la Triplice Alleanza aveva carattere difensivo, mentre l'Austria, col suo violento procedere verso la Serbia, aveva commesso una vera e propria provocazione e, quando presentò l'ultimatum alla Serbia senza aver prima consultato l'Italia come prevedeva l'art. 7 del trattato, l'Italia, dichiarò che, mancando l'aggressione da parte Serba, il trattato cadeva e si ritenne nel diritto di restare neutrale tra i due blocchi contrapposti. Così la nazione si divise tra favorevoli e contrari alla guerra, tra interventisti e neutralisti. (Ferruccio Policicchio)
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