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Scario: In ricordo del Capitano Giovanni Forabosco
Vi proponiamo una intervista di Vito Sansone ad Andrea Forabosco, uno dei figli del Capitano Giovanni Forabosco, una figura che nel secolo scorso riuscì a coinvolgere direttamente i giovani in varie attività, sportive e non solo, che contribuirono allo sviluppo socio-economico di Scario e del Golfo di Policastro.
Andrea Forabosco ricorda il padre a poco più di 19 anni dalla sua scomparsa.


«Mio padre esempio di altruismo ed integrità morale. Con i giovani ed il Sud nel cuore»
Il prof. Andrea Forabosco ricorda suo padre, il Capitano Giovanni, a 19 anni dalla sua scomparsa

Scario- Una figura eclettica, dinamica e creativa, la quale seppe dare una spinta innovativa alla vita pubblica e privata di un'arretrata parte del Sud Italia che stentava ad uscire dall'isolazionismo improduttivo e statico nonostante le sue buone risorse umane e materiali. Un uomo il quale riuscì a coinvolgere direttamente i giovani in varie attività, sportive e non solo, che contribuirono allo sviluppo socio-economico di Scario e del Golfo di Policastro. A 19 anni dalla sua scomparsa, è doveroso ricordare Giovanni Forabosco, per tutti il capitano Forabosco. La sua è stata una figura essenziale per rigore, umanità e passione.
Lo raccontiamo attraverso le parole di uno dei figli, Andrea, medico chirurgo e professore associato presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.
Professor Forabosco, qual è il primo ricordo che le viene in mente parlando di suo padre?
Il rapporto tra padre e figlio può risultare spesso non "facile". La forte personalità autoritaria di mio padre è rimasta scolpita nella mia mente, insieme ad un importante senso di correttezza nei confronti del prossimo e dei "deboli". Assomiglio a mio padre sia fisicamente che caratterialmente e spesso rifletto su come "lui" avrebbe agito. Il suo comportamento equilibrato mi ha spesso aiutato nel rapporto quotidiano nella società.
Nato nella Carnia friulana, terra dura e tutta d'un pezzo. Ufficiale della Marina Militare, dopo la Seconda Guerra Mondiale e dopo la prigionia visitò l'Italia Meridionale dove, ad Angellara di Vallo della Lucania, incontrò la donna della sua vita, sua madre. Dopo alcuni anni decise di stabilirsi definitivamente a San Giovanni a Piro. Qual è stato il primo impatto con una realtà completamente diversa?
In effetti, mio padre, una volta entrato nel vivo della "vita" del meridione, si è reso conto che le persone avevano abitudini ben diverse, una tra tutte, la puntualità. Certamente si è impegnato molto per trovare un "punto di incontro" e direi che ci sia riuscito bene, anche nel far superare la diffidenza nei suoi confronti.
Il Capitano Forabosco diventò nel tempo un punto di riferimento, anche per il suo lavoro nella pubblica amministrazione locale. Raggiunta l'età della pensione, ritrovò nelle bellezze di Scario il suo antico amore per il mare. Promosse l'istituzione della locale delegazione della Lega Navale Italiana ed avviò i giovani alle pratiche della canoa e della vela, costruendo un piccolo cantiere nautico ed organizzando importanti regate nel Golfo di Policastro. Perché suo padre aveva questa grande capacità di parlare ai ragazzi? Quali corde riusciva a toccare?
Mio padre, in gioventù, era stato boyscout e capo boyscout a sua volta. Aveva molto a cuore la vita e il futuro dei giovani, cercando di motivarli, impegnarli e sensibilizzarli con coinvolgimento di gruppo in attività nuove e stimolanti. I giovani erano attratti da questo atteggiamento. Tanti ex giovani lo ricordano con affetto e stima.
Infine, il Capitano diventò popolare anche nel piccolo schermo con una seguitissima rubrica di meteorologia su una emittente locale. Dopo la sua morte, la Lega Navale di Scario ha voluto ricordarlo con la regata in sua memoria, inserita nel programma della Regata delle Torri Saracene. Che insegnamento ha lasciato in lei come figlio e cosa, invece, ha lasciato nella comunità di Scario?
Mio padre è stato molto altruista nei confronti delle persone e del luogo. A lui piaceva dare il "buon esempio" in tutti gli aspetti della vita. Per fare un esempio, durante una regata velica, io, quindicenne, avevo commesso una irregolarità di manovra e mio padre, in qualità di presidente della giuria, mi squalificò. Per me è stato un momento di profonda riflessione. La comunità di Scario e dei paesi limitrofi lo ricordano come esempio da seguire. Di serietà e integrità morale. Praticamente, ha lasciato un buon ricordo.
(Vito Sansone)



Prof.Andrea Forabosco
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Cap. Giovanni Forabosco
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Cap. Giovanni Forabosco
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Inserito da Golfonetwork sabato 22 ottobre 2022 alle 14:12



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