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Ospedale Immacolata di Sapri: impiantata la prima protesi totale in tantalio
All’Ospedale Immacolata di Sapri, impiantata la prima protesi totale in tantalio.

Eseguito presso l’Ospedale dell’Immacolata di Sapri, il primo impianto in Campania di protesi totale in tantalio (simbolo chimico Ta). La particolarità dell’intervento sta nel fatto che è il “primo impianto” ad essere stato eseguito in Regione Campania con le componenti di tibia e femore in tantalio. Fino allo scorso anno si impiantavano protesi soltanto con la componente tibiale in tantalio, la protesi impiantata (lo scorso 7 marzo) dal primario Attilio Molinaro, è completamente in tantalio. Inoltre, questo tipo di protesi, invece delle 5 taglie della componente femorale NEXGEN e similari consente la possibilità di utilizzo di ben 11 taglie femorali, con resezioni di “1 millimetro” anziché dei canonici “2 millimetri”. E pertanto, si adatta meglio ed è più performante! Ma cos’è il tantalio? Per i non addetti ai lavori, lo abbiamo chiesto al professore Attilio Molinaro dirigente II° livello (primario) della “blasonata” U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia che ha eseguito il primo impianto, in Regione Campania, che ci ha spiegato: “Il tantalio (con simbolo chimico Ta, numero atomico 73 e peso atomico 180,95), è un metallo esistente in natura, che ha una elevatissima bio-compatibilità ed ottime capacità osteo-induttive ed osteo conduttive per la sua elevata porosità! Inoltre, tale materiale forgiato con particolare “design” per l’utilizzo nelle protesi di ginocchio, è in grado di mantenere l’elasticità simile all’osso circostante, che riduce al massimo il fenomeno dello stress SHIELDING, attuando una più fisiologica redistribuzione dei carichi. È proprio in questo contesto, che si verifica la necessità di utilizzare materiali protesici sempre più affidabili e che possano garantire, grazie ad una integrazione biologica, a livello dell’osso “ospite”, maggiori garanzie in termini di durata e affidabilità, riducendo i rischi di mobilizzazione asettica e di malattia da detriti. Professor Molinaro, quanto è durato l’intervento? “L’intervento è durato circa un’ora! Il paziente, è un uomo di 74 anni, insegnante in pensione, originario di Caposele, comune in provincia di Avellino”. È arrivato alla sua attenzione tramite l’Ospedale? “No! È arrivato privatamente!” Che grado di criticità ha presentato l’intervento? “L’intervento, è stato un normalissimo intervento di routine. Trattasi però, della prima protesi di questo genere ad essere stata impiantata in Campania!” Certo! Però mi pare di capire, che l’Ospedale dell’Immacolata diretto dal dott. Claudio Mondelli, ancora una volta abbia fatto da apri pista anche in questa branca! Da chi era composta l’équipe che ha collaborato con lei durante l’intervento? “Era formata dai colleghi ortopedici dott. Luca Sodano e Marcello Cammilli e dagli anestesisti dott. Ciro Saturno e Giuseppe Di Gregorio e dall’infermiere ferrista Demetrio Curcio”.
Cosa si prova ad esser stato il primo in Campania ad aver impiantato questo tipo di protesi all’avanguardia? “Niente di eccezionale! È solo un fatto di cronaca! La “particolarità” sta nel fatto, che in un piccolo Ospedale, qual’è quello di Sapri, abbiamo infranto un altro tabù: siamo stati i primi ad utilizzare questa variante di protesi al ginocchio! L’intervento, durato circa un’ora, è andato bene. Il paziente sta bene! Così il decorso post-operatorio è stato regolare! Il paziente 24 ore dopo l’intervento ha iniziato la fase della riabilitazione con R.O.M. : O° 95° e iniziato a deambulare con l’appoggio di un girello”. Cosa sta ad indicare il termine R.O.M.? “Letteralmente dall’inglese “range of motion” è l’acronimo di intervallo di movimento! Nonostante la grave carenza di personale, soprattutto medici e fisioterapisti della riabilitazione abbiamo eseguito, da inizio anno, circa 170 interventi, di cui circa 40 protesi in pazienti non stanziali; molti di loro arrivano dalle regioni limitrofe! Dunque, l’Ospedale di Sapri si è ritagliato uno spazio tutto suo nel panorama a cinque stelle di quella buona Sanità a cui tutti anelano e si riconferma un punto strategico, con non trascurabile mobilità “attiva”, risultando punto di riferimento per coloro che necessitano di interventi di elezione e invece di intraprendere costosi “viaggi della speranza” verso gli Ospedali del Nord, possono essere trattati non lontano da casa loro, trovando presso il nostro Ospedale, l’accoglienza, sicurezza, umanità, professionalità, disponibilità, che da più parti ci vengono riconosciute!” Concludendo, tengo a ribadire, che il prof. Molinaro è l’unico chirurgo ortopedico in provincia di Salerno a trattare le fratture di bacino e che in collaborazione con gli anestesisti, ha messo a punto il progetto “Protesi senza dolore!”.
(Pino Di Donato)



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Il primario Attilio Molinaro e il caposala Iudici aiutano il paziente
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Il primario Attilio Molinaro
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Inserito da Golfonetwork sabato 9 marzo 2024 alle 19:18



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