Questa è una storia che si vuole sottrarre all'oblio, riesumandola dal cimitero degli sconosciuti, col grande rammarico, purtroppo, di non essere unica. È la storia di Vincenzo PIRAZZO, nato a San Giovanni a Piro (Sa) il giorno 11 febbraio 1883 da Vincenzo e Maria Marotta. Il suo arruolamento avvenuto il 24 agosto 1905, con due anni di ritardo e dopo essere stato dichiarato renitente presentandosi spontaneamente. Riscontrato di altezza metri 1,58½, capelli lisci e neri, occhi scuri, dentatura sana e calzolaio che sapeva leggere e scrivere, fu posto in congedo illimitato provvisorio con l'obbligo di presentasi alle armi con la classe del 1885. Il 25 novembre 1905 fu chiamato alle armi, incorporato nel 39° reggimento fanteria e congedato il 6 dicembre 1906 con la concessione della dichiarazione di "Buona Condotta". Per effetto del Regio Decreto del 22 maggio 1915, il primo giugno 1915 fu richiamato alle armi, ma non si presentò perché all'estero. Il 5 settembre 1915 fu dichiarato disertore per non aver risposto alla chiamata alle armi e il 31 dicembre fu denunciato al Tribunale Militare di Napoli. Il 12 luglio 1916 si costituì al Distretto Militare di Napoli (forse proveniente dal sud America) e, sospeso il procedimento a norma del D. L. n. 1599 del 31 ottobre 1915, il 3 agosto 1916, fu inviato al 18° reggimento fanteria. Passato al 142° reggimento fanteria, il 23 maggio 1917, durante la Decima battaglia dell'Isonzo (12 maggio - 6 giugno 1917), nel cuore del Carso a quota 208, fu disperso e, il 16 gennaio 1918, fu riconosciuta la dichiarazione della sua irreperibilità. Altra cosa triste di questa vicenda è che Vincenzo Pirazzo non è ricordato nella lapide posta sulla prospettiva della chiesa, verosimilmente perché, rientrato dall'estero dove viveva con l'intera famiglia, da nessuno è stata lamentata la sua assenza nel paese natio. In compenso, non considerando ciò un indennizzo equo, col cognome deformato in PERAZZO, è ricordato nell'albo d'oro dei caduti in quella guerra pubblicato durante il Ventennio. (Ferruccio Policicchio)
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