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Sanità in Campania, il caso Sapri

Sapri- La sanità si configura da sempre come un settore disciplinare caratterizzato da particolare rilievo e complessità, in quanto fortemente implicato con le dinamiche dei contemporanei modelli di Stato sociale. Questo delicato rapporto si aggrava sempre di piu' specie quando si intromettono le strutture private, le quali, assicurando in termini concorrenziali (sul piano qualitativo), ma con tempistiche molto più rapide, prestazioni urgenti alle quali di sovente il cittadino medio rinuncia specie se appartenente a fasce svantaggiate.
Tutto cio' degenera in uno scontro aperto tra le istituzioni, un esempio?
Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ed il Ministro della Salute Orazio Schillaci e' la prova evidente e la dice lunga sulla sempre piu' difficile gestione della sanita' in Italia.
Ciò spinge ad una prima riflessione: il quadro generale dei rapporti fra lo Stato e le Regioni nel settore del governo della sanità è in perenne fibrillazione, soprattutto allo scopo di mettere sotto controllo la spesa pubblica sanitaria, la quale assorbe larga parte delle risorse globali delle nostre Regioni ed e' pertanto lecito, oltre che doveroso da parte del legislatore, bilanciare le risorse: ovvero investire di piu' per la buona sanita' e nello stesso tempo tagliare le spese ritenute superflue. L'indagine sui Punti nascita della Commissione parlamentare presieduta da Leoluca Orlando, ha preso in esame 344 strutture su un totale di 570 punti nascita operanti in Italia stabilendo che dovranno avere nel corso dell'anno almeno 500 parti.
Ma spesso la politica (e l'uso che se ne fa) va ben oltre certe logiche, ne sono la prova i manifesti della Regione Campania apparsi in varie città e che accusano il governo centrale di aver "tradito il Sud", con riferimento a vari temi e tagli della sanità e la chiusura di molti Pronto soccorso. Il Ministro della sanita' dal canto suo parla di "falsa propaganda" ed invita il presidente ad "abbandonare il cabaret" e dimostrare invece di "saper spendere bene le risorse". Paradossale e probabilmente unica la situazione venutasi a creare a Sapri ove vige “uno stato di agitazione” permanente, decisa a tutti i costi a salvaguardare il proprio punto nascite dell'Ospedale locale. Ne sono consapevoli migliaia e migliaia di cittadini dell'intero Golfo di Policastro che quell'ospedale se lo sono “guadagnato”, oseremo dire meritato, rischiando la propria incolumita' mettendo in atto clamorose azioni di protesta popolare, anche a rischio di vedersi macchiata la fedina penale.
Correva l'anno 1979 era il giorno 28 luglio, la cittadina cilentana famosa per lo sbarco di Carlo Pisacane, fece parlare di sè i piu' prestigiosi quotidiani e settimanali dell'epoca: "L'ITALIA SI FERMA A SAPRI" era il titolo dominante che si leggeva sulle prime pagine. Durante uno sciopero generale cittadino finalizzato a chiedere per l’ennesima volta l’apertura del presidio ospedaliero, circa tremila persone occuparono i binari, ed altre 400 circa distese sul selciato della strada Tirrena Inferiore bloccando l'intera Nazione.
Tra i numerosi “ribelli” e nomi eccellenti ed istituzioni spicca la dura “presa di posizione“ del dott. Roberto Celano segretario provinciale di Forza Italia il quale senza giri di parole attacca il governatore della Campania Vincenzo De Luca reo, a suo modo di vedere, di ignorare incomprensibilmente ed insensibilmente le criticita' e le particolari condizioni legate al territorio ed alla viabilita' del basso Cilento e del Golfo di Policastro. L'esponente di Forza Italia fa riferimento all'Atto Aziendale dell’ASL di Salerno, (delibera di Giunta Regionale n. 461 del 12 -09 - 2024). L’articolo 43 del documento stesso stabilisce che il punto nascita di Sapri è sede distaccata quindi parte integrante dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di Vallo della Lucania, e costituiscono pertanto un unico centro. Di conseguenza, la chiusura del presidio della cittadina di Sapri non genererebbe significativi risparmi economici, contrariamente a quanto sostenuto dal presidente De Luca. Forza Italia inoltre ipotizza possibili effetti collaterali della soppressione del prezioso servizio: l’aumento della mobilità passiva verso strutture ospedaliere lucane, come quella di Lagonegro (Pz), con un conseguente aggravio sulla spesa sanitaria regionale, nonché il disagio per le famiglie costrette a trasferimenti onerosi in termini economici e sociali. Senza contare inoltre il notevole aumento stagionale della popolazione in un’area a forte vocazione turistica.
Ma l'esponente di F.I. non si limita alla denuncia ma avanza vere e proprie «proposte concrete»:
Potenziare il punto nascita con servizi innovativi come parto in acqua, parto-analgesia e corsi di preparazione al parto, trasformando Sapri in un polo attrattivo per le future mamme anche dalle regioni limitrofe, Basilicata e Calabria. «Tutto cio' – conclude Celano – significa fare buona sanità. Non tagliare per fare cassa, ma investire per offrire servizi reali ai cittadini». Il caso meriterebbe maggiore attenzione nelle sedi competenti considerato che FORZA ITALIA e' parte integrante del governo in carica.
(Nicola Filizola)



Inserito da Golfonetwork sabato 10 maggio 2025 alle 17:40



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