Policastro B.no: «Ritrovarsi per raccontarsi», Rose rosse sui binari
Non è stato un semplice pranzo tra ex colleghi, ma un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, dove il fischio del treno ha lasciato finalmente il posto al battito accelerato di oltre cinquanta cuori. Il secondo raduno dei ferrovieri in congedo, svoltosi tra le suggestive atmosfere di Capitello e la convivialità di Policastro Bussentino, ha dimostrato con forza che il legame nato tra le carrozze e le rotaie è destinato a non spegnersi mai, nemmeno sotto l'oscurità dell'ultima galleria. L’emozione ha iniziato a vibrare tra le navate della Chiesa di San Ferdinando Re a Capitello, dove don Carmine ha celebrato una messa votiva dedicata a San Cristoforo, patrono di chi viaggia. In quel silenzio carico di rispetto, il ricordo dei colleghi che hanno già raggiunto l'ultima stazione si è fatto tangibile attraverso le voci dei ferrovieri e delle loro consorti, alternatisi al pulpito per letture intrise di gratitudine e nobile nostalgia. Ad ogni presente è stata consegnata una candela e un’immagine del Santo, simboli di una luce che continua a guidare idealmente il cammino di chi ha dedicato l'intera esistenza al servizio viaggiante. Il cuore pulsante dell'evento si è poi spostato presso un noto ristorante di Policastro, dove l'accoglienza di Michele Girardi Falcone e Pasquale Lamoglie — supportati da uno staff di eccellente livello — ha fatto da cornice a una festa di autentica gioia. Tra i profumi del mare e la musica di Franco Tulimieri, accompagnato dal ritmo di Antonio Scognamiglio, la sala si è trasformata in un palcoscenico di sorrisi, canzoni e giochi che hanno coinvolto ogni partecipante in un clima di ritrovata giovinezza. Un momento di particolare tenerezza ha segnato il culmine della convivialità: il taglio della torta per Cristoforo Perazzo, storico capotreno in pensione, che ha spento ottanta candeline tra gli applausi scroscianti e l'affetto sincero dei suoi vecchi compagni di viaggio. Ma l’istante capace di bagnare gli occhi di molti è stata la toccante dedica di Antonio Molinaro alle mogli. Proprio alla vigilia di San Valentino, queste donne — colonne silenziose che per decenni hanno condiviso sacrifici, ritardi e lunghe attese — sono state celebrate come madrine d'onore con il dono di una rosa rossa, simbolo di un amore capace di resistere ai ritmi di una professione affascinante quanto logorante. L'iniziativa, nata dalla volontà del gruppo storico guidato da Antonio Molinaro insieme a Salvatore Avagliano, Pasquale Dattola, Franco Cavaliere e Mario Fortunato, ha centrato il suo obiettivo più alto: trasformare la malinconia degli anni che passano nella forza di un legame indissolubile. "Ritrovarsi per raccontarsi" non è stato solo il titolo della giornata, ma la promessa solenne di una comunità che, da Sapri e dintorni, continua a guardare al futuro con la stessa fiera determinazione di chi ha condotto migliaia di passeggeri verso la propria meta. Tra brindisi finali e promesse di nuovi incontri, è rimasto nell'aria il desiderio di trasformare questo appuntamento in un grande raduno nazionale dei "berretti al vento": una kermesse impreziosita da mostre di foto e cimeli d'epoca per impedire che il glorioso passato delle strade ferrate finisca nell'oblio, continuando a viaggiare per sempre sui binari dell'amicizia. (Mario Fortunato)