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Spi Cgil Sapri: Lettera aperta degli ammalati Ospedale Immacolata

Lettera aperta degli ammalati
Richiesta  degli ammalati ricoverati all'Ospedale Immacolata di Sapri

Al sig. Comandante dei Carabinieri di Sapri
Al sig. Comandante della Guardia di Finanza di Sapri
Al direttore sanitario dell'Ospedale Immacolata di Sapri
Al direttore amministrativo dell'Ospedale Immacolata di Sapri
Al Tribunale del malato di Sapri
Al Presidente di Cittadinanzattiva del Golfo di Policastro
Sig. Prefetto della provincia di Salerno
Sig. Procuratore della Repubblica Vallo della Lucania
Al sindaco comune capofila S9
A tutti i sindaci

Gli ammalati tutti ricoverati e familiari chiedono un intervento immediato dei Carabinieri dei Nas per controllare la qualita' dei pasti somministrati loro. Da moltissimo tempo le lamentele già precedentemente segnalate dallo Spi Cgil di Sapri non hanno portato a nessuna soluzione, infatti la raccolta di 7000 firme e comunicati vari ai giornali ed agli organi competenti non hanno sortito nessun risultato positivo, se non la dichiarazione dei Nas sul pranzo somministrato agli ammalati che non presentava anomalie e tutto era pulito: ci si riferiva allo stato di pulizia ma non alla qualita' del cibo;
gli ammalati si lamentavano della scarsa qualita' dei pasti e la immangiabilita' di pietanze che continuano ad essere una schifezza.
Le anomalie segnalate riguardano i pasti immangiabili:
Pasta cruda e alcune volte scotta
Patate crude incommestibili
Riso crudo immangiabile
Insalata poco commestibile
Frutta (esempio mele) non mature immangiabili
Lo Spi Cgil chiede un intervento immediato a tutti gli organi in indirizzo affinche' si risolva il problema. Il nostro e' un diritto sociale dove tutto e' pagato da noi cittadini ma il servizio continua ad essere dispendioso e carente, nei regimi di democrazia e' lecito che i cittadini sappiano quanto costa un pasto per posto letto.
Siamo arrivati al paradosso che molte famiglie sono costrette a portare il cibo da casa perche' la direzione e chi governa il servizio e' disattenta anche a far preparare prodotti alimentari che tengano presente le patologie degli ammalati.
Non si puo' rispondere ad un ammalato che ha il diabete conclamato che "Questo pasto e' stato preparato".
Siamo alla disattenzione verso chi soffre.
Basta ricordare che a distanza di anni non si riesce a comperare per poche migliaia di euro un ecografo transrettale.
(Spi Cgil Sapri - Triani Gerardo)


Inserito da Golfonetwork sabato 28 marzo 2015 alle 20:50



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Commento di: Utente non registrato - Ip: 87.7.155.xxx - da: Sapri. Scritto domenica 29 marzo 2015 alle 23:21
Il principio edonostico ignorato.
L'instancabile Gerardo Triani,
relativamente ai pasti per i ricoverati,
combatte una giusta causa.
Per il principio economico del tornaconto- miglior risultato col minor dispendio di risorse- l'Ospedale dovrebbe avere una sua cucina.
Ai ricoverati, bisogna ricordarlo, il vitto non viene erogato -elemosina- gratuitamente da un Ente di beneficenza, ma dal S.S.N. e quindi dai contribuenti.
Perché, allora, non badare anche alla sua qualità.
Una pietanza decente, scelta dal malato,
avrebbe anche un ritorno psicologico
positivo, che faciliterebbe la guarigione.
Il contesto sanitario, che vede
impegnato un personale di qualità medio/alta, non può perdere punti
per un disservizio così evidente.
I responsabili del presidio ne prendano atto e ricorrano ai ripari.
prof. Nicola Pisani





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