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Riceviamo e pubblichiamo da Massimo Calise: Sapri. Il voto di scambio

Ho sentito l'esigenza di buttare giù, velocemente, le righe che seguono.
"Il voto di scambio è un fenomeno che, nell'ambito della politica, si riferisce all'azione di candidato il quale, in cambio di favori leciti o illeciti, prometta ad un elettore di ricambiare il voto da parte di quest'ultimo con un tornaconto personale, o con una promessa dello stesso."
Esempio pratico.
Un politico locale e un candidato ad una assemblea elettiva regionale o nazionale si accordano per uno scambio. Con esso il politico locale si impegna ad assicurare, nel "proprio territorio", un pacchetto di voti al candidato che, a sua volta, promette di ricambiare con favori futuri.
Il politico locale ambisce a vantaggi personali o a interventi a favore del "proprio territorio".
Le due cose non si escludono e, comunque, il politico locale ha comunque un vantaggio personale accrescendo il suo consenso e potere nel momento in cui il candidato sostenuto risulta eletto e mantiene i suoi impegni. Il politico locale comunque entra in una cordata che potrà favorire la sua carriera politica.
Il patto è, sostanzialmente, o nascosto ai cittadini o ammantato di buonismo. Non mancano le fini menti politiche locali che sostengono che questi accordi sono fatti nell'interesse del territorio.
È falso, per vari motivi che sintetizzo.
Il patto configura un rapporto personalistico ed è quindi legato non solo alla volontà/capacità dei singoli ma al loro interesse a portarlo avanti.
Si configura un rapporto di soggezione del territorio verso il padrino.
Il padrino cambia, negli anni, a seconda delle convenienze del politico locale.
Anche nell'ipotesi che il patto abbia una qualche ricaduta sul territorio si tratta, inevitabilmente, di interventi "a pioggia" decisi da pochi individui.
È una politica che fa leva su uno spirito rivendicativo più che propositivo.
È una politica che fa leva sul localismo quando l'esigenza è di unire.
È una politica vecchia, che si è sempre fatta nel meridione, e che non ha portato risultati; qualsiasi statistica conferma quest'affermazione.
Cosa occorrerebbe:
Una politica che abbia una vera visione (non visioni pre-elettorali) che abbia la capacità di avviare/aderire a progetti di ampio respiro, strutturali che portino benefici duraturi al territorio.
Per fare veramente ciò occorre una consapevolezza dei cittadini e quindi la loro partecipazione.
Occorre sapere che i nostri problemi si possono risolvere seriamente solo se li inquadriamo nel contesto in cui viviamo: Mezzogiorno, Europa, Mediterraneo.
Noi dobbiamo comprendere che la qualità dei nostri politici è proporzionale alla nostra qualità di cittadini.
Di tutte queste cose sarebbe opportuno discutere e, possibilmente, non in campagna elettorale.
Ma credo che, volutamente, non si vogliano discussioni sulla cosa pubblica.
Il Parlamento ed il Governo prendono provvedimenti, iniziative che, prima o poi ci riguarderanno e non se ne parla. Il meridione è in una storica sofferenza e non ne parliamo, e lo stesso per i problemi locali sui quali non sappiamo avere alcuna capacità di incidere.
Solo qualche EVENTO, qualche mobilitazione che qualcuno scambia per partecipazione.
Mi spiace per i giovani che sono vittime ed eredi di questa situazione.
(Massimo Calise)


Massimo Calise

Inserito da Golfonetwork venerdì 24 aprile 2015 alle 10:07



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Commento di: Utente non registrato - Ip: 91.253.167xxx - da: Italia. Scritto sabato 25 aprile 2015 alle 13:30
Infatti il problema non sono gli eletti....ma gli elettori!!!....E il peggio deve ancora venire...

Commento di: Utente non registrato - Ip: 93.148.155.xxx - da: Sapri. Scritto sabato 25 aprile 2015 alle 12:04
A tal proposito,calza a pennello l'incarico...

Commento di: Utente non registrato - Ip: 94.47.253xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 24 aprile 2015 alle 22:18
....utopia?....😎

Commento di: Utente non registrato - Ip: 188.15.4xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 24 aprile 2015 alle 19:54
Caro Massimo e' tutto vero cio' che pensi e scrivi, nei nostri paesi si nascondono le malattie del 21 secolo chiamatre familismo e la colpa non e' solo dei politici ma e' degli stessi cittadini che pensano di risolvere anche piccoli problemi con il voto di scambio, per questo la democrazia vacilla. Sono Triani

Commento di: Utente non registrato - Ip: 37.118.201.xxx - da: Estero. Scritto venerdì 24 aprile 2015 alle 13:30
Nel XXI secolo non esiste il voto di scambio, ma lo scambio dei voti, basta guardare come si comporta l'attuale governo italiano che pur di avere la poltrona si accetta da estrema dx a estrema sx, poveri...che andate a votare.

Commento di: Utente non registrato - Ip: 93.44.156.xxx - da: Sapri. Scritto venerdì 24 aprile 2015 alle 10:34
molto spesso il voto di scambio nasconde favori solo personali ,senza vantaggi per la collettività!
Magari un posto di lavoro per qualcuno in barba a tante persone più meritevoli!





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