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Ci sono 3042 News in 305 pagine e voi siete nella pagina numero 145

Padula: ragazzo di 29 anni si toglie la vita
Padula- Un giovane di 29 anni, Donato Grieco, molto conosciuto nella cittadina della Certosa, si è suicidato in un casolare di proprietà della famiglia. Secondo quanto si è appreso sono stati i genitori del giovane a fare la terribile scoperta, dopo essersi recati presso il casolare. Gli uomini del 118, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del ragazzo. Non si conoscono, al momento, le ragioni dell'insano gesto.
Inserito da Golfonetwork mercoledì 13 giugno 2012 alle 09:48 commenti( 0 ) -

Fisciano: incidente sul lavoro del 9 giugno, precisazione della Gaia Energy

Fisciano- In relazione alla tragica fatalità occorsa in Fisciano (SA) sabato 9 giugno 2012 e che ha purtroppo coinvolto un lavoratore della C.A IMPIANTI di CALVIZZANO (NA), Gaia Energy ha l’obbligo di precisare che l’operaio Giovanni Grasso non è e non è mai stato proprio dipendente, ma in forza lavoro alla suddetta C.A IMPIANTI di CALVIZZANO. In questo momento di grande dolore, Lorenzo Silvestre, imprenditore e titolare di Gaia Energy e tutti i dipendenti sono sentitamente addolorati, in particolar modo nei confronti della moglie e della Famiglia del ragazzo. L’Azienda però, pur nel rispetto dell’indipendenza degli organi di informazione, dell’autonomia e dell’assoluta buona fede dei giornalisti e degli editori, non può sottrarsi dal dichiarare con forza la propria estraneità al tragico evento, ribadendo la convinzione che alcune ricostruzioni apparse a mezzo stampa siano la conseguenza di erronee interpretazioni e di informazioni assunte in un momento di naturale concitazione, piuttosto che di negligenza o desiderio di trovare un facile colpevole. Gaia Energy con costante e profonda responsabilità riconosciuta dal mercato - peculiare di una gestione condotta attraverso un continuo controllo degli Standard di Qualità e Sicurezza negli ambienti di lavoro - pretende e garantisce a tutti i dipendenti diretti, così come alle squadre operative esterne e ad ogni collaboratore, un livello di sicurezza professionale a norma di Legge. A questo proposito, con continui investimenti in Formazione Tecnica, Ricerca&Sviluppo e Sicurezza, l’Azienda persegue da sempre standard qualitativi in materia al di sopra delle indicazioni normative. L’erronea interpretazione di quanto accaduto ingenera per l’Azienda, se l’informazione non sarà rapidamente ricondotta alla realtà dei fatti, fermi operativi con conseguente e reale messa a rischio delle commesse che garantiscono l’occupazione alla forza lavoro diretta e all’indotto, nonché danni irreparabili all’Azienda stessa. Convinti della necessità di misurare i toni per consentire una serena analisi dell’accaduto in tutte le sedi opportune, restiamo in ogni caso a disposizione verso tutti coloro che vorranno darci diritto di replica per comunicare quanto realmente accaduto, suffragato da ogni prova documentale dei fatti. Gaia Energy, in questo momento di grave sofferenza, esprime il sincero cordoglio e la propria partecipazione al dolore della Famiglia del giovane.

(Gaia Energy)

Inserito da Golfonetwork mercoledì 13 giugno 2012 alle 09:42 commenti( 0 ) -

Salerno: arrestato bandito che rapinò tabaccheria
Salerno- Ieri sera i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Salerno hanno arrestato uno degli autori della rapina ad una tabaccheria del 29 maggio scorso. Si tratta di Ivano Rizzo 31enne salernitano, pregiudicato, colpito da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno per rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. La sera del 29 maggio scorso, Ivano Rizzo unitamente ad un complice aveva consumato una rapina ai danni di una tabaccheria di via Irno a Salerno, facendosi consegnare dal titolare 200,00 euro in contanti. I due malviventi con volto travisato da cappuccio ed armati di coltello erano stati intercettati all'uscita della tabaccheria da un Carabiniere libero dal servizio, il quale aveva esploso alcuni colpi di pistola all'indirizzo delle ruote di una Fiat Punto bianca con cui i malviventi stessi erano fuggiti a tutta velocità tentando di investirlo. Dopo poche centinaia di metri i rapinatori avevano abbandonato l'autovettura con all'interno un coltello utilizzato per commettere la rapina, rinvenuta dai militari qualche minuto dopo. Le indagini avviate dai Carabinieri nell'immediatezza hanno consentito di identificare Ivano Rizzo, che è stato riconosciuto attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza della tabaccheria. Proseguono, invece, gli accertamenti per risalire all'identità del secondo rapinatore. L'arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. (Carabinieri)
Inserito da Golfonetwork mercoledì 13 giugno 2012 alle 09:38 commenti( 0 ) -

Comunicato stampa Comitato Pro tribunale di Sala Consilina

Il Comitato Pro tribunale di Sala Consilina,
visto l'incontro tenutosi ieri presso il Tribunale
visto l'incontro avvenuto presso la sede della provincia di Salerno con il Presidente On. Cirielli,
viste  le informazioni della stampa
considerato che venerdì il Consiglio Forense e Associazione Nazionale Magistrati di Salerno hanno intenzione di "spacchettare il territorio della Circoscrizione di Sala Consilina, senza mantenere il presidio giudiziario di Sala Consilina
preso atto degli indirizzi politici già delinearti per il destino del Tribunale di Sala Consilina, che verrà "accorpato" al Tribunale di Lagonegro
considerato che tale scelta è scellerata per il nostro territorio e per la nostra gente,

CHIEDE
Al Sig. sindaco di convocare con urgenza il Consiglio Comunale per giovedì 14/06/2012 alle ore 17,00, presso il Tribunale di Sala Consilina, per definire l'azione congiunta di tutto il territorio alla quale i cittadini vogliono partecipare, dando il proprio contributo, con ogni azione di lotta civile, pur di salvare il Tribunale di Sala Consilina e non svendere il nostro futuro.
Certo della Sua sensibilità
Cordiali saluti
Per il Comitato
Giuseppe Colucci

Inserito da Golfonetwork mercoledì 13 giugno 2012 alle 09:13 commenti( 0 ) -

Comunicato stampa Comitato verita' e giustizia per Francesco Mastrogiovanni

Udienza del 12 giugno 2012
Vallo della Lucania (Salerno), 12 giugno 2012
Doveva essere l'ultima udienza del processo contro i sei medici e i dodici infermieri del reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania per la morte del maestro elementare Francesco Mastrogiovanni, avvenuta per essere stato sottoposto ad un'ininterrotta contenzione ai quattro arti durata ottantatre ore, ma il dott. Michele Verrioli, anatomopatologo dell'ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli, non è si presentato per la seconda volta, promettendo però con una lettera che la prossima volta sarà presente.
Così è stato ascoltato per la seconda volta solo il maresciallo dei carabinieri Caputo, che a domanda del PM Dr. Renato Martusciello testimonia di essere stato incaricato dal Tribunale di Vallo della Lucania, immediatamente nei giorni successivi alla morte di Francesco Mastrogiovanni, di identificare lo sconosciuto paziente che nel video risultava essere stato compagno di stanza di Mastrogiovanni. Recatosi in ospedale il 19 agosto seppe dall'infermiere De Vita essere Giuseppe Mancoletti, controllò la relativa cartella e scoprì che neanche nella cartella di Mancoletti era stato annotata la contenzione e ne dispose il sequestro. Da informazioni assunte al maresciallo Caputo risulta che Mancoletti è stato sempre ricoverato nella stessa stanza nella quale era anche Mastrogiovanni.
L'avv. Tedesco, facente parte del collegio dei difensori degli imputati, contesta la deposizione del maresciallo Caputo e provoca le precisazione del Presidente del Tribunale, il giudice Dr.ssa Elisabetta Garzo, che ribadisce che agli atti del processo esiste un video che documenta in maniera chiarissima anche gli orari e i vari comportamenti dei medici.
Poiché nessuno degli altri avvocati ha da porre nuove domande al maresciallo Caputo, l'udienza viene chiusa dopo poco tempo e viene fissata la nuova udienza per le ore 14 del 26 giugno per sentire il dott. Michele Verrioli. Nella prossima seduta verranno anche calenderizzati i prossimi appuntamenti e fissate le date delle arringhe, a cominciare da quella del PM, Dr. Renato Martuscelli.
(Il Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni Vincenzo Serra, Giuseppe Tarallo, Giuseppe Galzerano) 

Inserito da Golfonetwork martedì 12 giugno 2012 alle 20:44 commenti( 0 ) -

Comunicato stampa Comune di Eboli

Si e' svolto oggi un importante incontro sul pericolo di chiusura della sezione di eboli del tribunale di salerno. Il sindaco melchionda: "ipotesi sciagurata, pronti a ogni azione utile a scongiurare una scelta che avrebbe effetti gravissimi sul funzionamento della giustizia".
Stamattina, presso l'aula consiliare del Comune di Eboli, si è svolto un importante incontro relativo all'ipotesi, avanzata dalla Commissione Birritteri, di sopprimere la sede distaccata del tribunale  Eboli.
Hanno preso parte al dibattito, fra gli altri, il consigliere dell'Ordine degli avvocati Enrico  Tortolani, il presidente della "Associazione Forense Valle del Sele" Pasquale Genovese con il componente del consiglio direttivo Mario Conte, il presidente dell'Ordine degli avvocati di Salerno Americo Montera, il consigliere provinciale Massimo Cariello, consigliere regionale Gianfranco Valiante, il senatore Franco Cardiello, il presidente del Consiglio Comunale di Eboli Luca Sgroia ed il Sindaco di Eboli Martino Melchionda.
Durante l'incontro, all'unanimità, è stata espressa la volontà di opporsi, con forza,  a tale sciagurata ipotesi, che comporterebbe difficoltà enormi di accesso alla giustizia da parte dei cittadini del comprensorio.
La sezione di Eboli, difatti, copre una area molto vasta del territorio della Provincia di Salerno,  ricomprendendo ben 34 comuni per un totale di oltre 280.000 abitanti, e  registrando un cospicuo numero di utenti e cause.
Nel corso dell'incontro è intervento il presidente del Consiglio Comunale Luca Sgroia:
"Mi sento di condividere - ha spiegato - il documento della sezione di Salerno dell'Associazione Nazionale Magistrati, con particolare riferimento alla vicenda della sezione distaccata di Eboli del Tribunale di Salerno.
L'ipotesi della sua soppressione o di un suo fantasioso accorpamento - sia esso a Vallo della Lucania oppure a Salerno -  è inaccettabile, non per  una mera questione di campanilismo e di difesa del territorio, ma perché comporterebbe un aggravamento dell'amministrazione della giustizia nella Provincia di Salerno.
La sezione di Eboli, difatti, rientra perfettamente tra quelle che, per cause pendenti e territorio, devono essere salvate.
Pertanto, è necessario che tutte le forze politiche, i magistrati e gli avvocati facciano quadrato al fine di evitare che si concretizzi  tale nefasta ipotesi.
In particolare, è responsabilità dei parlamentari della nostra provincia farsi carico di una battaglia di civiltà e di giustizia per il nostro territorio".
Anche il rappresentante della "Associazione Forense Valle del Sele" Mario Conte è stato molto drastico nella posizione espressa: "da tempo portiamo avanti questa  battaglia per la salvaguardia dei nostri uffici giudiziari ed, in particolare, della sede distaccata di Eboli del Tribunale di Salerno.
Dobbiamo mettere in campo ogni iniziativa utile a evitare questo rischio.
Credo sarebbe utile chiedere che, a riguardo dell'ipotesi di chiusura di questa sezione, si pronunci anche il Consiglio Giudiziario".
Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell'Ordine degli Avvocati Americo Montera: "Siamo alla vigilia di un disastro che stravolgerà l'amministrazione della giustizia e, soprattutto, comprometterà  gli interessi dei cittadini.
Dobbiamo assumere una posizione forte e dura, che si muova in direzione di una radicale difesa  della sede di Eboli. Per questo mi rivolgo ai rappresentanti politici, affinché intervengano a sostenere e difendere l'amministrazione della giustizia del proprio territorio".
Dura anche la presa di posizione del Senatore Franco Cardiello: "Il governo tecnico intende sopprimere tutte le sezioni distaccate, prevedendo per ogni provincia la presenza di tre tribunali.
Eboli - ha spiegato -  non può assolutamente rientrare in questo irresponsabile progetto. E' tra le sezioni di tribunale più grande d'Italia. Ha tutti i requisiti, dunque, per essere conservata.
Per questo motivo - se dovesse essere confermata l'ipotesi di chiusura della sezione di Eboli, io voterò contro il governo Monti su questo provvedimento mostrando così, a nome del mio territorio,  tutto il mio disappunto per una scelta irragionevole".
La riunione è stata conclusa dall'intervento del Sindaco di Eboli Martino Melchionda:
"Ringrazio innanzitutto tutti coloro che oggi hanno preso parte all'incontro - ha affermato -, mostrando grande interesse nei confronti di questa delicata questione.
Ringrazio anche il senatore Cardiello, per aver assunto una chiara ed inequivocabile posizione pubblica.
Innanzitutto vorrei invitare tutti a non incorrere nella debolezza di difendere il proprio tribunale solo per campanilismo.
Condivido - ha proseguito il sindaco - l'iniziativa della "Associazione Forense Valle del Sele": stileremo, subito, un documento, che verrà sottoscritto dai sindaci e presentato all'assemblea che si svolgerà  venerdì prossimo.
Io sono d'accordo con l'ipotesi della soppressione di sezioni inutili, ma non con la soppressione della sede di Eboli, perché il suo accorpamento a qualsiasi altra sezione comporterebbe problemi gravi e inaccettabili.     
Rischia di riproporsi - ha spiegato Melchionda - il meccanismo profondamente sbagliato che portò, anni fa, alla soppressione delle preture, sostituite poi da una miriade di sezioni distaccate, la maggior parte delle quali scarsamente significative per territorio ed utenza.
I comuni del circondario sono pronti - ha concluso il Sindaco di Eboli - anche ad azioni giudiziarie contro una scelta di questo tipo, per violazione da parte del Governo della delega conferitagli dal Parlamento con la legge di riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie. Delega che prevede, appunto, una ridefinizione razionale delle stesse, non la loro drastica eliminazione".
Dalla Residenza Municipale Eboli, 12 giugno 2012

Inserito da Golfonetwork martedì 12 giugno 2012 alle 20:41 commenti( 0 ) -

Piano rete emergenza, Feola: "Incondivisibile chiusura centrale 118 nel Cilento"

"Chi pensa di chiudere la centrale del 118 ubicata presso il nosocomio di Vallo della Lucania dimostra di non conoscere le peculiarità del territorio del Cilento, la sua morfologia con le connesse difficoltà di collegamenti, le esigenze delle comunità locali". Lo dichiara l'assessore provinciale, Marcello Feola, intervenendo nuovamente in merito alla paventata chiusura della centrale operativa del 118 di Vallo della Lucania nell'ambito del nuovo piano sanitario dell'Asl Salerno.
"Rinnovo al commissario Maurizio Bortoletti e alla dottoressa Giovanna Esposito l'invito a confrontarsi veramente con il territorio, per conoscere le peculiarità che lo rendono completamente diverso dalle altre aree della provincia, prima di procedere ad un ridisegno complessivo del sistema di emergenza dell'Asl di Salerno che pare studiato solo su carta - conclude Feola - La parte meridionale della nostra vastissima provincia non può continuare ad essere inascoltata e penalizzata da scelte calate dall'alto e francamente incondivisibili".
Palazzo Sant'Agostino, 12 giugno 2012

Inserito da Golfonetwork martedì 12 giugno 2012 alle 20:40 commenti( 0 ) -

Soppressione Tribunale di Sala Consilina - Comunicato stampa Donato Pica

Soppressione Tribunale di Sala Consilina - Dal Consigliere regionale Donato Pica l'invito a sostenere le iniziative dell'Ordine degli Avvocati e dei sindaci del territorio per difendere un presidio di primaria importanza. Intanto, in mattinata, depositata nuova Interrogazione a Caldoro.
"La notizia, largamente diffusasi nelle ultime ore, sul possibile accorpamento del tribunale di Sala Consilina a quello di Lagonegro non può e non deve essere occasione per qualcuno di fare demagogia o di ingenerare confusione - ha dichiarato il Consigliere Pica - gli atti ufficiali e le iniziative assunte, per quanto mi riguarda, parlano chiaro. L'ipotesi Lagonegro, peraltro conseguente ad incontri ed accordi intercorsi tra i due Ordini Forensi, è stata subito accantonata, o meglio considerata marginalmente, nel solo caso del trasferimento di Lagonegro a Sala Consilina. La strada da percorrere era e rimane, invece, quella di un allargamento della circoscrizione giudiziaria ai Comuni limitrofi al Vallo di Diano delle zone Alburni e Tanagro - continua ancora Pica - su questo terreno, abbiamo lavorato ed in questa direzione si sono mossi i Sindaci e l'Ordine degli Avvocati. Voglio altresì ricordare che l'o.d.g., approvato all'unanimità del Consiglio Regionale, prevedeva un immediato intervento del Presidente Caldoro presso il Ministero di Grazia e Giustizia: francamente non so se ciò si sia verificato. Sono al fianco dei Sindaci, che hanno dichiarato di essere pronti a dimettersi se questo gesto potrà contribuire al raggiungimento di un risultato positivo. In occasione della presentazione a Padula del processo civile telematico, ebbi a dire che era necessario intervenire con i vertici nazionali dei Partiti che sostengono il  Governo Monti. Personalmente, l'ho fatto con i vertici nazionali e Regionali del PD. Ad ogni modo - conclude il Consigliere regionale salernitano Pica -  occorre che in una fase cosi delicata il territorio sia compatto nella richiesta. Nel contempo, suggerisco ai Sindaci di provare ad attuare una sorta di rivolta fiscale, non dando esecuzione a nessuno dei provvedimenti del governo Monti, soprattutto per la parte che comporta grossi sacrifici a carico dei nostri concittadini. Diamo un segnale forte ad un Governo insensibile alla realtà ed alle esigenze dei territori campani e della Provincia di Salerno". Intanto in mattinata lo stesso Consigliere ha presentato una nuova Interrogazione all'indirizzo del presidente Caldoro dove si chiede di conoscere nell'immediatezza, quali iniziative ha assunto o intende assumere, in ordine a quanto previsto dall'o.d.g. del Consiglio regionale del 16 maggio 2012, dove si chiedeva: di riconsiderare la riorganizzazione degli Uffici Giudiziari in Provincia di Salerno, conservando le 4 strutture esistenti (Nocera Inferiore, Salerno, Sala Consilina e Vallo della Lucania) per comprovate ed oggettive motivazioni di convenienza socio - economica e di tutela della giustizia; di procedere all'ampliamento della circoscrizione di competenza del Tribunale di Sala Consilina, con i Comuni a Sud di Eboli che peraltro ne hanno già fatto richiesta e con il possibile accorpamento del circondario facente capo al Tribunale di Lagonegro; di riivolgere un pressante appello al Sig. Presidente della Giunta Regionale, On.le Stefano Caldoro, affinchè intervenga prontamente a sostegno dello stesso o.d.g.. Nella Interrogazione odierna Pica, infine evidenzia che: persistendo a tutt'oggi una situazione di forte incertezza e di grave tensione anche sociale a causa delle notizie circa il possibile accorpamento del Tribunale di Sala Consilina a quello di Lagonegro, è necessario dare risposte concrete e precise alle giuste istanze delle Amministrazioni Locali e della Classe Forense;  
Napoli, 12 giugno 2012
(Addetto Stampa Donato Pica)

Inserito da Golfonetwork martedì 12 giugno 2012 alle 20:39 commenti( 0 ) -

San Marzano sul Sarno: sequestrati due videopoker e un totem

San Marzano sul Sarno- I baschi verdi della Compagnia di Scafati, nell’ambito dei quotidiani servizi di controllo economico del territorio disposti e coordinati dal Comando Provinciale di Salerno e finalizzati anche alla prevenzione e alla repressione di illeciti in materia di congegni ed apparecchi da divertimento ed intrattenimento, hanno individuato nel Comune di San Marzano sul Sarno una sala biliardo che deteneva congegni e apparecchi da divertimento ed intrattenimento, cosiddetti “videopoker”, nonché per la raccolta di scommesse on-line, privi delle necessarie concessioni ed autorizzazioni previste dalla normativa vigente. I finanzieri hanno rinvenuto, all’interno dei locali, due apparecchi “videopoker” ed uno del tipo “totem” funzionanti ed a disposizione della clientela, tutti privi delle previste certificazioni di conformità e dei nulla osta per la messa in esercizio. Tutti i congegni, unitamente alla somma di denaro contante rinvenuta al loro interno e frutto dell’illecita attività, sono stati sottoposti a sequestro. La titolare dell’attività, quarantatreenne di nazionalità italiana, è stata segnalata alla competente Autorità Giudiziaria e rischia ora una severa sanzione pecuniaria, oltre alla chiusura dell’attività, per violazione all’art. 4 della Legge n. 401/89, che regolamenta la raccolta di pubbliche scommesse per via telematica, e agli artt. 718 e 719 del Codice Penale (Esercizio del gioco d’azzardo), i quali prevedono e sanzionano il giuoco d’azzardo con una elevata sanzione pecuniaria e con l’arresto. L’attività di servizio si aggiunge alle già molteplici operazioni portate a termine dalle Fiamme Gialle e conferma l’efficienza del presidio economico-finanziario esercitato dal Corpo su tutto il territorio con l’obiettivo di arginare il dilagante fenomeno delle giocate illegali.

(Guardia di Finanza)

Inserito da Golfonetwork martedì 12 giugno 2012 alle 11:57 commenti( 0 ) -

Salerno: appalti truccati alla Provincia, 15 arresti

Salerno- 15 persone,accusate di aver manipolato oltre 130 appalti banditi dalla Provincia di Salerno tra il 2001 ed il 2008,arrestate dai Carabinieri del Ros di Salerno tra Salerno,Napoli,Caserta ed Avellino.Le indagini riguardano oltre 300 imprenditori che,con la complicita' di alcuni dipendenti della Provincia,avrebbero manipolato gare d'appalto. Gli indagati dovranno rispondere dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbata liberta' degli incanti, corruzione e falso in atto pubblico. (Ansa)

Alle ore 11 conferenza stampa per i dettagli.

Aggiornamento ore 12.50:

Nella mattinata odierna, in Salerno i Carabinieri del R.O.S., con la collaborazione dei Comandi Provinciali competenti per territorio, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta di questa Procura Distrettuale antimafia, nei confronti di 15 indagati per associazione per delinquere, finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione, falso in atto pubblico ed altri delitti. Gli interventi repressivi hanno interessato le province di Salerno, Napoli, Caserta e Avellino. I provvedimenti scaturiscono da un indagine denominata “DUE TORRI” avviata nel mese di febbraio 2007 in direzione di un’organizzazione composta da imprenditori e da pubblici funzionari che ha posto in essere una serie innumerevole di delitti di turbata libertà degli incanti ai danni dell’Amministrazione Provinciale di Salerno. Il “cartello” d’imprese, attivo sin dall’anno 2002, era articolato su due livelli: il primo, sovraordinato, composto da pochi imprenditori “capicordata”, diretto dai noti cugini salernitani CITARELLA Gennaro e CITARELLA Giovanni (quest’ultimo figlio del defunto CITARELLA Gennaro, imprenditore nocerino ucciso il 16.12.1990 in un agguato camorristico, ritenuto appartenente all’organizzazione camorristica “NUOVA FAMIGLIA” di ALFIERI Carmine), promotori dell’organizzazione e traitd’union con i soggetti istituzionali; il secondo, composto da un numerosissima schiera di imprese “satellite” facenti capo ai primi, che si aggiudicavano sistematicamente gli appalti indetti dall’Amministrazione Provinciale di Salerno con il ricorso al c.d. sistema “delle cordate”, caratterizzato dalla partecipazione alle gare di un consistente numero di società compiacenti, le cui offerte, concordate a 2 tavolino, determinavano la percentuale di ribasso “vincente”, che talvolta sfiorava anche il 40% della base d’asta, recuperata poi con l’impiego di materiali scadenti, che in sede di collaudo venivano ritenuti idonei dai tecnici compiacenti, ovvero attraverso la mancata realizzazione anche di intere porzioni di lavoro. In particolare il sodalizio, avvalendosi della corruzione di numerosi tecnici dell’Amministrazione Provinciale di Salerno, appartenenti all’Ufficio Gare o direttori dei lavori, aveva realizzato la sistematica turbativa di tutte le gare d’appalto bandite da quella Amministrazione, spartendosi “a tavolino” i lavori, mediante la commissione di una serie di illeciti funzionali a celarne l’illecita distribuzione. L’organizzazione si era evoluta nel tempo, passando dalle iniziali 64 società, che nell’anno 2005 avevano partecipato a 45 gare bandite dalla Provincia di Salerno (aggiudicandosene 35), alle 156 dell’anno successivo, fino a raggiungere, nel biennio 2007-2008, una stabile configurazione, caratterizzata dalla presenza di 7 capicordata, gli imprenditori arrestati CITARELLA Gennaro, CITARELLA Giovanni, RUGGIERO Giuseppe, DI SARLI Luigi, SPINELLI Federico; BOTTA Giovanni e ZANGARI Emanuele, e da oltre 250 società che, solo nell’anno 2007, avevano preso parte a 38 gare, bandite con procedura semplificata (licitazione privata), aggiudicandosene 25, nonché a numerosissime altre gare bandite con diversa procedura (somma urgenza e/o ad evidenza pubblica), aggiudicandosene la maggior parte. Come anzidetto, ciò avveniva con la complicità di numerosi funzionari corrotti dell’Amministrazione Provinciale di Salerno, tra cui OREFICE Raffaele e DE LUCA Franco Pio, entrambi destinatari dell’ordinanza cautelare, nonché di un provvedimento di sequestro preventivo, ai fini della confisca di denaro e titoli di credito, per l’ammontare complessivo, anche “per equivalente”, di € 120.000.
Il 16 maggio 2008, con una serie di perquisizioni presso le sedi delle società indagate, seguite il successivo 27 febbraio 2009 da ulteriori 12 perquisizioni nei 3 confronti di altrettanti tecnici della Provincia di Salerno, erano stati acquisiti fondamentali elementi di riscontro documentale inerenti gli innumerevoli illeciti commessi dall’organizzazione indagata. Con tre informative successive, il R.O.S. ha refertato a questa Procura Distrettuale Antimafia la complessa attività di verifica di oltre 170 gare d’appalto bandite dall’Amministrazione provinciale di Salerno nel periodo 2001-2008, denunciando l’illecita ingerenza del sodalizio in oltre 130 lavori pubblici, in relazione ai quali, sia le procedure di gara, sia la realizzazione e liquidazione contabile delle opere, risultavano viziate dalla reiterata e metodica commissione di innumerevoli delitti.
Veniva altresì circostanziato il quadro accusatorio a carico dei promotori, degli appartenenti e dei principali fiancheggiatori dell’associazione, sottoponendo al vaglio dell’A.G. la posizione di oltre 300 indagati, responsabili di 302 società, che a diverso titolo avevano concorso nella commissione dei seguenti delitti: “Turbata libertà degli incanti”; “inadempimenti di contratti in pubbliche forniture”; “frode nelle pubbliche forniture”; “corruzione per un atto d’ufficio”; “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”; “abuso d’ufficio”; “rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio”; “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”; “falsità in registri e notificazioni”; “falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un servizio pubblico”; violazione delle norme relative al sub-appalto ex art. 118 D. Lgs 12 aprile 2006 nr. 163 “codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture” ed altri illeciti minori. Questo Ufficio, nel novembre 2011, ha richiesto all’ufficio del G.I.P. l’applicazione di misure cautelare personali nei confronti di 52 soggetti, tra cui i promotori ed i principali imprenditori aderenti al “cartello” d’imprese, nonché numerosi funzionari e tecnici della Provincia di Salerno. Il G.I.P., pur concordando sulla sussistenza e gravità del quadro indiziario, dato il lungo tempo trascorso dall’accertamento dei reati “fine” dell’organizzazione, ha ritenuto essere venute meno le esigenze cautelari, applicando la misura restrittiva 4 solo a carico del gruppo “centrale” di imprenditori (capicordata e promotori dell’organizzazione) e dei due tecnici provinciali per i quali era stato contestato anche il delitto associativo. L’indagine, in conclusione, ha fatto luce su un articolato ed insidioso sistema criminale, creato da un nucleo di imprenditori contiguo ad ambienti camorristici, da impresari senza scrupoli e da impiegati pubblici corrotti, funzionale all’illecita spartizione di ingenti capitali pubblici, che ha di fatto azzerato per molti anni la libera concorrenza. E’ risultata altresì inficiata, anche a rischio dell’incolumità dei cittadini, la qualità di numerose ed importanti infrastrutture pubbliche, costruite in dispregio delle corrette regole costruttive.

(Carabinieri)

Inserito da Golfonetwork martedì 12 giugno 2012 alle 10:07 commenti( 0 ) -


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