GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO dal 26 al 29 settembre 2013 Vallo della Lucania - Museo Diocesano
Museo Diocesano della Curia Vescovile di Vallo della Lucania Club UNESCO Elea Associazione ASPASIA l'Albero della Vita Avvicinare i cittadini europei alla ricchezza e alla diversità culturale dell'Europa, favorire una tolleranza che superi le frontiere nazionali, sensibilizzare il grande pubblico e il mondo politico alla necessità di proteggere il patrimonio storico artistico. Con questi obiettivi si celebrano, anche quest'anno in 49 Stati Europei, le Giornate Europee del Patrimonio, Le GEP nascono per l'azione congiunta del Consiglio d'Europa e della Commissione europea, con lo scopo primario di avvicinare i cittadini europei ad una migliore e reciproca comprensione, attraverso l'organizzazione di manifestazioni culturali che mettano in luce il saper fare, le tradizioni locali, l'architettura e gli oggetti d'arte, ma anche la presentazione di beni culturali inediti e l'apertura straordinaria di edifici storici.
I batik di Monica HANNASCH e le lampade di Franca SANGIOVANNI rappresentano un omaggio vibrante alla bellezza, inno alla vita in tutte le sue forme, una testimonianza alla straordinaria creatività umana e all'armonia di un lavoro lungo e prezioso. I Batik di Monica Hannasch evocano la solennita' di un'arte antica, narrativa che reinterpreta la bellezza della natura e il ciclo della vita, i ritmi della terra, l'eterno scandire delle stagioni, la ricchezza della fauna e della flora. Le lampade di Franca SANGIOVANNI, colorano e proiettano le luci dell'artista nella contemporaneità che, come per magia, acquistano nitidezza, eleganza e originalità. Intorno a lei, le cose inanimate hanno un senso, quel quid dettato da una sola motivazione: la passione, che continua a portarla lontano.
Monica Hannasch Butitta nasce a Berlino il 17 gennaio 1932. Sua madre, Margarete Thewalt-Hannasch, detta Bab, era una delle esponenti di spicco del gruppo di artisti tedeschi che operarono nella ceramica vietrese dalla metà degli anni Venti agl'inizi degli anni Trenta. Nel 1996, in un Seminario Internazionale sulla ceramica del "periodo tedesco", Monica Hannasch ha parlato del "dopo Vietri": ella è infatti "l'espressione vivente del dopo Vietri" dal momento che la madre tornò in Germania per la sua nascita. Nessuno meglio di Monica Hannasch poteva svolgere tale tema, in quanto amica di Irene Kowaliska e discepola di Richard Dölker, dal quale apprese la lavorazione dei batik. Dunque concentra nella sua esperienza tre fondamentali protagonisti di quel periodo e le difficoltà cui tutti e tre andarono incontro dopo la parentesi vietrese. Monica Hannasch va in America nel 1953: perfezionatasi in grafica, pittura murale e scenografia al Sacramento State College in California e ottenuta una borsa di studio all'Institute of Fine Arts di San Francisco, apre qui un suo studio nel 1955 che lascerà nel 1962 quando, giunta a Scario, nel Cilento, per vendere la casa della madre, morta in quell'anno, vi si ferma stabilmente. Numerosissime le sue mostre - sia personali che collettive - in California, nel Texas, nel Massachuset, in Oregon, nel Winsconsin, a New York e ancora in Ecuador, a Quito (dove tenne per tre anni uno studio, tra il 1967 e il 1970, con Olga Fisch nota esponente dell'arte e dell'artigianato ecuadoriano), a Roma e a Milano. Nel 1998 una ricca esposizione delle sue opere è stata promossa dalla Provincia di Salerno nella Cappella di Villa Rufolo a Ravello, dal 19 giugno al 5 luglio.
Franca Sangiovanni nasce a Salerno il 01.01.1964 dopo aver frequentato il Liceo artistico a Salerno, si iscrive all'Accademia delle Belle Arti, prima a Firenze, poi a Milano. Ha cominciato come pittrice, poi decoratrice, quindi designer industriale: forniva ad una azienda i disegni che poi venivano realizzati su legni intarsiati, tappeti, mobili. Chiamata a New York, nel '94, per decorare un ristorante, ci rimane per ben otto anni lavorando con Gaetano Pesce, un architetto di livello mondiale. Dopo l'esperienza degli oggetti in resina, si dedica alla tecnica del mosaico, poi del "picassiette", che consiste nel rompere i piatti e ricomporne i frammenti per decorazioni di mobili e pareti. E' una tecnica artistica risalente circa all''800, diffusa soprattutto in America e recante il gusto "vecchia Inghilterra"… Nel '97, a Brooklyn, nel quartiere 'dumbo' apre un laboratorio, dove produce lampade secondo la tecnica Tiffany. (Louis Comfort Tiffany figlio del gioielliere Tiffany). Rifacendosi alle vetrate piombate, Sangiovanni evolve nell'esigenza di dare tridimensionalità al pezzo finito: i frammenti di vetro venivano incollati con un nastro adesivo di rame e venivano assemblati e saldati uno per uno con una lega di stagno. "Il viaggio" a New York finì l'11 settembre 2001 … Dopo una passeggiata sul ponte di Brooklyn, dalla riva opposta si vedeva New York e la prima torre in fiamme… fu un motivo scatenante per il ritorno in Italia, anche se di New York ancora non era stanca… semplicemente voglia di natura, di tranquillità, e, perché no? Si cominciava a sentire nostalgia di casa, del suo Cilento...
|