Il comune di Eboli risponde all'appello della tavola della pace ed espone la bandiera arcobaleno per dire no alla guerra e alla violenza in Siria e nel mondo. Il sindaco di Eboli Martino Melchionda: "Invito i miei concittadini ad aderire all'iniziativa. Un piccolo gesto simbolico per lanciare un grande messaggio di pace" "Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall'anelito della pace": è questo l'appello che Papa Francesco ha rivolto al mondo intero per scongiurare una nuova guerra in Medio Oriente. Per l'occasione, torna a sventolare la bandiera della pace anche al balcone della Residenza Municipale. Un gesto simbolico, carico di significato: l'arcobaleno deve sventolare prima che sia troppo tardi, prima della tempesta. Il Comune di Eboli risponde all'appello proveniente dal mondo delle associazione che lottano per la pace e - attraverso questo gesto simbolico - dice basta alla guerra: l'uso della violenza non porta mai alla pace, guerra chiama guerra, violenza chiama violenza. Una netta condanna dell'uso di armi chimiche, della forza e delle bombe per risolvere la crisi siriana. "Il Comune di Eboli risponde all'appello - dichiara il Sindaco di Eboli Martino Melchionda -e se tutti decideranno di esporre la bandiera della pace, all'unisono, con un piccolo gesto, lanceremo un messaggio forte di condanna alla guerra e alla violenza. Invito, dunque, i miei concittadini ad aderire all'iniziativa, ed esporre la bandiera della pace e dei diritti umani alle proprie finestre. Alla violenza e alla guerra occorre trovare risposte e soluzioni politiche alternative, che guardano al dialogo e all'integrazione. Eboli si conferma Città di pace, riaffermando il proprio no a qualunque azione di forza". Dalla Residenza Municipale, Eboli 7 settembre 2013

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