Non consentiremo a nessuno di diventare un novello Murat In merito alla nota a firma di sette direttori di dipartimento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, indirizzata al Ministro della Salute, On.le Beatrice Lorenzin, al Ministro dell’Università e Ricerca Scientifica, On.le Maria Chiara Carrozza, al Presidente della Giunta Regionale della Campania, On.le Stefano Caldoro, al Sub – Commissario del Piano di Rientro dal Debito Sanitario, Dott. Mario Morlacco, all’Assessore all’Università ed alla Ricerca Scientifica della Campania, Prof. Guido Trombetti, al Sindaco di Salerno, On.le Vincenzo De Luca, al Presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno, Prof. Bruno Ravera- e non al Rettore dell’Università degli Studi di Salerno-, il prof. Raimondo Pasquino ha dichiarato: «Sette dei tredici direttori di dipartimento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, con un documento dichiarano di assistere “sulla stampa a continue e stancanti provocazioni, che dimostrano di non aver alcun rispetto della Istituzione Ospedale, degli operatori e degli studenti” e criticano l’operato del sottoscritto e della stragrande maggioranza dei docenti universitari della facoltà di medicina. Bene, e come lo fanno? Inviando un documento alla stampa. Tant’è. Ci hanno provato in tanti, e ci rendiamo conto sotto altre spoglie come ci provino ancora, a sottrarre alle comunità salernitana il sogni della realizzazione di un percorso faticoso, impegnativo, lungo quale quello di trasformazione del Ruggi in Ospedale Universitario. Dal documento traspare chiarissima una concreta avversione a che questo avvenga, e non possiamo non notare che i soggetti firmatari parlino a titolo personale, non rappresentando il Collegio dei Direttori di Dipartimento nella sua interezza, organo che, a quanto ci risulta, non si riunisce da 10 mesi. Parlano infatti di “vulnus insanabile”, dichiarando apertamente, senza probabilmente rendersene conto, la loro assoluta contrarietà al processo che è invece ormai incardinato nella storia. Parlano di studenti “ostaggio”, dichiarando apertamente, ancora una volta senza accorgersene, che gli studenti di Salerno non avrebbero capacità di intendere; eppure quando a questi studenti e ai docenti, è stato negato il diritto allo studio, facendogli trovare sbarrate le porte delle aule, non ricordo – visto che mi vien chiesto di ricordare – di aver sentito levarsi queste voci in loro difesa. Se la componente universitaria dei docenti, “non ha ancora offerto il tanto prospettato e ancora atteso contributo” è proprio perché al netto di tardive firme sui contratti, processo che è durato ben 10 mesi, e sbandierato con tanto di manifestazioni mediatiche, non è mai seguito alcun atto che realmente favorisse, con l’integrazione, l’accesso – e l’ingresso – degli universitari ai propri compiti di didattica e assistenza. Eppure, il “dovuto ristoro economico”, era garantito sin dal 2010, dall’allora giunta Bassolino, e confermato nel 2011 e nel 2012 dal Governatore Caldoro, che mai ha fatto mancare il leale supporto a questo difficile percorso. La nostra non è mai stata, al netto di miseri tentativi interpretativi, una partita contro qualcuno, meno di tutti contro l’Azienda ospedaliera di Salerno, da noi individuata sin dal momento della firma dell’accordo di programma con il ministro Moratti – e difesa in questi anni - quale Sede unica del processo di clinicizzazione. Noi stiamo difendendo la legalità, stiamo difendendo il principio, legalmente riconosciuto, della pari dignità della Regione e dell’Ateneo ad individuare il management aziendale, che è pari dignità per i docenti, e garanzia di tutela degli studenti; e null’altro. E certo non abbiamo alcun timore ad esprimere il nostro dissenso per chi ha in ogni modo ostacolato il processo, minando l’immagine dell’Università di Salerno in generale, e della Facoltà di Medicina in particolare, con comportamenti che hanno avuto rilievo negativo addirittura a livello nazionale. Non entriamo in alcun modo in criteri gestionali, anche se qualcosa potremmo pur dire, solo per citare un esempio, sulla assenza da ormai un anno delle Direzioni Sanitaria ed Amministrativa all’interno del Ruggi, evenienza questa segnalata non da noi ma dai competenti organi regionali. Non ci soffermeremo su questo. Come non entriamo nel commentare sterili minacce su comportamenti presuntamente ritorsivi nei confronti di qualcuno. Noi non difendiamo privilegi, e non consentiamo scelte illegittime. I docenti universitari divengono tali dopo lunghe e faticose carriere con esami e riscontri di verifica a livello nazionale. La facoltà di medicina non nasce per assicurare a chiunque incarichi di docenza, ma per far si che dal connubio di esperienze, venga fuori la valorizzazione del merito di ciascuno, nel pieno rispetto della dignità dei ruoli, e nell’interesse unico degli studenti e dei cittadini». (Francesco Colucci)
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