Sapri piange Vito Caiafa: una vita in prima linea tra lotte civiche e passione civile
SAPRI. La notizia della scomparsa del caro Vito Caiafa lascia un vuoto incolmabile in tutta la comunità di Sapri e del Golfo di Policastro. È un momento di profondo dolore per quanti ne hanno condiviso il cammino, umano e politico, lungo diversi decenni di battaglie per la tutela e la promozione del territorio. A legarci a Vito era una conoscenza antica, nata ai tempi della comune militanza nel Partito Comunista guidato da Enrico Berlinguer: lui pilastro della storica sezione locale, io giovane militante di ritorno dagli anni d'emigrazione nel Nord Italia. Vito era la presenza costante dove c’era da schierarsi e lottare, figura inconfondibile con i suoi quotidiani sotto il braccio, tra cui spiccavano immancabili L'Unità e Il Manifesto. Negli anni il nostro dialogo non si è mai interrotto. L'ho ritrovato, e intervistato per le pagine de Il Mattino, mentre guidava con orgoglio escursioni di trekking con centinaia di appassionati giunti da ogni parte d'Italia. E di nuovo ci siamo ritrovati a lottare fianco a fianco per la difesa del nostro ospedale e della sanità locale, da sempre sotto la minaccia di ridimensionamenti e riduzioni di servizi. La sua determinazione, del resto, veniva da lontano. Già nel 1979, insieme a un gruppo di giovani coraggiosi e con il supporto del sacerdote don Giovanni Iantorno, Vito ci aveva messo la faccia — rischiando in prima persona — partecipando al Comitato di Lotta che occupò per un'intera giornata i binari della stazione di Sapri per pretendere l'apertura del presidio ospedaliero, realizzato con i fondi del Piano Marshall. L'ultima grande battaglia condivisa è stata quella contro il ridimensionamento del tracciato dell’Alta Velocità nel nostro territorio. Sulla sua seguitissima pagina Facebook, Vito ha denunciato fino all'ultimo le scelte politiche penalizzanti per il Golfo. Proprio nei suoi ultimi interventi, con la solita passione rigorosa, aveva lanciato un campanello d'allarme sui potenziali impatti ambientali dei cantieri sulle falde acquifere del Monte Coccovello. La sua attività d'informazione è stata fondamentale anche per la vita culturale della città. Con la sua pagina ha sostenuto fin dal primo momento la promozione della Borsa della Cultura, l'iniziativa di scambio e cessione di libri usati da cui è poi nato il piccolo museo della memoria cittadino. Fu proprio Vito a suggerire con insistenza di chiamarla "La Casa della Cultura", intravedendone il potenziale luogo di identità e memoria. Quando la struttura si è costituita in associazione, abbiamo voluto adottare ufficialmente quel nome, anche come omaggio al suo costante incoraggiamento. Pioniere del turismo sostenibile e dei sentieri di trekking tra i monti Ceraso e Coccovello fino alle calette verso Maratea, Vito è stato anche tra i principali sostenitori dell'installazione della nuova statua della Spigolatrice sul lungomare, coltivando da sempre il sogno di una casa museale dedicata alla figura simbolo della città. Caro Vito, faccio veramente fatica ad accettare la tua dipartita, e come me tantissima gente che ti ha conosciuto e apprezzato; mi sembra una cosa irreale, incredibile. Nell'aldilà ti accolgano con il dovuto omaggio gli angeli della comunicazione, perché tu, negli ultimi anni, nel mondo dell'informazione locale sei stato un vero e proprio principe. Ti vogliamo un gran bene e ti porteremo per sempre nei nostri cuori. Addio, Vito. Giungano alla famiglia da parte della nostra redazione le condoglianze più sentite. (Mario Fortunato)
Vito Caiafa (Fare clic sull'immagine per ingrandire)